Il sentimento tra una madre e un figlio non è sempre rosa come lo descrivono. Come tutte le storie d’amore, anche questa è imperfetta, sgangherata, con alti e bassi continui. Diventare genitore è difficile, racconta l’autrice, ma sono in pochi a dire le cose come stanno.
La frase ricorrente è “è un po’ faticoso, ma con un bambino è così”. Non esiste però un così universale, ogni storia è a sé: c’è la mamma che si ritrova istantaneamente felice non appena prende il suo neonato tra le braccia, adora girare col passeggino e fare l’aeroplanino col cucchiaio, e poi ci sono tutte le altre, come Chiara. Che, nel momento in cui scopre di essere incinta si pone una sfida: riuscirà a far convivere pacificamente pannolini e aperitivi, viaggi e pappe, ma soprattutto se stessa e il pupo?
Un nuovo sguardo, ironico, divertito e coraggiosamente sincero,
sull’essere mamme oggi, le gioie e i dolori,
le contraddizioni e le soddisfazioni, dall’autrice di Ma che davvero?
uno dei blog sulla maternità più cliccati della rete.
Lei ha 28 anni e crede nel mojito, nella carriera, nel suo uomo e nei viaggi improvvisati. La nana ha cinque settimane e abita la sua pancia.
Scoprirlo significa precipitare in un mondo popolato di donne che sembrano aver abbandonato sogni, ambizioni e personalità sacrificandoli sull’altare della maternità.
Uno shock che l’autrice-protagonista decide di superare armandosi di coraggio e buoni propositi, ma soprattutto di ironia.
Dimenticate la mammina che chiama il figlio “angioletto” anche se non dorme da quindici settimane, quella che considera il parco giochi una botta di vita e quella che decanta le gioie delle vacanze coi nonni. Preparatevi a scoprire la verità, tutta la verità riguardo alla vita col pupo, e anche gli esilaranti retroscena di pappe, giochi e ninne nanne.
Qui si sostiene che è buono e giusto conservare la parte migliore di sé – quella divertente, folle, avventuriera – anche diventando mamma. Che l’istinto materno a volte arriva e altre è in ritardo.
Che esistono momenti neri che nessuno racconta, che le mamme a volte vorrebbero scappare via e che dopo un mese di neonato ne servirebbero tre di psicoterapia.
Un libro ironico e coraggioso per cancellare stereotipi e tabù che ancora oggi aleggiano intorno al ruolo di madre.