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Famiglie d'Altri Tempi - Vol. 4

Viaggio nel passato con le famiglie rurali

Mariano Berti



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Modificato in data 04 Dicembre 2016 - Il volume, che è intitolato Famiglie d'Altri Tempi - Vol. 4, il cui ideatore è Mariano Berti puoi trovarlo in Archeologia e Storia e ha come oggetto Storia contemporanea. Dato alle stampe da Berti Mariano ed edito in data Maggio 2011 , attualmente è in "Disponibilità: Immediata". Il costo di questo libro è pari a Euro 20,00.

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Ricostruire puntigliosamente i vissuti, le storie, le vite di tante famiglie - come fa in questo volume Mariano Berti - potrebbe perfino sembrare oggi un lavoro interessante, curioso, ma fine a se stesso. Un lavoro che con grande acribia ripercorre le radici di tante comunità familiari togliendole dalla polvere del tempo e dalla smemoratezza delle generazioni più giovani. Per qualcuno potrebbe infatti apparire uno scavo profondo, ma poco significativo per lo spirito dei tempi presenti, molto appiattito, troppo appiattito sul presente ed assai poco interessato ai recuperi delle memorie locali o familiari. Non è un caso che la nostra epoca si proietti molto sul futuro, allunghi il presente ma dimentichi con facilità ogni discorso sulla provenienza, sulle radici, sui percorsi dei molti che ci hanno preceduto sulle strade del tempo.

Eppure lavori come questi, che potremmo definire di micro-storia, quella tanto amata e valorizzata dalla scuola braudeliana della nouvelle histoire, sono utili – e più di quanto si supponga – per più ragioni.

La prima è che, attraverso la storia delle famiglie, noi veniamo a conoscere le radici dei luoghi, dei territori. Facciamo cioè storia locale a tutti gli effetti. Diceva Frédèric Le Play, un sociologo francese ottocentesco (uno dei primi ad occuparsi di famiglia in particolare), che "i popoli sono formati non di individui ma di famiglie".

Coerente con questo suo pensiero, propone una metodologia di ricerca rigorosa che, dice, "deve penetrare in tutte la parti della casa, inventariare la mobilia, gli utensili, la biancheria e gli abiti, valutare gli immobili, l'ammontare delle somme disponibili, gli animali domestici, (...) seguire infine in dettaglio i lavori dei componenti la famiglia, tanto in casa quanto fuori casa (...). Ricerche ancora più delicate sono quelle che interessano la vita intellettuale e morale, la religione, l'educazione, gli svaghi, i sentimenti di parentela e di amicizia, i rapporti con i padroni, soci, domestici e apprendisti; infine i particolari riguardanti la storia di famiglia". In effetti cos'è la famiglia se non un particolarissimo spazio fisico, relazionale e simbolico che producendo reti ed alleanze alla fine ricama tutti i tessuti sociali più ampi, riverberandosi sempre all'esterno di sé, nel bene e nel male, come sappiamo?

Ecco perché ricostruire pazientemente i fili dei rapporti e dei legami familiari apre all'esterno più vasto e diventa storia collettiva, storia dei territori e degli eventi che più o meno velocemente li hanno mutati. Altri tempi, diciamo oggi quando parliamo del passato anche recente, proprio per sottolineare la corsa fatta e la grande diversità, perfino incommensurabile, che rende uniche le epoche. Eppure in quei tempi, oggi perfino incomprensibili, affondano le radici vive tante famiglie, tante comunità, tante trasformazioni. Sono quelle trasformazioni che hanno radicalmente cambiato la realtà veneta e trevigiana e che non hanno alle spalle pochi registi occulti, misteriosi ed onnipotenti, ma semplicemente sono stati prodotti nella faticosa quotidianità proprio dalla vitalità delle famiglie, tante famiglie come quelle di cui questo libro con dettaglio narra. Si compone una specie di storia dal basso, diffusa, molecolare, fatta di culture materiali ed affettive, di microcosmi relazionali che raramente si trovano sulle pagine dei libri di storia, perché sconosciuti, invisibili, silenziosi, (ritenuti) irrilevanti. Eppure il loro umile agire ha prodotto tante scansioni storiche, ha reso possibili tanti eventi importanti, ha implementato le mentalità e le sensibilità collettive di tante epoche.

C'è poi un secondo angolo di lettura con cui accogliere queste narrazioni familiari proposte. E' il punto di vista delle famiglie stesse, delle loro risorse, dei loro progetti, delle loro articolazioni, delle loro demografie, delle loro antropologie. Certo, oggi in questa realtà culturalmente "liquida", in cui tutto è provvisorio ed indefinito, parlare di famiglie assume un sapore un po' retrò, se non anacronistico. La sensazione è che le famiglie del passato siano culturalmente lontane, lontanissime dal modo contemporaneo di declinare l'amore, la sessualità, la vita comune, la genitorialità, il matrimonio.

La famiglia attuale è figlia dei sommovimenti culturali prodottisi negli anni Sessanta e Settanta e la sua destrutturazione è tale che ormai si parla di pluralizzazione delle forme familiari, cioè di modelli di vita affettiva liberamente molteplici e diversi. Viceversa le famiglie di ieri appaiono (appaiono, ma la realtà storiografica non è proprio questa...) compatte, monolitiche, solide, dalle molte certezze e dalle scarse varianze.

"Molti poi il giorno appresso alla morte della moglie vanno in cerca di un'altra e, trascorso un mese necessario per le pratiche occorrenti per il matrimonio, si rimaritano; ne conosciamo alcuni che si sono rimaritati a così brevi intervalli quattro, cinque e anche sei volte".

Così scriveva, verso gli anni Ottanta dell'Ottocento, un medico che girava per le zone di Conegliano, Oderzo e Vittorio. Constatava con i propri occhi la grande povertà delle famiglie, la precarietà di tante esistenze, la durezza del vivere che da un lato rendeva le famiglie simili a delle imprese che dovevano barcamenarsi con le difficoltà del loro tempo, dall'altro – e di conseguenza – l'assenza di ciò che noi oggi (romanticamente) intendiamo come tenerezza, intimità,  affettività: tra coniugi e tra genitori e figli (è quest'ultimo il sentimento dell'infanzia di cui parla Ariès). Ci si risposava velocemente proprio perché la moglie "serviva" per la gestione della casa e dei figli, punto e a capo. E se non c'erano separazioni e divorzi c'erano però la mortalità precoce (infantile e femminile) e le migrazioni per il mondo a spezzare dolorosamente famiglie, parentele, unioni coniugali.

Dietro o sotto le tante storie familiari raccolte e riportate non ci stanno solo eventi, genealogie, avvenimenti, date e fatti, ma anche speranze, progetti, gioie, sofferenze, sacrifici, scelte, cioè tutto il variegato ventaglio di tante parabole umane che si incontrano, si amano, accudiscono, costruiscono, si staccano, generano, lavorano. Senza saperlo, sperimentando la durezza della vita quotidiana, consumando nell'opacità tante esistenze, sanno però trasformare "il banale in sublime" (come diceva Thomas Mann) e sanno anche rendere l'estrema fragilità delle relazioni familiari in stabilità che sfida il tempo, proiettandosi nell'orizzonte della durata, facendosi insomma storia. Storia di famiglia e di famiglie, ma anche storia e storie di territori, di luoghi, di paesi, nonché storia di mutamenti e di trasformazioni.

Riprendendo l'intuizione di Le Play, possiamo allora dire che le nostre radici collettive stanno in queste narrazioni familiari, come d'altronde le nostre radici (genetiche, psicologiche, educative, sociali) stanno nella lunga filiera familiare che parte dai nostri genitori per correre a ritroso nel tempo. E come possiamo dire correttamente di conoscere noi stessi solo se ripercorriamo la storia trigenerazionale della nostra famiglia (come insegna la teoria sistemico-relazionale), così possiamo altrettanto correttamente dire di conoscere il nostro territorio, la nostra identità locale solo se conosciamo il suo passato e chi quel passato l'ha silenziosamente prodotto. Sono proprio queste – ed altre – famiglie ad aver forato i secoli partecipando ogni giorno alla società nuova che lentamente, impercettibilmente, pur si delineava nel cammino cronologico verso l'oggi.

Vittorio Filippi

Sociologo familista, docente di Sociologia a Venezia

EditoreBerti Mariano
Data pubblicazioneMaggio 2011
FormatoLibro - Pag 540 - 16,5x24
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Mariano Berti, è nato a Paese (Treviso - Italia). Scrittore   antroponimista, è corrispondente del settimanale della diocesi di Treviso "La Vita del Popolo" nonché autore di varie monografie... Leggi di più...

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