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Il pensiero e la visione di un monaco solitario, o della sua ombra, che da tanti anni si aggirava nell’antico monastero sul lontano picco dell’altare, mi attirava irresistibilmente. Così, decisi di scalare la montagna. Cominciai la mia ascesa con un canto nel cuore e con una ferma determinazione nell’anima. Ma la salita fu lunga e faticosa. Richiese tre lunghi, interminabili giorni. Finalmente giunsi, stremato, alla cima, dove persi i sensi. Una voce mi scosse: «Svegliati, straniero, hai raggiunto la vetta». Aprii gli occhi, e vidi che chi mi parlava era un monaco senza età. «Tu sei dunque l’uomo prescelto, l’eletto nelle cui mani io potrò deporre il sacro libro, affinché tu possa farlo conoscere al mondo. Ecco, ti affido Il Libro di Mirdad. Esso è il libro della saggezza e della conoscenza. Leggetelo e troverete la luce!». Detto ciò, svanì nel nulla.
Io lessi il libro in un eremo, nel 1993. Un libro eccezionale da leggere e meditare.
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credo che sia un libro inimitabile,un racconto con una continuo nesso,che ti spinge nelle profondità dell'essere. ci sono altri libri provondi,e che indicano un percorso,ma ne la divinacommedia,ne altri klibri più o meno vecchi che "istigano" al risveglio in modo che solo chi ha orecchie ascolti.
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