Mignottocrazia

Paolo Guzzanti

Mignottocrazia

La sera andavamo a minestre

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Descrizione di Mignottocrazia

La bambina che avevo tanto atteso mi fu portata all'alba del 25 luglio 1963 ed ero in piedi di fronte a una grande finestra della clinica da cui si vedeva una Roma devastata da un nubifragio di mezza estate i cui effetti avrebbero fatto titolo sui giornali.

Dissi a Sabina appena nata: «Io cercherò di farti avere una vita da essere umano libero e rispettato. Cercheremo di creare un mondo di gente libera che si rispetta e che rispetta le donne. Ci vorrà del tempo ma ce la faremo». Poco meno di mezzo secolo dopo i carri armati della mignottocrazia avrebbero polverizzato quelle speranze e quel mondo, regalandoci l'era del massimo disprezzo per le donne.

Questo, in fondo, era un libro atteso. Quasi doveroso.

L'autore riconosciuto del termine “mignottocrazia” finalmente ci svela cosa realmente intenda con questa definizione ormai entrata nel lessico politico-giornalistico dell'Italia di oggi, e quali prove abbia a disposizione per confermare la sua “ardita” tesi. Sulle prove documentali, in verità, Guzzanti ha dovuto faticare poco.

La realtà della cronaca è sotto gli occhi di tutti. È probabile che, nel periodo in cui questo volume sarà sugli scaffali delle librerie, altre “testimonianze” usciranno a completamento del quadro. Per esempio, ci suggerisce l'autore, su quel nuovo palcoscenico delle “festazze” berlusconiane che pare sia il castello romano di Tor Crescenza, ennesimo luogo di delizie del Leader accanto alla leggendaria Villa Certosa, Arcore, o Palazzo Grazioli.

Ma Guzzanti ci vuole offrire uno sguardo più ampio, una visione d'insieme.

Questo, in realtà, è un saggio che interpreta gli ultimi vent'anni di storia del nostro Paese attraverso il ruolo, la fisionomia e l'immagine delle donne. Una categoria, quella del femminile, sempre essenziale per capire le evoluzioni di una società. Ma per l'Italia di questi decenni piuttosto sciagurati, assolutamente fondamentale, decisiva.

Un'avvertenza: questo è un libro feroce. Che non risparmia niente a nessuno. Ma niente affatto cinico. Comincia con una scena d'amore. Ma è l'amore di un padre per una figlia, una figlia appena nata che il padre tiene delicatamente fra le braccia e alla quale promette un mondo nuovo e diverso. Poi la storia è andata in un altro modo, in un'altra direzione.

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