Il fumo di una sigaretta che, come una candela, serve a ricordare la giovinezza di chi non c'è più, e una stazione, dove partono treni che sono sentinelle della memoria per i vagoni che facevano viaggi senza ritorno verso la Germania; un angelo che non ce la fa più a vedere altro dolore; un gioco che distoglie gli uomini dalla vita vera...
L'umanità descritta in questi coinvolgenti racconti è accomunata da situazioni particolari che illuminano di nuova luce vite che fino a un momento prima scorrevano pacate nella routine della quotidianità.
Grazie a delle improvvise epifanie ogni gesto perde il significato ben preciso, usuale che aveva fino a quel momento, o ne acquista uno nuovo; un senso di straniamento cambia la prospettiva e la direzione dell'agire, del ricordare, del riflettere, facendo precipitare i personaggi in una nuova dimensione, facendoli diventare qualcosa di diverso da quello che erano prima.
Quasi che la vita, quando non sappiamo uscire dall'impasse, scegliesse di decidere per noi...
franco
i libri vanno sempre letti due volte, le donne due volte conosciute, le punizioni due volte calciate...se è vero che la prima va sempre sulla barriera e ci sono tante cose che vorresti averle detto...il libro di sergio l'ho letto una volta e questo è un buon motivo per leggerlo ancora. e' passato qualche mese e le storie non tutte le ricordo bene, ma ricordo benissimo la sensazione dominante: affetto. io ci ho riconosciuto me stesso, e un uomo che, come me, vive la sua vita nella quale ha avuto le sue delusioni ma che ancora sorride, e trova la forza di sperare. un piccolo uomo come tanti di noi dalle intense passioni e dallo sguardo indulgente, come chi, veramente ha amato. ho letto anche qualcosa di successivo dell'autore e resto convinto che la sua opera seconda farà ancora muovere più d'una corda... se qualcuno ci vuole scommettere mi scriva.
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