Giordano Bruno, aureo frutto del Rinascimento Italiano e nello stesso tempo fecondo nume del libero pensiero, aborrì ogni tipo di rivelazione caduta dal cielo per cercare in sé stesso ed a sue spese la verità; non accettò alcuna scuola, alcuna chiesa o alcuna setta nella sua disperata ricerca. Non trovò mai ristoro alla sua sete di conoscenza perché egli era già al di là del suo tempo.
Dal processo cui fu sottoposto ci deriva un preciso insegnamento: l'evoluzione del pensiero umano non si interromperà mai dinanzi a soste o ingabbiamenti definitivi. L'evoluzione del pensiero è la stessa evoluzione dell'umanità.
Bruno avrebbe potuto tranquillamente evitare il rogo se soltanto avesse preso in considerazione uno dei tanti salvagente che, verso la conclusione del processo, gli lanciavano in continuazione sia il Prete Cardinale Roberto Bellarmino che lo stesso Papa Clemente Vili.
Con estremo coraggio affrontò il rogo perché solo così il suo pensiero avrebbe avuto vita eterna: la morte lo avrebbe protetto da tutte le ingiurie degli uomini. Ed infatti di fronte alla morte fu irremovibile.
Aveva scoperto finalmente tutto sé stesso ed accettò con animo fiero di essere vivus missus ad igne, perché solo così avrebbe marchiato d'infamia eterna per omnia saecula saeculorum la Chiesa di Roma e conseguito quella immortalità che lo accompagnerà fino a che il Sole splenderà sulle miserie umane.