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Aggiornato il 10/2/2012 - Il testo, intitolato Gli Scienziati di Hitler, creato da John Cornwell, si trova nella categoria Cospirazionismo e misteri, più dettagliatamente nella sottocategoria Misteri irrisolti. Pubblicato da Garzanti e venduto dal Aprile 2006, è in stato di "Normalmente disponibile in 5 giorni". Il titolo in questione ha un costo di Euro 28,00.
John
Cornwell ricostruisce il complesso rapporto tra gli scienziati e il
regime hitleriano. Non mancano pagine illuminanti su alcuni episodi
controversi, a cominciare dal fallimento del progetto di bomba atomica
tedesca e dalla visita di Werner Heisenberg a Niels Bohr.
Ma le questioni affrontate da Gli scienziati di Hitler
non riguardano solo il passato: investono più in generale i rapporti
tra la scienza e il potere politico, le ricadute della tecnologia sulle
tecniche di distruzione, e dunque le responsabilità etiche e politiche
dei singoli ricercatori. Perché gli studiosi non lavorano nella torre
d’avorio della loro disciplina, e le loro scoperte possono avere
effetti clamorosi sull’intera umanità.
Anche per questo non mancano, nell’affascinante e appassionato saggio
di Cornwell, paralleli tra quelle vicende in apparenza lontane e la
situazione attuale: perché in un mondo politicamente diviso e
minacciato dal terrorismo, la ricerca del sapere rischia di essere
sempre più asservita a interessi estranei, di natura economica,
politica o militare.
All’inizio
degli anni Trenta la scienza tedesca era all’avanguardia in diversi
campi, dalla chimica alla fi sica, dalla biologia alla balistica. Fu
proprio questa superiorità tecnologica che diede alla potenza militare
del Reich una forza pressoché irresistibile.
Dal 1933 gli scienziati tedeschi misero le loro conoscenze al servizio
di Hitler, alcuni furono colpevoli degli episodi più atroci della Shoà,
in particolare delle sperimentazioni su esseri umani nei campi di
sterminio.
Peraltro
l’ideologia razzista e antisemita del nazismo si imponeva anche nelle
università e nei centri di ricerca, allontanando gli ebrei
dall’insegnamento e dai laboratori, e, per esempio, mettendo al bando
la teoria della relatività e sostenendo pseudo-scienze come l’«igiene
razziale».
Di fronte al «patto con il diavolo» hitleriano, non tutti si
comportarono allo stesso modo: alcuni ricercatori erano fanatici
nazisti, molto più numerosi i semplici «compagni di strada», mentre
furono pochi quelli che si rifi utarono di collaborare. Anche per
questo la macchina bellica nazista, che oltretutto sfruttava
ferocemente la manodopera schiavizzata dei campi di concentramento e di
lavoro, restò effi ciente così a lungo, prolungando il confl itto. E fi
no all’ultimo i laboratori tedeschi cercarono di mettere a punto la
terribile «arma fi nale» in grado di cambiare le sorti della seconda
guerra mondiale.