Antichi culti misterici di chiara derivazione orientale, luoghi
romani che richiamano princìpi esoterici indiani, tradizioni e
filosofie “mistiche”, fino alle singolari iscrizioni della “Porta
magica” e alle oscure alchimie di Cagliostro. Ma è proprio vero che la
storia di Roma inizia con Romolo e appartiene soltanto all’Occidente?
Forse le radici della città vanno cercate anche nell’India magica,
quella della religione dei Veda, culla dell’esoterismo, dalla quale,
più di quattromila anni fa, un popolo emigrò verso ovest in cerca di
nuove terre. Sempre dall’Oriente giunsero Roma, fanciulla troiana
cantata dal poeta siculogreco Stesicoro, ed Enea, immortalato da
Virgilio.
Seguendo il tracciato ben definito che collega Roma
all’Oriente, questo libro rivela pagine dimenticate dalla storiografia,
scandali erotico-religiosi soffocati nel sangue, culti asiatici che
imponevano il principio della purezza spirituale attraverso
l’evirazione, sepolture di uomini vivi come atto di espiazione; ma
anche movimenti spirituali come il Pitagorismo, l’Orfismo e le
religioni “misteriche” che spianarono la strada al Cristianesimo.
Nel
Medioevo Roma continuò a essere la “città dei miracoli” e nel
Rinascimento pullulava non solo di artisti ma anche di alchimisti.
Di
quell’epoca restano monumenti significativi come la chiesa di Sant’Ivo
e la “Porta magica”. E nel Settecento, l’epoca dei lumi, Roma non si
spogliò della sua veste magica, come dimostra l’inquietante personaggio
di Cagliostro, massone, mago e taumaturgo.