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Modificato il 07 Febbraio 2012 - Questo testo, dal titolo La Decrescita Felice, realizzato da Maurizio Pallante che trovi nella categoria Attualità e temi sociali e ha come oggetto Critica sociale. Realizzato da Editori Riuniti dal Novembre 2005, attualmente è "Disponibile in pronta consegna". Il suo valore è di Euro 15,00.
I segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l'avvicinarsi dell'esaurimento delle fonti fossili e le guerre per averne il controllo, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, l'aumento dei rifiuti, le devastazioni e l'inquinamento ambientale.
Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti con l'ausilio dei mass media continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell'attività produttiva.
In un mondo finito, con risorse finite e con capacità di carico limitate, una crescita infinita è impossibile, anche se le innovazioni tecnologiche venissero indirizzate a ridurre l'impatto ambientale, il consumo di risorse e la produzione di rifiuti.
Queste misure sarebbero travolte dalla crescita della produzione e dei consumi in paesi come la Cina, l'India e il Brasile, dove vive circa la metà della popolazione mondiale. Né si può pensare che si possano mantenere le attuali disparità tra il 20 per cento dell'umanità che consuma l'80 per cento delle risorse e l'80 per cento che deve accontentarsi del 20 per cento.
Forse è arrivato il momento di smontare il mito della crescita, di definire nuovi parametri per le attività economiche e produttive, di elaborare un'altra cultura, un altro sapere e un altro saper fare, di sperimentare modi diversi di rapportarsi col mondo, con gli altri e con se stessi.
Emanuele
Consiglio a chiunque di leggere questo libro meraviglioso per il bene comune di ognuno di noi,per le generazioni avvenire, per il nostro e il loro benessere, materiale e spirituale. Ringrazio di cuore Maurizio Pallante.
Antonello
Il PIL come strumento di misurazione del benessere ha segnato il passo scontarndosi con un susseguirsi di crisi economico-ambientali. Sovraproduzione di merci che ormai non soddisfamo più bisoni ma li creano artificialmente. L'atrenativa alla crescita è per l'autore il suo opposto. La decrescita, concetto sconosciuto al vocabolario ma che riconsidera l'economia e l'uomo non come schiavi di merci inutili ma indirizzati alla riscoperta di una sobrietà dei costumi, in una ritrovata consapevolezza che il più non è meglio ma, che è preferibile rallentare e ripensare un mondo nel quale alla competizione sia sostituita, cooperazione, dono, recipità. La riscoperta dell'alternativa possibile, del vivere meglio consumado meno. Questo significa decrescita, non per forza ritornare al passato, nel senso negativo del termine, ma riscoprire e riapprezzare le tradizioni troppo in fretta abbandonate in nome di una modernità che non ci ha dato ciò che prometteva. L'elaborazione di un pardigma culturale necassaro per vincere......
Francesco
Sono un neolaureato in Economia e personalmente ho trovato questo libro a dir poco illuminante. Non mi dilungo troppo in spiegazioni in quanto ripeterei le idee presenti nel libro, ma auspico vivamente che quest'opera si possa diffondere il più possibile e che possa essere letta da molte persone, in Italia e non solo. Complimenti sinceri all'autore, una persona secondo me illuminata dal Signore che tramite i suoi libri (e non solo) cerca di dare il proprio contributo per migliorare ciò che si può migliorare nel nostro mondo. BRAVO MAURIZIO E GRAZIE! CONTINUA COSI'!
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