Il Bambino Inascoltato

Alice Miller

Il Bambino Inascoltato

Realtà infantile e dogma psicoanalitico

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Descrizione di Il Bambino Inascoltato

In questo libro Alice Miller prosegue nel suo intento di smascherare ogni possibile forma di «pedagogia nera», l'educazione volta a occultare le esigenze dei genitori e degli educatori e a infondere il più presto possibile nei bambini il senso della loro colpevolezza e cattiveria.

Anche la freudiana teoria delle pulsioni, che sostituì nel 1897 la ben più dirompente e scandalosa teoria della seduzione, è in sintonia con l'idea tradizionale del bambino colpevole, perché distoglie l'attenzione dalla realtà infantile, e dunque anche dagli abusi subiti dal paziente, considerandoli semplicemente un prodotto delle sue fantasie o frutto di proiezioni.

Al bambino presente in noi non si dà dunque retta neppure nello studio dell'analista, se l'analista bada più ad applicare dogmaticamente le sue teorie che non a recepire le angosce e le esperienze traumatiche dell'analizzando. Se nella nostra società la rimozione collettiva dei traumi infantili è un dato ormai generalizzato, la verità sull'infanzia parrebbe invece - secondo la Miller - affiorare ancora nei sogni, nelle fiabe e nelle opere letterarie.

Sulla scorta di alcuni testi di Beckett, Flaubert, Virginia Woolf e Franz Kafka, oltre che di molti esempi tratti dalla pratica analitica, l'autrice illustra la sua tesi: sia le messe in scena attuate dai pazienti, sia anche l'opera poetica in generale vanno intese come messaggi cifrati relativi alla realtà della prima infanzia.

 

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