La "guerra di Segrate" fra Berlusconi-Pininvest e De Benedetti-Cir per il controllo del gruppo Mondadori scoppiò alla fine degli anni Ottanta e si concluse all'inizio dei Novanta con la vittoria berlusconiana.
Una vittoria ottenuta mediante la corruzione di un giudice, come attestano i documenti giudiziari qui riportati:
la sentenza penale che nel 2003 ha condannato l'avvocato Cesare Previti (Fininvest) e il giudice Vittorio Metta per corruzione in atti giudiziari (Silvio Berlusconi ha beneficiato della prescrizione);la sentenza civile di appello che nel 2011 (cioè vent'anni dopo) ha condannato la Fininvest berlusconiana a pagare a De Benedetti-Cir un risarcimento danni di oltre 500 milioni di euro.
In appendice, le rimostranze di Marina Berlusconi, presidente Fininvest-Mondadori, per la condanna in sede civile («In Italia non esiste più la certezza del diritto»).
E la replica del giornalista Marco Travaglio («La presidentessa della refurtiva»).
MARCO TRAVAGLIO: «Tutto comincia nel 1988, quando Silvio Berlusconi, piccolo azionista del gruppo editoriale Mondadori, ne tenta la scalata. Carlo De Benedetti, che con la Cir controlla il pacchetto di maggioranza, resiste all'assalto e si accorda con gli eredi Mondadori-Formenton per acquistare il loro pacchetto azionario entro il 30 gennaio 1991. Poi però questi cambiano cavallo, e nel novembre 1989 si alleano col Cavaliere. Il quale, il 28 gennaio 1990, diventa presidente del gruppo...».