Gian Luca Franchino, Carlo Ruo Redda
Salve ragazzi! Mi chiamo Khety, e vi vorrei raccontare la mia storia.
Sono nato in Egitto, sulle sponde del fiume Nilo, in una città che voi chiamate Tebe. Quand'ero bambino, mio padre mi portò alla scuola del tempio, dove ho iniziato a studiare per diventare uno scriba. Vedete, nel mio mondo non tutti hanno la fortuna di saper leggere e scrivere, e quindi è lo scriba che scrive per gli altri: per i contadini, per gli artigiani, per i sacerdoti del tempio, addirittura per il faraone. Scriviamo contratti di vendita di bestiame, passaggi di proprietà di terreni, preghiere, racconti... Immaginatevi un moderno computer, con la differenza che il nostro corredo è semplicemente composto da un contenitore di pennelli, un sacchetto con i pigmenti rosso e nero ed una tavolozza.
Il nostro lavoro è molto importante e siamo ben voluti da tutti: completati gli studi, potremo permetterci una grande casa e tante cose belle. Sono proprio contento che mio padre abbia deciso di portarmi alla scuola! E poi, la soddisfazione di poter comporre i fantastici segni del nostro alfabeto, quelli che voi chiamate geroglifici, per tramandare fino a voi le nostre storie... ed i nostri segreti!