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I Bambini indaco: una nuova evoluzione della razza...

I Bambini indaco: una nuova evoluzione della razza umana

I Bambini indaco: una nuova evoluzione della razza umana

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I Bambini Indaco, particolarmente intuitivi incarnano molti degli attributi di quei bambini che il linguaggio comune oggi definisce come “vivaci e disattenti”, “iperattivi”, “ipercinetici”, “difficili”, o “irrequieti”.
Tutti o quasi sono fonte di frustrazione per i genitori e sono destinati all’insuccesso scolastico nell’attuale sistema educativo che spesso finisce per danneggiarli involontariamente poiché non riesce ancora né dare un senso reale ai loro comportamenti né a coglierne le potenzialità.

Un esempio illuminante di problematica affine riguarda la percezione tardiva della dislessia ed è stato evidenziato in Italia da Silvia Vegetti Finzi, psicoterapeuta per i problemi della famiglia e del bambino, che qualche anno fa nel suo libro I bambini sono cambiati parlava di “bambini sotto accusa”, riferendosi al fatto che «in molti casi, prima di riconoscere che il bambino è dislessico, lo si accusa di negligenza, scarsa applicazione, svogliatezza… Oppure si pensa che sia affetto da un “ritardo mentale”. Con quali effetti sul bambino?».

Lo stesso vale per la poca conoscenza degli attributi dei nuovi bambini indaco, che spesso fin da piccoli vengono etichettati come “diversi” e “strani” anche dai loro compagni. Pertanto sembra necessario cambiare il modo in cui percepiamo questi bambini, se veramente vogliamo affrontare e risolvere i problemi che la mancanza di informazione ci pone. A ciò si collega una premessa di base su cui gli educatori di oggi ci invitano a riflettere: non esistono bambini “cattivi”, bensì comportamenti accettabili e inaccettabili nei bambini. Coniugare libertà e disciplina, dare un senso a nuove e imprevedibili condotte negative dei figli richiede consapevolezza.

Il figlio, in realtà, non è che un piccolo ma potente maestro di vita che insegna ai genitori a diventare sempre più consapevoli facendo loro da specchio, cioè rimandando l’immagine di ciò che egli stesso riceve. Se il bambino subisce forme rigide di potere e controllo, rimanda disobbedienza e ribellione. E’ inevitabile.

Questi bambini nuovi, sensibili e altamente intuitivi hanno prima di tutto bisogno di essere amati e accettati per quello che sono. A casa e a scuola i bambini indaco hanno bisogno di vedersi offrire delle scelte, meglio se dettate dalla fiducia e dall’amore e svincolate dai vecchi modelli di mantenimento del controllo e della disciplina.  
Visto il poco potere che hanno nella nostra scuola e società, i bambini indaco ci stanno insegnando attraverso il loro “rifiutarsi”, a costruire un nuovo modello di società e di scuola tagliato su misura per loro. Come non tenerne conto? Se, come appare ormai evidente, i bambini sono cambiati, la scuola e la famiglia non possono più considerare il bambino diverso come l’eccezione, ma sempre più come la norma.

 

 

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