"IL CUORE INDIVISO" è un trattatello non sistematico di metafisica in chiave mistagogico-sapienziale.
E' composto da una sequenza di brevi meditazioni numerate progressivamente e collegate tra di loro, lungo il filo dell'analisi della condizione psichica e spirituale dell'Io diviso che aspira alla coscienza di sé e al desiderio di Dio-Trinità, fino all'unione con l'Assoluto.
Lo scritto si situa nell'alveo del pensiero tradizionale, neoplatonico e cristiano, ricevendo anche le suggestioni della psicologia transpersonale, della via mistica (esicasmo), della via universale (zen, Ramana Maharshi), in particolare della cosiddetta via del cuore e, infine ma non per ultimo, della Scienza dello spirito di ispirazione antroposofica (Rudolf Steiner).
Nonostante questa molteplicità di esperienze personali, il trattatello non è il risultato di un lavoro sincretistico; esprime piuttosto l'attuale stato del processo di integrazione alla luce dell'esperienza spirituale del
Cristo-Logos, all'interno della tradizione cristiana.
Per questa sua natura, il trattatello dispone l'Intelletto ad un cambiamento di sguardo (metanoia), in cui il tutto appare come nuovo, visibile alla sorgente dell'essere, alla cui invisibilità l'anima aspira per sua natura.
In realtà la Via è molto più semplice delle "convergenze" sopra menzionate: guarda dritto all'io sono (coscienza di sé e coscienza di Dio), che passa attraverso la negazione di sé fino all'intuizione dell'Uno che precede il molteplice.
L'uomo, simile a Dio, intraprende la Via con slancio metafisico e mistico e non vuole altro che contemplare Dio, nella Sua assoluta Unicità; per questo è pronto a spogliarsi di tutto, del suo ego, dei suoi desideri.
Il trattatello è solo una descrizione interiore di questo combattimento.