Sunto scheda
Revisione del 10/2/2012 - Questo libro, intitolato Prigionieri in Iraq, scritto da Christian Chesnot, Georges Malbrunot che trovi nella categoria Attualità e temi sociali, si trova nella sottocategoria Critica sociale.
Prodotto da Marco Tropea Editore e distribuito in data Marzo 2006, è in stato di "Normalmente disponibile in 5 giorni". Questo libro costa € 15,00.
Dettagli
«Una controinchiesta che non concede nulla al voyeurismo, nessuna teoria, solo cronaca e ricostruzione per aiutare a capire il pantano in cui è finita anche l’Italia.»
Liberazione
«Gli autori di questa storia non si sono fermati alla necessità interiore di un racconto in prima persona. Hanno voluto svolgere una controinchiesta sul rapimento e le trattative che si sono svolte dietro le quinte.»
Il manifesto
È il 20 agosto 2004: i due giornalisti francesi Christian Chesnot e Georges Malbrunot vengono rapiti insieme al loro autista siriano mentre sono in viaggio da Baghdad a Najaf per documentare la rivolta degli sciiti capeggiata da Moqtada al-Sadr. Si trovano nel famigerato «triangolo sunnita». I sequestratori appartengono al gruppo che, quello stesso 20 agosto, tende un agguato a Enzo Baldoni. Si fanno chiamare Esercito islamico in Iraq. Per quattro mesi la Francia – il mondo intero – segue col fiato sospeso la vicenda dei due giornalisti, a ritmo degli annunci quotidiani in cui vengono scanditi i loro nomi. Per gli ostaggi saranno 124 giorni interminabili, in cui l’angoscia per il proprio destino lascia il posto alla speranza accesa dalla promessa di una liberazione rapida, e ancora alla paura quando le trattative sembrano arenarsi. Ma, a differenza di molti altri prigionieri, i due cronisti hanno alle spalle dieci anni di esperienza in Medio Oriente, conoscono la cultura islamica, parlano arabo. E così fanno domande, e ottengono risposte, sulla struttura dell’Esercito islamico, sulla sua attività nella resistenza antiamericana, sulla sua ideologia e i suoi obiettivi. Incrociano altri ostaggi destinati alla morte. Riescono a relazionarsi con i rapitori e a trasformare la propria esperienza in un reportage senza precedenti sulla «macchina» dei sequestri, in una cronaca in diretta dall’inferno iracheno.