Libereso Guglielmi, classe 1925, è noto al pubblico come il "giardiniere di Calvino", come è anche scritto nella sua biografia (Libereso, Il giardiniere di Calvino, con Ippolito Pizzetti, prefazione di Nico Orengo, Franco Muzzio Editore, Padova, 1993, pp. 204), perché ha incominciato la sua carriera di giardiniere-intellettuale con Mario Calvino, botanico e padre dello scrittore Italo.
Nato sulle montagne sopra Bordighera da una famiglia di anarchici tolstojani, esperantisti e vegetariani, Libereso venne notato da Mario Calvino e invitato giovanissimo a lavorare nella Stazione sperimentale che questi dirigeva a Sanremo. Negli anni cinquanta ha diretto aziende di coltivazione di piante in Meridione, ha fatto il ricercatore in farmacognosia e il capogiardiniere presso l’Università di Londra per dodici anni (anni sessanta). Ha girato il mondo scoprendo “reti” di piante dove oggi si vorrebbero reti di computer. Oggi è pensionato ma tutt’altro che inattivo: insegna a disegnare le piante ai bambini delle elementari di Sanremo, tiene conferenze sul giardinaggio e la flora spontanea in giro per l’Italia, accudisce una piccola ma affollata terrazza-giardino sottocasa, ispira senza sosta articoli sulle riviste specializzate. Si definisce “libero pensatore” ma l’eloquio incantatore e una sorta di mai sopita ansia divulgativa lo rivelano meglio.
Libereso è allo stesso tempo figura fuori degli schemi e schema di figure, di quelle che hanno i piedi in un passato profondo ma ci proiettano verso i tempi che verranno.
In questo senso ci riporta una tradizione, dà voce al “contadino eterno” di tutte le nostre campagne e di tutte le campagne: l’arguzia dell’autodidatta si mescola alla saggezza del vecchio, l’eredità libertaria è insieme agli almanacchi e ai lunari, in un continuum di tempo e natura ....
Per altro verso, Libereso appartiene pienamente alla modernità, si è fatto una solida cultura formale (botanica), ha viaggiato, studiato e abitato all’estero (la moglie è inglese), ha visto la guerra e fatto la Resistenza, è stato uno dei primissimi obiettori di coscienza totali, ha avviato aziende proprie, collabora con riviste e tv.
Nel suo mondo, i personaggi assenti sono molti. Si può partire dal padre, o dai Calvino (non solo Mario e Italo, ma anche Eva Mameli – moglie di Mario, madre di Italo – docente di botanica a Pavia, e Floriano, fratello di Italo, geologo), o dal disegnatore Antonio Rubino, o dal professor Fairbear, o da Pietro Ferrua, importante esponente dell’anarchismo e studioso delle avanguardie artistiche; sennò ancor prima, dal botanico-disegnatore Clarence Bicknell, esperantista passato da Bordighera, o dopo, dai giardini inglesi, dal famoso botanico Bowles e dalla celebre Gertrude Jekyll, pittrice e paesaggista ...
Quel che invece è sempre presente, con forza, è la terra. La parola di Libereso la rende protagonista. In primo piano il paesaggio ligure (più che Calvino, viene in mente Biamonti): la Liguria delle ville – e ancora degli inglesi come Hanbury che vi si sono trapiantati –, delle fasce, dei contadini mangiatori di castagne e vegetariani per mancanza d’alternative.
Uno spazio tra cielo e mare, ripiegato su se stesso ma dove si sono acclimatati lembi di Cina, di Giappone, di India, di Messico, di Brasile, di Africa ... i colorati doni in forma di piante esotiche che viaggiatori e naviganti portavano a giardinieri curiosi, ma anche i tentativi di impiantare colture commerciali da noi.
Come può una terra così gelosamente chiusa avere una natura così “cosmopolita”, in cui l’autoctono si confonde con l’esotico, se non per mezzo della conoscenza, della curiosità applicata?
“Ho cominciato a dodici anni con mio padre e non ho mai finito”, dice nella sua biografia. Libereso è dunque una forma di quel sapere tradizionale che è sempre stato il lavoro, il sapere di chi sa facendo."
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Pia Pera, Libereso Guglielmi, Michele Ferri
Artebambini - Gennaio 2011 - Pg. 82
Tipo: Libro + DVD
Lo trovi in: Libri Didattici
Da un incontro di Libereso Guglielmi con Ippolito Pizzetti
Libereso Guglielmi
Gruppo Editoriale Muzzio srl - Ottobre 1993 - Pg. 201
Tipo: Libro
Lo trovi in: Saggi e racconti
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