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E' ora di fare il nido!

I mesi autunnali ed invernali rappresentano il periodo ideale per l'installazione delle cassette nido e mangiatoie per gli uccelli. Ce lo spiega Sergio Abram nel libro "Uccelli di boschi, giardini e campagna".

E' ora di fare il nido!

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I Nidi Artificiali

Scomparsa di cavità naturali

L'eliminazione degli alberi cavi da boschi, campagne, parchi e giardini porta alla diminuzione o anche all'assenza totale di cavità naturali, in cui alcuni uccelli, micromammiferi e insetti sono soliti rifugiarsi e riprodursi. La cinciallegra, ad esempio, è solita nidificare nelle cavità di grossi alberi, talvolta già dal mese di marzo, mentre durante le gelide notti invernali vi pernotta, al riparo da freddo, vento, pioggia o neve. I chirotteri ("pipistrelli") usano le cavità, oltre che per soggiornare, anche per partorire e allevare la prole, per accoppiarsi e per svernare. Non solo gli alberi cavi, però, offrono rifugio, sito riproduttivo e di svernamento a molti animali, ma anche i muri a secco e altre strutture (vecchi edifici, ruderi, ecc), dotati di nicchie e cavità, diventate ormai però rare con le modifiche ambientali.

Installazione di nidi artificiali

Un surrogato delle cavità naturali è costituito dai nidi artificiali (cassette-nido), che andrebbero necessariamente installati dove sono venute meno le nicchie naturali, spesso utilizzate come rifugio e sito riproduttivo da alcune specie di uccelli, micromammiferi e insetti.

Perchè i nidi artificiali

Alcune specie di uccelli, tra cui merli, tordi, cardellini, fringuelli, verdoni, verzellini e capinere sono solite nidificare tra i rami degli alberi e dei cespugli. Altre, invece, tra cui le cince, i codirossi, il torcicollo e l'upupa, si riproduco solamente in cavità e in primavera-estate non abitano i territori che ne sono privi. L'installazione di cassette-nido o di altri tipi di strutture artificiali permette il ritorno di molte specie animali con notevole arricchimento per i vari ecosistemi.

Quali tipi di nidi artificiali scegliere

Le cassette-nido possono venire costruite con materiali di vario tipo: legno, plastica, cartone, segatura-argilla-cemento, ecc.

Quelle in legno sono di facile costruzione, ma possono deformarsi e spaccarsi facilmente, soprattutto se il materiali impiegato è scadente e non ben stagionato.

Il cartone è un materiale molto deteriorabile e di brevissima durata, se esposto alle intemperie, mentte la plastica, pur presentando caratteristiche di durata e di praticità, non è ecologica, si riscalda rapidamente ed eccessivamente all'interno, se sottoposta ai raggi del sole, e non permette la traspirazione, facendo ristagnare l'umidità.

Le strutture in segatura-argilla-cemento raggruppano molte caratteristiche positive, tra cui la lunghissima durata nel tempo.

Il foro d'involo può avere forma circolare o ovale, con un diametro minimo di 27 mm (poco utilizzato, perché esclude molte specie). La misura diametrale più in uso è di 32-35 mm per attirare molti piccoli uccelli (cince, torcicollo, codirosso, picchio muratore, passere, ecc.), di 45-50 mm per upupa, storno, civetta nana e assiolo, circa 80-90 mm per civetta, civetta capogrosso e taccola e 120 mm per allocco e barbagianni. Naturalmente le strutture con foro d'involo più ampio, destinate a specie dalle dimensioni maggiori, presentano anche misure più abbondanti delle altre.

Quando collocare i nidi artificiali

Il periodo più adatto per la collocazione delle cassette-nido per gli uccelli è l'autunno, ma anche l'inverno, prima del periodo riproduttivo. Installandole anticipatamente si permette ad alcuni animali (cince, picchio muratore, scriciolo, pettirosso, passere, ecc.) di scoprirle per tempo, di occuparle già nel corso delle fredde notti autunnali e invernali per il pernottamento e di utilizzarle, poi, nel corso della primavera, per la riproduzione. Installazioni tardive favoriscono maggiormente gli uccelli migratori, come l'upupa, il torcicollo, i codirossi e il pigliamosche, che utilizzano le cassette-nido dal mese di aprile.

Dove e come collocare i nidi artificiali

Queste strutture possono venire installate in qualsiasi luogo circondato dal verde, come pure direttamente nei boschi, nelle campagne, nei parchi e nei giardini. Si appendono in siti tranquilli e luminosi, su grossi alberi, pali, tralicci, edifici e rocce, ad altezze variabili (normalmente fino a 6 metri), fuori dalla portata di curiosi e malintenzionati, oltre che dei gatti.

L'orientamento del frontale non è decisivo per l'occupazione delle cassette-nido; il foro d'entrata però deve essere sgombero da ostacoli antistanti (fronde, ecc.), per permettere a uccelli e chirotteri ("pipistrelli") di accedervi liberamente e agevolmente in volo.

Quanti nidi artificiali collocare

Non esiste un limite quantitativo massimo per la collocazione delle cassette-nido. Nelle campagne alberate si consiglia di installare almeno dieci strutture artificiali per gli uccelli e due-tre per i chirotteri ("pipistrelli") per ogni ettaro di superficie. Nei vecchi parchi alberati li numero dei nidi può arrivare anche ad alcune decine per la stessa unità di superficie.

Cos'altro è necessario fare

Nei nidi artificiali non va collocato alcun materiale, poiché, se necessario, gli animali vi provvedono da soli.

Talvolta, per facilitare la cova al torcicollo, alle civette, all'allocco, al barbagianni e all'upupa, che normalmente non portano materiale d'imbottitura all'interno delle casette-nido, si depone sul fondo un paio di mandiate di segatura. In tal modo le uova rimangono unite in una piccola depressione che si forma naturalmente. Devono essere puliti annualmente, a partire da fine settembre, allo scopo di togliere integralmente i vecchi nidi costruiti all'interno dagli animali, eventuali escrementi, uova non schiuse, cadaveri, parassiti, ecc. Gli uccelli, in particolare, nella successiva stagione riproduttiva, sono soliti costruire un altro nido, anche in presenza di quello dell'anno precedente. Al fine di evitare l'abbandono della covata durante l'epoca riproduttiva, le strutture artificiali vanno ispezionate il meno possibile e solo in caso di necessità.

Alcuni uccelli utilizzatori di nidi artificiali

Allocco (Strix aluco)

Allocco degli Urali (Strix uralensis)

Assiolo (Otus scops)

Balia dal collare (Ficedula albicollis)

Ballerina bianca (Motacilla alba)

Tratto da

Ballerina gialla (Motacilla cinerea)

Barbagianni (Tito alba)

Cincia bigia (Parus palustris)

Cincia bigia alpestre (Parus montanus)

Cincia dal ciuffo (Parus cristatus)

Cincia mora (Parus ater)

Cinciallegra (Parus major)

Cinciarella (Parus caeruleus)

Civetta (Athene noctua)

Civetta capogrosso (Aegolius funereus)

Civetta nana (Glaucidium passerinum)

Codirosso (Phoenicurus phoenicurus)

Codirosso spazzacamino (Phoenicurus ochruros)

Gheppio (Falco tinnunculus)

Grillaio (Falco naumanni)

Ghiandaia marina (Coracias garrulus)

Merlo acquaiolo (Cinclus cinclus)

Passera (Passer domestìcus)

Passera lagia (Petronia petronia)

Passera mattugia (Passer montanus)

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Picchio muratore (Sitta europaea)

Pigliamosche (Muscicapa striata)

Rampichino alpestre (Certhia familiaris)

Rampichino (Certhia brachydactyla)

Scricciolo (Troglodytes troglodytes)

Storno (Sturnus vulgaris)

Storno nero (Sturnus unicolor)

Torcicollo (Jynx torquilla)

Upupa (Upupa epops)

I picchi (picchio verde, picchio rosso maggiore, picchio cenerino, picchio nero, ecc.) utilizzano le cassette-nido solamente per pernottarvi e soltanto dopo averne allargato il foro d'involo a colpi di becco. Questo perchè i picchi sono soliti scavare da sé le cavità in cui riprodursi, all'interno di grossi tronchi e rami di alberi.

Mangiatoie Autunnali-Invernali Artificiali

Perché una mangiatoia

L'intervento dell'uomo, con lo stravolgimento di alcuni habitat, ha portato all'avvento di un'esasperata monocultura intensiva, oltre all'enorme riduzione o alla scomparsa di siepi produttrici di bacche e di aree incolte.

Alcune specie di uccelli, tra cui cince, rampichini e scriccioli, durante il periodo autunnale e invernale, possono soffrire particolarmente per la scarsità o per la mancanza di un'adeguata disponibilità di alimento naturale, dovute all'azione modificatrice o distruttrice dell'uomo. Per tale causa una parte della fauna abbandona le zone inospitali e si trasferisce altrove. Parchi, giardini e aree coltivate, in cui vengono collocate mangiatoie, conservano parte dell'ornitofauna anche durante le stagioni fredde. Gli uccelli insettivori, col sostegno dell'alimentazione collocata nelle mangiatoie, ricercano e catturano, anche in autunno-inverno, una quantità rilevante di uova, bruchi, crisalidi e immagini di insetti nocivi alle colture, nascosti sotto le cortecce o sul terreno, tra le foglie di alberi e arbusti.

Dove si installa

E possibile installare una mangiatoia ovunque, ma i luoghi più adatti sono parchi, giardini, viali, cimiteri, orti, aree agricole e boschive; inoltre balconi, terrazzi e davanzali di edifici.

Quali alimenti può contenere

I semi di girasole e di arachidi sgusciate e non tostate sono molto graditi a cince, picchio muratore e verdone. Anche miscugli di semi, comunemente reperibili in commercio, fiocchi di cereali e frutti vari (uva passita, fichi secchi, mele, pere e kaki) trovano un proficuo impiego. Inoltre, grasso di manzo o di maiale collocati nei pressi di una mangiatoia, assicurano un adeguato sostentamento alimentare supplementare. E necessario controllare che i semi siano destinati all'uso alimentare e che tutti gli alimenti non siano salati.

Quando foraggiare

Normalmente si inizia il foraggiamento già a fine ottobre o all'inizio di novembre e lo si sospende nel mese di marzo. Un inizio anticipato e una sospensione posticipata possono avvenire ad altitudini superiori oppure con particolari condizioni climatiche e meteorologiche.

Alcuni uccelli che frequentano le mangiatoie

Capinera (Sylvia atricapilla)

Cardellino (Carduelis carduelis)

Cesena (Turdus pilaris)

Cincia bigia (Parus palustris)

Cincia bigia alpestre (Parus montanus)

Cincia dal ciuffo (Parus cristatus)

Cincia mora (Parus ater)

Cinciallegra (Parus major)

Cinciarella (Parus caeruleus)

Ciuffolotto (Pyrrhula pyrrhula)

Codibugnolo (Aegithalos caudatus)

Cornacchia (Corvus corone)

Fanello (Carduelis cannabina)

Fringuello (Fringilh, coelebs)

Fringuello alpino (Montifringilla nivalis)

Frosone (Coccothraustes coccothraustes)

Gazza (Pica pica)

Ghiandaia (Garrulus glandarius)

Gracchio alpino (Pyrrhocorax graculus)

Gracchio corallino (Pyrrhocorax pyrrhocorax)

Lucherino (Carduelis spinus)

Merlo (Turdus menila)

Nocciolaia (Nucifraga caryocatactes)

Organetto (Carduelis flammea)

Ortolano (Emberiza hortulana)

Passera (Passer domesticus)

Passera lagia (Petronia petronia)

Passera mattugia (Passer montanus)

Passera scopaiola (Prunella modularis)

Peppola (Fringilla montifringilla)

Pettirosso (Erithacus rubecula)

Picchio cenerino (Picus canus)

Picchio muratore (Sitta europaea)

Picchio rosso maggiore (Picoides major)

Rampichino (Certhia brachydactyla)

Rampichino alpestre (Certhia familiaris)

Regolo (Regulus ignicapìllus)

Scricciolo (Troglodytes troglodytes)

Storno (Sturnus vulgaris)

Taccola (Corvus monedula)

Tortora dal collare orientale (Streptopelia decaocto)

Venturone (Serinus citrinella)

Verdone (Carduelis chloris)

Verzellino (Serinus serinus)

Zigolo giallo (Emberiza citrinella)

Zigolo muciatto (Emberiza eia)

Zigolo nero (Emberiza cirlus)

 

Tratto da

Uccelli di Boschi, Giardini e Campagna
Piccolo atlante fotografico
Prezzo € 7,00

L'Autore

Sergio Abram è nato a Laives (Bolzano) il 5 marzo 1950, in un maso di campagna, dove, tra frutteto, vigneto, orto, giardino, stalla e pollaio, ha iniziato le sue acute osservazioni fin da bambino.
Ha conseguito due diplomi in scuole medie superiori (di agrotecnico e ragioniere) e ha intrapreso studi universitari in scienze della produzione animale.
È ricercatore di vasti interessi nel settore floro-faunistico-ambientale, oltre che fotografo naturalistico e autore di opere di affermata autorevolezza. Come libero professionista è stato consulente per amministrazioni pubbliche e associazioni, collaboratore di centri di consulenza per la frutticoltura di alcune province italiane, di musei e di parchi. È ideatore di progetti e filmati naturalistici, nonché giornalista pubblicista, collaboratore di quotidiani, periodici e trasmittenti radiotelevisive.
Noto come conferenziere per la trattazione di tematiche naturalistiche relative a diversi settori, si è affermato anche per aver intrapreso censimenti faunistici, ricerche e pubblicazioni su molte specie animali, sulle siepi e sui nidi artificiali in ambito agricolo e forestale.
Attualmente vive a Don, un piccolo paese nell'alta Val di Non, tra bosco e campagna, dove, attorniato da un giardino ricchissimo di biodiversità, coltiva orto, frutteto e alleva animali domestici affidandosi completamente ed esclusivamente alla natura.

 

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