Giuseppe Marino, ora vice-caporedattore del Giornale, e che affronta il complicato tema della privatizzazione del servizio idrico che, soprattutto sul territorio pontino, ha generato un caso esemplare di protesta civile.
Giuseppe Marino, che per anni ha fatto parte della redazione di Radio Studio 93, si è appassionato alla vicenda "Acqualandia" (come la definisce lui stesso nel libro) scaturita dalla riforma apportata dalla legge Galli, le cui premesse risultano oggi tradite dalle gestioni del servizio messe in atto nella maggior parte delle regioni del Paese: il servizio non migliora, gli sprechi aumentano, come aumentano le poltrone per i politici locali negli ATO, oltre alle stangate in bolletta e alla rabbia crescente dei contribuenti.
"Tra la via Pontina e il West. è qui, in un angolo di Lazio alle porte di Roma, che inizia questo viaggio - spiega Giuseppe Marino - le cui strade sono tubature, gli incroci acquedotti, gli stop rubinetti, ma la cui meta è fatta di carta. Della carta delle bollette, di quella filigranata dei soldi, tanti soldi (e debiti).
Dell'altra, volatile, su cui sono scritte le mille regole, delibere e contratti che costruiscono l'architettura di acqualandia, la terra immateriale dove il liquido più prezioso per la vita diventa prezioso soprattutto per gli affari.
Gestiti da una casta di mandarini annidati in consigli d'amministrazione sparsi per l'Italia ma teleguidati da altri ben più potenti, alcuni dei quali all'estero. Qui, in una terra che 70 anni fa è stata strappata alle acque e ora lotta per bere, si combatte dal 2004 una delle sotterranee battaglie divenute il simbolo del più contestato e controverso processo di privatizzazione avvenuto in Italia. Ad Aprilia, 6.500 famiglie si battono strenuamente contro la gestione dell'acquedotto affidata a una società mista pubblico-privato. La loro strategia è legale ed emotiva: fatta di informazione, di ricorsi e contro ricorsi, di denunce, di resistenza a strumenti come i derivati finanziari ad alto rischio, proprio quelli che hanno provocato l'attuale crisi dei mercati, diventati parte di una gestione disastrosa.
Il libro si propone di raccontare questa storia usandola come percorso-guida e cartina di tornasole della privatizzazione, analizzata senza pregiudizi ideologici. Esaminando questo e gli altri casi di protesta civile che ormai non mancano in nessuna regione del Paese, si scoprirà che della riforma sono state tradite le stesse premesse con cui era partita e i principi che l'avevano ispirata, quelli della legge Galli, e raramente si è arrivati a un miglioramento del servizio e alla riduzione degli sprechi. In compenso sono nati centinaia di altri posti per politici locali negli ATO (i parlamentini dell'acqua), -spese milionarie, tante consulenze e introiti per multinazionali specialiste del settore. Oltre a consistenti aumenti delle bollette - conclude il giornalista apriliano - e tanta rabbia da parte dei cittadini".
Il libro si propone dunque di esplorare questi temi: