Lo scontro per il potere della primavera e dell’estate 2005 è stato durissimo. Nei casi Bnl, Antonveneta e ‘Corriere della Sera’ alcuni protagonisti, come Gianpiero Fiorani e Stefano Ricucci, si sono rivelati degli avventurieri. Ma è stato coinvolto anche chi aveva svolto ruoli di rilievo nella finanza italiana come Enrico Gnutti o Giovanni Consorte. E soprattutto Antonio Fazio.
Queste vicende sono state raccontate con abbondanza di particolari, ma senza collegarle al più ampio scontro di potere aperto in Italia: riducendo tutto a truffe di lestofanti. E non analizzando accuratamente i vari protagonisti politici, giornalistici, industriali e bancari. È stata l’ultima fase di uno scontro che parte dallo scandalo Parmalat, ben più grave, innanzi tutto per le conseguenze sui risparmiatori, di quelli del 2005. E forse per questo rapidamente seppellito.