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La Casta dei Giornali

Così l'editoria italiana è stata sovvenzionata e assimilata alla casta dei politici

Beppe Lopez


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Aggiornato il 15 Novembre 2016 - Questo testo, dal titolo La Casta dei Giornali, redatto da Beppe Lopez, appare nella categoria Attualità e temi sociali, in particolare tratta di Attualità. Distribuito da Stampa Alternativa e edito nel mese di Settembre 2007 , attualmente è in "Disponibilità: 5 giorni". Il suo valore è di € 10,00.

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Anche le più recenti inchieste sulla “casta” e sui “costi della politica” glissano o ignorano uno dei più grossi scandali degli ultimi decenni: il finanziamento statale dei giornali. Non si tratta solo di un intricato caso di rapina delle risorse pubbliche, ma anche di una micidiale distorsione del mercato editoriale (che penalizza, marginalizza ed elimina l’editoria indipendente, minore e locale) e di una sistematica manipolazione della circolazione delle idee e della vita democratica.

La casta dei giornali di Beppe Lopez, in libreria il 15 ottobre in una coedizione Stampa AlternativaEri Rai, riempie questo vuoto.

L’inchiesta di Lopez fa luce sul portentoso flusso di danaro pubblico, all’incirca 700 milioni di euro all’anno, che finisce per mille rivoli, sotto forma di contributi diretti o indiretti – attraverso una stratificazione di norme clientelari, codicilli, trucchi e vere e proprie truffe – nelle casse di grandi gruppi editoriali, organi di partito, cooperative, giornali e giornaletti, agenzie, radio e Tv locali, ma anche di finti giornali di partito, periodici di “movimenti” inesistenti e di cooperative fasulle. Rimpolpando gli utili degli azionisti di grandi testate in attivo. Alimentando sottogoverno e clientele. E consentendo illecite rendite e privilegi mediatici a un esercito di “amici degli amici”. Di destra, di sinistra e di centro.

Ne La casta dei giornali si ripercorre la storia ultra-venticinquennale di questa vicenda: dalla legge 416 del 5 agosto 1981 (“Disciplina delle imprese editrici e provvidenze per l’editoria”) e dalle prime ragionevoli motivazioni dell’intervento economico pubblico diretto all’editoria, alla stratificazione progressiva di privilegi, norme clientelari, codicilli, trucchi, mediazioni, trattative di corridoio, accordi trasversali, inciucii e vere e proprie truffe attraverso le quali quell’iniziale intervento si è via via degradato e gonfiato a dismisura. Sino all’attuale, disperato tentativo – già fallito dall’ultimo governo Berlusconi e ora ripreso, fra mille, potenti resistenze trasversali dal governo Prodi – di risanare e ridurre quell’esborso pubblico.

Lo scandalo è per la straordinaria entità di questa voce dei “costi della casta”, ma anche sul piano etico e morale perché esso è stato sostanzialmente nascosto alla pubblica opinione e “trascurato” dai giornali, direttamente percettori di rendite inconfessabili o comunque “politicamente scorrette”. I giornali, in questa vicenda, sono venuti meno non solo al sistema di principi deontologici che ne hanno conformato la funzione storica, sociale e morale, ma al principio più elementare che solo ne determina, giustifica e consente la sopravvivenza: dare le notizie.

In definitiva il finanziamento pubblico dei giornali e le particolari tipologie d’intervento applicate hanno accentuato le caratteristiche di autoreferenzialità, di separatezza dalla gente e dal mercato, e di subalternità al potere politico ed economico che hanno storicamente qualificato il nostro sistema della comunicazione. Sino a farne complessivamente – a esclusione di poche isole di professionalità e di impegno civile – un pezzo della casta del potere.

EditoreStampa Alternativa
Data pubblicazioneSettembre 2007
FormatoLibro - Pag 206 - 12x17
Lo trovi in#Attualità #Critica sociale

Beppe Lopez è giornalista dal 1963. Ha scritto inchieste, note e servizi per le più importanti testate italiane. Ha partecipato da cronista politico alla fondazione di «Repubblica». Per... Leggi di più...

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mario

un colossale scandalo italiano!

un colossale scandalo italiano! vergogna! questo paese è veramente marcio!

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