Nel Vangelo di Giovanni (21,21) il Cristo dice a Pietro: «Tu seguimi». E Pietro, riferendosi a Giovanni, chiede: «Signore, e lui?».
Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga fino al mio ritorno, ciò non riguarda te. Tu seguimi».
Il cristianesimo dei duemila anni successivi all'evento del Golgota può venire a buon diritto chiamato petrino: infatti l'umanità dovette cadere ancora più profondamente nella rocciosità del materialismo.
Il cristianesimo petrino era un cristianesimo dell'anima: sulla pietra-Pietro il Cristo vuole dapprima costruire la sua Chiesa, e Chiesa è anima di gruppo, non è ancora individualità spirituale autonoma.
L'umanità deve sprofondare massimamente nel regno della morte, del minerale, vale a dire nel materialismo. Nel quarto secolo, attraverso la svolta costantiniana, il cristianesimo fu dichiarato religione di Stato e iniziò allora a diventare potenza terrena. Sappiamo quanto questa potenza sia stata decisiva nei secoli successivi. [...]
Le parole del Cristo: «Il mio regno non è di questo mondo» vengono invertite.
Duemila anni dopo, attraverso l'esperienza del Ritorno del Cristo e grazie a una scienza vera e propria dello spirituale, diventa ai tempi nostri gradualmente possibile far valere un cristianesimo dello spirito, il cristianesimo di Giovanni, il cristianesimo esoterico.
Dalla prefazione di Pietro Archiati: «Queste pagine vogliono essere sia postcristiane, sia precristiane. Postcristiane. Postcristiane se riferite al cristianesimo tradizionale, che per un numero sempre crescente di persone non è più in grado di fondare e di fecondare l'esistenza. Precristiane nel senso che, se il cristianesimo viene inteso come puro umanesimo, noi siamo culturalmente all'inizio di una presa di coscienza delle dimensioni spirituali e cosmiche dell'uomo e di tutta la realtà. Nella scienza dello spirito di Rudolf Steiner, l'evento dell'incarnazione del Verbo – dell'Essere solare dell'Amore – è il compimento e la somma di tutti i gradini evolutivi offerti alla libertà di ogni uomo».