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Update del 17/01/2012 - Questo volume, avente titolo Il Dilemma dell'Onnivoro, dell'autore Michael Pollan, è disponibile nella categoria Attualità e temi sociali, più precisamente nella sottocategoria Critica sociale. Editato dalla casa editrice Adelphi ed edito in data Maggio 2008, attualmente è "Disponibile in pronta consegna". Questo libro costa € 29,00.
Che cosa mangiamo e perché? Sono domande che ci poniamo ogni giorno, convinti che per rispondere basti sfogliare la rubrica di un giornale, o ascoltare per qualche minuto l'ultimo imbonitore nutrizionista ospitato in tv. Ma se quelle domande le si guarda un po' più da vicino, come fa Michael Pollan in questo documentato e brillantissimo saggio, forse il primo sull'argomento a non prendere nessun partito, se non quello dell'ironia e del buon senso, le risposte appaiono meno scontate.
Che legga insieme a noi le strepitose biografie del pollo "biologico" riportate sulla confezione di petti del medesimo, o attraversi le lande grigie e fangose del Midwest, dove milioni di bovini nutriti a mais e antibiotici vivono la loro breve esistenza fra immense pozze di liquame, egli arriva immancabilmente a conclusioni di volta in volta raccapriccianti o paradossali.
Il problema, che Pollan descrive con rigore ed estrema chiarezza, è che trovarsi al vertice della catena alimentare - cioè poter mangiare, a differenza delle altre specie, pressoché tutto - offre all''homo sapiens' numerosi vantaggi, ma lo espone anche a quasi infinite possibilità di manipolazione.
Per condurre una vita meno insana, dunque, l'onnivoro ha bisogno di sapere, sui propri appetiti e sui propri meccanismi adattivi, almeno quanto ne sanno gli strateghi dell'industria alimentare.
In altre parole, ha bisogno di un libro come questo.
Barbara
Il libro è diviso in tre parti, che riassumono tre diversi tipi di alimentazione/pasto. I primi due sono sensazionali, Pollan riesce a fare una delle più sconcertanti e minuziose ricerche sulla filiera alimentare sia industriale che biologica. Lettura imperdibile. La terza parte, dove parla del pasto autoprocurato e della caccia, inizia con un ragionamento logico seppur non condivisibile sulla differenza tra onnivori e veg*, ma finisce con un argomento che a me proprio non interessa (le sensazioni della caccia e di un pasto ucciso con le proprie mani) e descritto troppo pomposamente. E' come se, a corto di dati, nell'ultima parte volesse dar sfogo al suo approccio filosofico. Tutto sommato un bel libro da leggere, e poi l'ultima parte si può sempre saltare ;-)
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