Storie di donne comprate, vendute, ingannate dalla perfidia dell’uomo, ostentate e sfruttate come meri oggetti di piacere. Donne vittime di una legge che le vuole schiave, che le priva di ogni dignità, che sottrae loro l’inalienabile diritto all’amore. Donne calpestate, vilipese, tradite.
Come fiori nella polvere.
Nei racconti di Khalil Gibran, nelle sue poesie, riflessioni e lettere d’amore, alcune mai pubblicate in Italia, l’autore canta il suo amore per le donne, la sua dura condanna di leggi e tradizioni che privano questi fiori delicati della loro anima e della loro luce.
In questi testi, tutti tradotti direttamente dall’arabo da Hafez Haidar, risuona tutta la poesia, la forza e la passione che animano le pagine dell’immortale Il Profeta. E le parole si trasformano in un emozionante inno alla vita e all’amore.