Qualcuno vuol darcela a bere

Giuseppe Altamore

Qualcuno vuol darcela a bere

Acqua minerale, uno scandalo sommerso

   
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Note

Modificato il 07 Febbraio 2012 - Questo testo, intitolato Qualcuno vuol darcela a bere, fatto da Giuseppe Altamore, compare nella categoria Cura dell'ambiente e Colture biologiche, tratta di Natura e Habitat. Redatto dalla casa editrice Fratelli Frilli Editori in data Dicembre 2005, è attualmente "Disponibile in pronta consegna". Il suo valore è di € 10,50.

Dettagli

È un momento caldo per l’acqua minerale. Mentre proseguono le inchieste della magistratura che coinvolgono alcune note marche, il ministero della Salute si appresta a sospendere le autorizzazioni di 86 aziende imbottigliatrici, perché le analisi non sono conformi con quanto previsto da un decreto del 2001.

È una lunga storia quella delle acque minerali italiane raccontata nel libro di Giuseppe Altamore Qualcuno vuol darcela a bere: un'inchiesta che racconta come una potentissima lobby ha potuto condizionare le scelte politiche di vari governi fino ad ottenere una legislazione molto attenta alle esigenze commerciali dei produttori di acque minerali ma poco rispettosa della salute dei consumatori. Con un paradosso incredibile: esaminando attentamente il testo della legge si scopre che l’acqua di rubinetto può essere più sicura della minerale. Esistono infatti controlli e limiti più severi relativi alla presenza di sostanze tossiche nell’acqua potabile. L’arsenico, per esempio, non può superare la concentrazione di 10 microgrammi per litro, mentre chi beve acqua minerale può ritrovarsi nel bicchiere una dose fino a 5 volte superiore. Un limite addirittura più generoso di quello previsto per le acque reflue, che non possono superare i 20 microgrammi per litro.

Il libro spiega quali interessi hanno spinto l’industria dell’acqua minerale a usare ogni mezzo per condizionare le scelte del Parlamento, fino a bloccare almeno due tentativi di riforma della normativa che regola il settore. Si racconta come un perito chimico italiano sia riuscito a far avviare una procedura d’infrazione da parte dell’Unione europea nei confronti dell’Italia per il mancato rispetto delle direttive europee in materia di tutela della salute dei consumatori e come ancora una volta l’abbiano spuntata le multinazionali dell’acqua, che sono riuscite ad aggirare le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e perfino le severe norme del Codex alimentarius che regolano il commercio internazionale. Ma che cosa hanno da nascondere i produttori di acqua minerale?

Che cosa rischiano i consumatori, ignari di ciò che si nasconde dentro la bottiglia? Intanto, ben due procure della Repubblica (Torino e Bari) stanno indagando sull’affaire della minerale: sono già stati operati alcuni sequestri e il ministero della Salute il 20 giugno scorso ha sospeso con un decreto l’autorizzazione per la Fiuggi di imbottigliare l'acqua della Fonte Bonifacio VIII. Il libro dedica un ampio capitolo ai rischi per la salute dei consumatori, legati soprattutto al cloro utilizzato per disinfettare l’acqua potabile.

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Francesco


Una meticolosa raccolta di documenti che fa luce sul mondo delle acque minerali, informando il consumatore, assuefatto dalla onnipresente pubblicità, sui possibili rischi derivanti dall'uso prolungato dell'acqua minerale in bottiglia. Altamore infrange un tabù su un argomento del quale pochi altri hanno "osato" scrivere (e se ne comprende la ragione già dalle prime pagine). Un prezioso strumento d'informazione utile a chi vuole conoscere meglio cosa c'è dentro l'acqua che la stragrande maggioranza degli italiani utilizza abitualmente sulla tavola.

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