Infaticabile inventore di giochi, indovinelli, rompicapo, calembours, con cui divertire le sue piccole amiche, Carrol, il dolce e lievemente eccentrico docente di matematica oxoniese arrivò, nella sua smaccata complicità con i bambini, a fornir loro, calandosi nei loro panni come nessun altro prima di lui, uno dei più sottili e formidabili strumenti di evasione dell'ordinato universo vittoriano.
La vivacità della fantasia, il nitore dello stile, la straordinaria qualità dell'umorismo, rendono i due libri di Alice un classico immortale, tuttora in grado di avvincere qualunque pubblico, bambini non esclusi.
Ma per penetrare più a fondo nello spessore di Carrol è necessario il recupero almeno parziale di quel vittorianesimo al quale i mondi da lui irriverentemente inventati si rivolsero. Alice insomma ha oggi bisogno di qualche nota. Al lettore italiano si è anche voluto render conto, in questa edizione, senza troppa pedanteria, dei numerosi scherzi verbali disseminati nei due libri; e per completare il quadro, si è tentato di riprodurre, nella traduzione delle poesie, il metro o lo schema di rime dell'originale.
"Non importa che età avete, se siete importanti o insignificanti: tutti tornate a essere bambini."
VIRGINIA WOOLF
Le avventure straordinarie della piccola Alice in un bizzarro mondo alla rovescia sono molto più di un classico per l'infanzia. Se da un lato vi si può leggere una parabola che svela le assurdità e le incoerenze della vita adulta, dall'altro vi si coglie, immediata, una raffinatissima abilità linguistica, dove il gusto per il paradosso e il calembour, il nonsenso e la parodia si esprimono con impareggiabile inventiva.
Un classico, quindi, cui hanno guardato molti protagonisti della letteratura del Novecento da Queneau a Nabokov.
Traduzione di Alessandro Ceni.
Con un saggio critico di W. H. Auden.