Nel 1987 quasi l'80 per cento degli italiani ha votato contro il nucleare.
Più di vent'anni dopo ancora stiamo pagando i costi e le conseguenze delle vecchie centrali.
La tragedia di Fukushima dimostra da sola a quali catastrofi si va incontro, anche in Giappone: figurarsi in un Paese come il nostro a rischio sismico, ad alta densità di popolazione e ad ancora più alta densità di furbetti e speculatori.
Una possibilità diversa esiste: il ricorso alle fonti alternative - l'Italia è l'Arabia Saudita delle rinnovabili - e una politica di efficienza e risparmio energetico che molti comuni "a Cinque Stelle" hanno già messo in pratica.
È ora di indossare l'elmetto e scendere in piazza contro l'ennesima manipolazione.
Abbiamo tutti il dovere di informarci e combattere questa guerra in nome della democrazia, dell'ambiente e soprattutto del buon senso.
Perché il prossimo incidente potrebbe esser l'ultimo, e nessuno ha il diritto di ipotecare il futuro nostro e dei nostri figli.