L'Amara Medicina

Roberto Volpi

L'Amara Medicina

Come la sanità italiana ha sbagliato strada. Perché il "sistema" della prevenzione non funziona

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Descrizione di L'Amara Medicina

Siamo abituati a pensare che per vivere una vita lunga e sana dovremmo abitare in campagna, lontani da traffico e inquinamento, tenere sotto controllo tutti gli innumerevoli fattori di rischio per la nostra salute (fumo, grassi, zuccheri, ma anche vita sedentaria, stress, onde elettromagnetiche) e controllare periodicamente lo stato del nostro corpo con esami vari, visite specialistiche e check up completi.

Siamo abituati a pensare così perché da decenni i medici ripetono incessantemente che prevenire è meglio che curare. Roberto Volpi, è andato a fare le pulci ai risultati di decenni di medicina preventiva, e ha scoperto alcune cose letteralmente sconvolgenti: più della metà degli esami, delle visite, del lavoro del sistema sanitario nazionale sono effettuati su persone del tutto sane, eppure la speranza di vita degli italiani è cresciuta molto di più quando la sanità preventiva non esisteva.

Le grandi campagne di screening sono praticamente inutili dal punto di vista della prevenzione, mentre causano enormi stress e sofferenze psicologiche nei casi di prime diagnosi sbagliate. Numeri alla mano, Volpi racconta le bugie e i fallimenti della medicina italiana, e l'enorme impiego di risorse, pubbliche e private, che si riversano in direzione di una prevenzione impossibile e inutile, in un vortice di sprechi che dovrebbe essere fermato.

Le vostre recensioni su "L'Amara Medicina"

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Lella


libro eccezionale, di grande valore educativo, servirebbe davvero a tutti per darsi una bella svegliata, invece di passare la vita da malati nell'illusione di diventare un giorno sani, servirebbe a capire che invece che si va proprio nella direzione opposta.

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Sara


Decisamente utile, per non dire indispensabile questa lettura dovrebbe far parte delle librerie di tutti noi, per aiutarci, finalmente, a riprenderci un po' della vita che ci appartiene, della sua leggerezze, della sua unicità e bellezza. Vita che abbiamo dimenticato nell'illusione di non ammalarci mai o di morire "sani", illusione che la scienza ci dia l'immortalità , che la medicina giusta e le macchine giuste siano l'unico rimedio per le nostre paure. Invece le stiamo alimentando sempre di più, diventanto una massa di persone incosapevolmente ipocondraiche ed allarmiste ma come condannare la società se il messaggio, anzi il bombardamento è costante e univoco, tra giornali, programmi, manifesti, pubblicità progresso che sbandierano prevenzione miracolosa e miracolosi farmaci. Chi ha un ensiero diverso spesso viene brutalmente zittito, quasi si trattasse di uno iettatore! Grazie a chi ha il coraggio di dare a tutti una "svagliata" positiva per riprenderci la nostra salute finchè ci sentiamo sani!

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paola


Ho ascoltato ieri da Aldo Forbice,le parole del dott Volpi,e ne sono rimasta favorevolmente colpita.Sono una persona da molto tempo affetta da ansia e agorafobia.Il mio dramma è stato sempre il terrore delle visite preventive.Nelle statistiche che ho fatto fra numerose persone che ho conosciuto non ho riscontrato miracoli per chi le ha eseguite.Ho dovuto lottare ,invece,contro l'indifferenza che ho sempre riscontrato in tutta l'informazione medica, per il dolore che le forme d'ansia procurano in chi le prova.Ci hanno sempre trattati come malati di serie B,mentre le sofferenze delle nevrosi sono insostenibili.Spero che questo argomento non venga accantonato Grazie!

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Marina Grappa


Ho saputo di questo libro attraverso Radio 24, l'ho appena comprato e ancora prima di leggerlo integralmente voglio dire grazie al suo autore per il coraggio e l'onestà che ha dimostrato scrivendo questo testo. Mi piacerebbe poterlo contattare attraverso la sua mail e, se possibile, invitarlo a tenere una conferenza nella mia città. Aspettavo da tempo qualcuno che raccontasse finalmente la verità: la mia vicenda personale assieme a quella di molte altre donne vittime degli "screening" può confermarlo oltre al fatto che ci sono studi scandinavi sul pericolo della "overdiagnosys" che sono stati completamente ignorati. Grazie ancora Marina Grappa

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