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Brenda Davis, Vesanto Melina - Anteprima -...

Leggi le prime pagine del libro "Diventare Vegani" di Brenda Davis, Vesanto Melina

Brenda Davis, Vesanto Melina - Anteprima - Diventare Vegani

LE ORIGINI DELL'ALIMENTAZIONE VEGANA

I pionieri delle riforme sociali sono individui coraggiosi che si preoccupano più per la verità, la giustizia e l'umanità che non di quello che gli altri possono pensare di loro. Senza queste menti forti e brillanti nella nostra società, le donne non avrebbero votato, solo i ricchi avrebbero avuto un'educazione e la schiavitù sarebbe ancora legale. Da molti anni i pionieri vegetariani e vegani sono impegnati nell'eradicazione di un'altra grande ingiustizia: quella commessa contro gli animali, gli stessi che molte persone chiamano cibo. Ad iniziare furono migliaia di anni fa grandi menti come Pitagora, Buddha, Platone e Plutarco. Ma è solo verso la metà del 1800 che nella cultura occidentale si ravvisa una vera e propria svolta.

Vegetariano: una persona che si astiene dal consumo di carne bianca e rossa e pesce, con o senza il consumo di uova o latticini.

Era il 30 settembre 1847 quando in Inghilterra un gruppo di 140 persone si riunirono in una associazione per esprimere il rispetto che provavano per la loro stessa natura e il loro benessere (e quello degli animali) affermando con forza la loro volontà di non mangiare carne.

Quello era il primo incontro della Vegetarian Society, la Società vegetariana, un gruppo costituito per sostenere pubblicamente un'alimentazione priva di carne. La parola "vegetariano", coniata nel 1842, fu poi adottata dalla stessa Society; si tratta di un termine derivato dal latino "vegetus", che significa "integro, risuonante, fresco e vivo".

La Vegetarian Society ideò una pubblicazione dal titolo Il Messaggero vegetariano. Il messaggio era semplice – vivi e lascia vivere – e i membri dell'associazione si impegnarono per dare l'esempio. Un membro di primo piano della Society, Joseph Brotherton (1783-1857), fu il primo membro del Parlamento a pronunciarsi contro la pena di morte. Come molti altri leader vegetariani, era profondamente interessato alle riforme di ispirazione umanitaria e compassionevole e lavorò per migliorare le durissime condizioni di lavoro dei bambini. Brotherton era nato in una famiglia di umili origini, appartenente proprio a quella fascia sociale che poi si impegnò ad aiutare.

All'inizio del diciannovesimo secolo era un giovane adulto quando venne fortemente influenzato dalle idee del reverendo William Cowherd, un sacerdote di Salford nel nord industriale dell'Inghilterra.

Il reverendo Cowherd aveva messo insieme una numerosa congregazione cui spiegava le ragioni per cui era saggio abbandonare la carne. Era un’epoca di miseria estrema per i poveri e le distribuzioni gratuite che Cowherd organizzava di zuppe vegetali fornì un grosso supporto ai membri della parrocchia. L’influenza del reverendo Cowherd si estese molto al di là di quanto gli stessi suoi parrocchiani avrebbero mai immaginato. Un suo discepolo, il reverendo William Metcalfe, fece rotta per l'America nel 1817 con altri membri della Bible Christian Church. Due primi influenti convertiti nell'area di Philadelphia furono Sylvester Graham (ardente predicatore, entusiasta dell'alimentazione a base di cibi crudi e creatore dei cracker integrali Graham) e Bronson Alcott (padre di Louisa Mary). Per qualche tempo Alcott tentò anche di fondare una comunità vegana, uno sforzo che rappresentava una enorme sfida per l'epoca! Questi uomini, insieme ad altri che si erano poi uniti a loro, divennero il nucleo dell'American Vegetarian Society, la Società vegetariana americana, che si costituì nel 1850.

Il gruppo prese forma in un ambiente dove la miseria era diffusa e durissime le condizioni di vita, dove la qualità del cibo era pessima e l'alcolismo era una piaga, ma in quei tempi si formarono anche grandi idealisti e leader che diedero vita ai movimenti per l'abolizione della schiavitù, per riconoscere il diritto di voto alle donne e garantire un'educazione a tutti i bambini. L'interesse per il vegetarianesimo continuò ad aleggiare per tutto il diciannovesimo secolo e proseguì nel secolo successivo. Negli anni intorno al 1880, ben 34 ristoranti vegetariani a Londra offrivano alle donne che lavoravano, tra le altre cose, un luogo sicuro ed economico dove mangiare. Arnold Hills (1857-1927), atleta, industriale e seguace del cibo crudo, scrisse parecchio a sostegno degli "alimenti vivi" e contro la tanto diffusa convinzione che la carne fosse essenziale per lo sviluppo dei muscoli.

I membri del Vegetarian Cycling Club, il club dei ciclisti vegetariani, lo avevano dimostrato al mondo e le riviste vegetariane riportavano i benefici di una dieta priva di carne per ottenere successi sportivi.

George Bernard Shaw (1856-1950) si convertì al vegetarianesimo mentre leggeva le appassionate parole di Shelley, la cui dieta era pressoché vegana.
Dagli scritti di Shaw traspaiono buon senso e umorismo.

«Non penare che ogni volta che provi senso di nausea sia perchè il tuo corpo si sta decomponendo a causa del fatto che mangi carne.
Questa è la vera gioia della vita; usare il proprio corpo per un proposito che noi stessi riconosciamo essere potente e diventare una forza della natura anziché un povero zuccone febbricitante ed egoista».

Ahimsa è un termine sanscrito che significa “non violento” o “non dannoso” e può essere interpretato come “non violenza dinamica”. Praticare l’ahimsa include evi-tare cibi e prodotti specifici che hanno a che fare con la vita degli uomini e degli animali e compiere attivamente azioni rivolte al bene.

Un suo contemporaneo e amico, Mohandas (più tardi Mahatma) Gandhi era cresciuto vegetariano. La filosofia del non mangiare carne di animale è in armonia con il concetto hindu di “ahimsa” che significa non violenza, concetto che è una pietra miliare della cultura indiana di Gandhi. I suoi viaggi per studiare legge a Londra avvennero in un momento in cui cresceva l'interesse degli occidentali per la filosofia, l'etica e la religione orientali.

Gandhi sosteneva fortemente che il cibo naturale dell'umanità dovesse essere assolutamente non animale e confidava che con il progredire delle conoscenze sulla nutrizione sarebbero risultate chiare le modalità con cui compiere questo salto di qualità, mettendo le persone in grado di seguire le loro coscienze con maggior tenacia.

A partire dal ventesimo secolo, la prevenzione della malnutrizione divenne una crescente priorità in tutto il Nord America e anche per il governo britannico. In Inghilterra, per esempio, l'alimentazione dei poveri era pressoché vegetariana; comunque, questi regimi alimentari erano il risultato di difficoltà economiche più che di scelte etiche ed erano inadeguati a livello nutrizionale, poiché consistevano prevalentemente in pane nero e tè! Alcuni bambini erano nutriti con "latte" composto da farina e acqua; complessivamente le condizioni alimentari, mediche e di vita erano tali da portare alla morte almeno un bambino su quattro. Dall'inizio della prima guerra mondiale, il Dipartimento per l'agricoltura degli Stati Uniti mise a punto un nuovo programma di pianificazione alimentare basato su gruppi di alimenti.

La consapevolezza dei benefici delle vitamine e dei minerali scoperti in quell'epoca ebbe grandi effetti su entrambe le sponde dell'Atlantico. Ricerche scientifiche illustravano i gravi effetti della carenza di proteine con titoloni sui giornali. Analizzando i diversi alimenti si scoprì che la carne e i latticini erano ricchi di proteine e studi sulla popolazione dimostrarono che i bambini riuscivano a crescere più velocemente se alimentati con questi cibi. Come risposta, le autorità iniziarono a sollecitare l'aumento della produzione e della distribuzione di cibi animali proponendo ciò come soluzione ai molti problemi nutrizionali esistenti.

Allo stesso tempo, alcuni esponenti del movimento vegetariano manifestarono tutta la loro riluttanza nei confronti dell'utilizzo di prodotti animali, fossero essi carne o altro. Tra il 1909 e il 1912, la rivista The Vegetarian Messenger iniziò a sostenere l'utilità di un regime alimentare che fosse privo non solo della carne, ma anche di uova, latte, burro e formaggio, elencando obiezioni etiche e salutistiche all'uso di questi prodotti animali. In Inghilterra le considerazioni etiche giocarono un ruolo molto importante nelle motivazioni dei vegetariani, mentre nel Nord America venne data maggiore enfasi ai benefici fisici, come fece per esempio l'American Natural Hygiene Society (Società americana di igiene naturale).

Ma l'interesse ad un regime alimentare basato sui vegetali continuò ad essere coltivato da gruppi ristretti e la maggioranza della popolazione venne attratta da un percorso dietetico che aveva reso facilmente accessibili i prodotti animali, benché a prezzi sostenuti. A partire dagli anni '40 e '50, le politiche alimentari apparentemente orientate ad assicurare rifornimenti di cibo adeguati includevano anche sussidi economicamente sostanziosi per i produttori di alimenti di origine animale. Dal 1955 circa, l'agricoltura si industrializzò e si concentrò quasi totalmente sulla produttività e sulla meccanizzazione e molto meno sulla necessità delle famiglie rurali di vedere garantito almeno un sostentamento di base. Le persone iniziarono a sentirsi e a essere sempre più distanti dalle origini del cibo che mangiavano. La ricerca scientifica si concentrò sulla quantità dei diversi nutrienti per una crescita e una salute adeguata. Molta meno attenzione fu invece dedicata alle malattie dovute agli eccessi alimentari, alla distruzione dell'ambiente e alle modalità di vita degli animali nelle aziende zootecniche.



 

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