Accusa: Stregoneria!

Teresilla Gatto Chanu

Accusa: Stregoneria!

Otto casi per l'inquisitore. I processi che raccontano la caccia alle streghe

   
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Riassunto scheda

Aggiornato in data 10/2/2012 - Il prodotto, che ha come titolo Accusa: Stregoneria!, dell'autore Teresilla Gatto Chanu che trovi nella categoria Nuove rivelazioni e religioni e più dettagliatamente nella sottocategoria La religione nella storia. Dato alle stampe dalla casa editrice Newton&Compton Remainders e pubblicato in data Settembre 2005, è "Esaurito". Il prezzo è € 6,45.

Dettagli

Dall’autrice di Streghe. Storie e segreti, un libro che ne è, in un certo senso, complementare: là una serie di monologhi, che fondevano in un’unica voce la denuncia corale delle vittime di un’assurda e spietata persecuzione; qui, sulla base degli atti processuali e di altri documenti, la ricostruzione di otto procedimenti giudiziari, da cui il contesto socioculturale e le implicazioni politiche e religiose emergono con tratti precisi, attorno a personaggi che possiedono una spiccata individualità.
Ne risulta lo spaccato di un mondo rurale o cittadino, in cui si intrecciano fatture e medicina popolare, superstizioni e pratiche devozionali, cedimenti lussuriosi e penitenze ascetiche. Il primo caso presentato è il processo alle sette streghe di Innsbruck, banco di prova per Heinrich Institor, autore del Malleus maleficarum, il testo che per oltre due secoli costituì il punto di riferimento per giudici, inquisitori e demonologi, uniformando la procedura dei processi per stregoneria intentati, con il loro triste corredo di torture, da cattolici, anglicani, calvinisti e luterani; gli altri sette casi ci portano dal Trentino alla Toscana, da Napoli a Milano e alla Valle d’Aosta.
Ma i processi non poggiano su ragioni religiose; nascono bensì da contrasti politici e interessi privati, dissidi familiari, vecchi rancori: e gli interrogatori alternano ammissioni e ritrattazioni, delazioni ed autoaccuse estorte con torture o blandizie, farcite degli stereotipi dell’immaginario popolare. Salgono alla ribalta personaggi appartenenti a sfere socioculturali diverse e spesso contrapposte; alcune figure dominano la scena: Virginia de Leyva, la monaca di Monza, di cui tanti scrissero, senza mai coglierne l’intimo travaglio; la mammana itinerante Gostanza di San Miniato, depositaria di preghiere e formule segrete; l’irriducibile Marostega della Val di Fiemme, sottoposta ai tormenti ben ventisette volte. Ormai nel secolo dei Lumi, in Val d’Aosta, con l’accusa di stregoneria, viene condannato a morte il conte di Pléod. Ma, anche se le vittime non sono solo donne, il clima della “caccia” si rivela violentemente antifemminista, perché la donna, erede di Eva, fonte di corruzione, peccato e perdizione, è bersaglio privilegiato di violenze, stupri, sfruttamenti.

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