Leggi l'introduzione di Giorgio Celli
Questo libro di Francesco Mezzatesta ci insegna a capire il cane e a instaurare un dialogo con lui che tenga conto del suo modo di pensare.
Valga un solo esempio: un cane, ancora giovane e un po’ disobbediente, non risponde al richiamo del padrone, che lo sollecita più volte a venire da lui. Quando, alfine, il cane lo fa, il padrone lo sgrida. Che cosa pensa, secondo voi, il cane soggetto a quelle contumelie? Certamente penserà che è stato castigato perché è venuto dal suo padrone e quindi diventerà per forza sempre più disobbediente.
Perché gli animali, anche se sono dotati di una buona memoria, non sono abilitati a fare delle escursioni nel tempo, a collegare eventi passati con il presente e a inventarsi il futuro. Il rapporto interpersonale tra l’uomo e il cane si fonda su un grosso repertorio di gesti, insieme a dei vocalizzi emotivi, però, in una certa misura la lunga convivenza con noi ha fatto accedere il cane da un universo emotivo a un universo parzialmente cognitivo, nel senso che l’animale capisce il significato e il valore pragmatico di un certo numero di parole.