l'Intrigo Saudita

Donato Speroni

l'Intrigo Saudita

La strana storia della maxitangente Eni-Petromin

   
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Scheda breve

Modificato il 14/1/2012 - Questo testo, dal nome l'Intrigo Saudita, realizzato da Donato Speroni, si trova nella categoria Attualità e temi sociali e fa parte della sottocategoria Attualità. Editato da Cooper e edito nel mese di Settembre 2009, è in stato di "Disponibile in pronta consegna". L’importo è Euro 20,00.

Dettagli

Petrolio, servizi segreti, loggia P2: una clamoroso caso di disinformazione

Era il 1979 e l’Italia aveva un disperato bisogno di petrolio. La società saudita Petromin propose all’Eni un accordo molto vantaggioso per una fornitura energetica di tre anni. Il contratto, però, prevedeva il pagamento di una sostanziosa tangente. Un’intermediazione da 120 milioni di dollari autorizzata ufficialmente dal Governo, ma che molti politici di allora non vollero credere fosse destinata soltanto agli arabi. Scoppiò lo scandalo, alimentato da vivaci polemiche parlamentari e seguito con attenzione spasmodica dai giornali italiani e stranieri. Il contratto andò a monte e il presidente dell’Eni Giorgio Mazzanti fu costretto alle dimissioni.

Per oltre dieci anni si è indagato sulle responsabilità politiche della vicenda, sui destinatari dell’intermediazione e sulle incursioni dei servizi segreti e degli esponenti della loggia massonica P2. Le indagini del Parlamento e della magistratura si conclusero con l’assoluzione di tutti gli indagati, ma non fecero luce sui responsabili della trama che fu alimentata da un continuo e misterioso flusso di informazioni in parte vere e in parte chiaramente inventate allo scopo di colpire gli avversari politici e far saltare il contratto.

Donato Speroni fa un attento lavoro di ricostruzione della storia, analizzandone le fonti e i documenti originali, attingendo agli atti delle indagini e riportando collegamenti e dialoghi tra i personaggi-chiave del panorama politico ed economico del paese. Testimonianze inedite raccolte oggi, tra cui l’intervista all’allora Presidente del Consiglio Francesco Cossiga e all’allora presidente dell’Eni Giorgio Mazzanti, ampliano il quadro e forniscono nuovi elementi all’indagine. Dopo trent’anni un’inchiesta precisa e dettagliata su una vicenda complessa, rimasta avvolta nella nebbia di ricostruzioni parziali e imprecise.

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