Francesca Guazzo, Gianni Bauce, Stefano Pesarelli
Onde oceaniche si infrangono su spiagge di candida sabbia. Torri secolari di fari accarezzano la superficie dell’acqua con i loro fasci di luce, guidando i natanti sulle vie sicure del mare. Delfini guizzano giocherellando tra i dhow dei pescatori, uccelli marini volano radenti sull’acqua e pinne sinistre di squali solcano i flutti.Piste di terra rossa attraversano la boscaglia e occhi guardinghi di antilopi osservano tra le fronde. Armati di sguardi curiosi, bambini corrono gridando il loro gioioso benvenuto. Donne che portano carichi abnormi in mirabile equilibrio sul capo, camminano sulla polvere delle strade con l’eleganza di regine.Fiumi che hanno attraversato l’Africa scendono verso la costa, impazienti di gettarsi nell’Oceano. Foreste di palme e distese di mangrovie vestono di smeraldo il litorale, e baobab secolari vegliano come antiche sentinelle. Elefanti camminano eleganti e silenziosi attraverso praterie sconfinate, mentre gli ippopotami sbuffano sotto il pelo dell’acqua e i coccodrilli si immergono, preistorici e letali.
Dove la terra, in un singhiozzo primordiale si eleva in alture maestose, cascate di cristallo orlano il velluto delle foreste montane. A valle, i fuochi si accendono nei villaggi, mentre il bestiame torna muggendo ai recinti. Sulla pista, le impronte di un leone raccontano il passaggio sinuoso e invisibile del felino. Maestose sagome di petroliere e mercantili brillano alla luce dei porti e mille suoni e musiche differenti s’intrecciano nel brulicare di folla sotto i grattacieli.
Quando le prime luci dell’alba scacciano le tenebre e il freddo della notte, tra il latrare dei cani, si ode il pianto di un bambino che ha appena riaperto gli occhi. E’ il Mozambico che si lascia alle spalle la buia notte fatta di sangue, odio e campi minati, e si risveglia, pieno di speranze e di fiducia, nel nuovo giorno che sta nascendo.