L'idea di raccogliere degli scritti sull'umiltà e di associarvi un commento, deriva dall'amore per questa squisita virtù spirituale, che ha un profondo significato nel superamento dei conflitti narcisistici, e nello sviluppo della coscienza e della personalità oltre i limiti angusti dell'ego ordinario.
Nell'accezione sapienziale l'umiltà è vista come condizione di distacco dall'importanza personale, a cui si associano qualità che implicano il discernimento intuitivo e gli attributi della mente pacificata, come il coraggio morale, la calma mentale e l'autodominio.
Nelle vie di conoscenza è enfatizzato il rapporto tra umiltà e consapevolezza, in quanto l'umiltà conquista una equidistanza tra virtù e difetti, riconoscendo i primi senza orgoglio, i secondi senza sconforto. Per lo psicologo transpersonale, impegnato nell'accostamento tra cultura sapienziale e psicologica, l'umiltà si rivela quale condizione per l'accettazione di sé stessi e l'integrazione di aspetti rimossi della personalità.
L'umiltà è l'opposto dell'orgoglio: questo nutre il super-io onnipotente avido di perfezione, che sviluppa sentimenti di inferiorità e paura; l'umiltà, invece, è alla base della tolleranza dei propri limiti, che rende possibile l'accordo con le proprie debolezze e la loro conseguente trasformazione.
Il testo è il risultato di letture fatte dall'autrice nei corsi di psicologia e spiritualità dell'AIPT. La stesura del testo è dovuta all'attenta e diligente compilazione di Paolo Parisi, che coordina il gruppo editoriale, che opera come Servizio in seno alle attività associative.
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