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Un nuovo stile di vita

di Teresa Scalici 3 settimane fa


Un nuovo stile di vita

Ritorna continuamente il desiderio di vivere una vita semplice e sana. Perché?

Forse perché la saggezza ha radici profonde? Uno stile di vita visto sotto l’aspetto naturale può oggi nuovamente donarci la gioia di una vita sana e salutare?

Vediamo: l’attuale quotidianità è fortemente condizionata dalla tecnologia. Questo potrebbe essere un intralcio, è vero ma, ciononostante, sembrerebbe ancora possibile, magari partendo proprio dall’approccio psicologico per dare una risposta alla suddetta necessità.

Se si potessero riconoscere gli impulsi della coscienza chiaramente, come diceva Freud, “in modo coerente e soprattutto se questi fossero osservati in modo irremovibile, l’individuo non avrebbe bisogno di essere governato” intensificando così il senso di responsabilità sociale e morale.

Avendo cognizione di quali siano i limiti del nostro sapere, uno storico filosofo affermò: il fatto che gli uomini abbiano trovato alcune preposizioni generali che una volta comprese non possono essere sottoposte a dubbio portò alla breve conclusione che erano innate. (John Locke)

Possono queste preposizioni portare gli individui ad essere privati dell’uso del proprio giudizio?

Innato è tutto ciò che si apprende indipendentemente dall’educazione e dall’esperienza.

Il libero arbitrio, poi, viene ben descritto da Baruch Spinoza (1632-16779), che scrisse : "il giudizio è libero e vario; non si dovrebbe rinunciare al diritto di comportarsi secondo la propria mente purché insegni e sostenga ciò che dice con la sola ragione senza provocare danno agli altri".

La pigrizia può portare a deformare allora la natura psichica degli individui? Illustri personaggi in un certo senso lo sostennero Kant (1724-1804) filosofo il più importante esponente dell’illuminismo.

Se cosi fosse, allora basterebbe un po' di buon senso per cambiare tutto e vivere un nuovo stile di vita? Forse sì. Il motto dell’illuminismo era "Sapere aude!" che significa "abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza!!".

Si potrebbe partire nel ripercorrere la storia, e soffermarsi in quelle che sono state le vere tappe che hanno portato l’umanità “fuori” dal suo habitat naturale, senza generalizzare troppo, dando la colpa alla tecnologia o a chi sa che cosa.

Prestiamo attenzione oltre che alla mente anche al nostro corpo che ci chiama nella disperata speranza di essere ascoltato.

Un esempio semplice ci può aiutare a capire come effettivamente alcune piccole cose possano cambiare la vita di tutti i giorni. Della nostra quotidianità, che è vita, tanto si è scritto.

Vita che, lo dico in senso ironico, ha l’assurda pretesa, in quest’epoca, di volere esser vissuta in modo adeguato e cioè il più serenamente possibile, e non consumata in tutta fretta e furia come si fa con un panino al fast food.

Vediamo il perché questo accade facendo un'esempio: chi ha un lavoro offre un contributo alla vita sociale che gratifica l’essere umano, essere umano, che attende però anche con certa ansia un periodo di dovuto riposo. Questo non è un ritmo adeguato al nostro corpo, che chiede invece di potersi rigenerare e riposare con una costanza ben diversa ma soprattutto più consapevole.

Il periodo in cui ci si ferma dalle attività lavorative, dovrebbe essere un periodo che serve a più cose, ed è per questo che sarebbe opportuno arrivarci riposati e carichi di energia! Solo in questo modo sarà possibile regalare ai propri cari, ma soprattutto a noi stessi, una figura presente oltre che rilassata, e non una figura reduce da un periodo di guerre puniche...

Per capirci meglio: se un albero non attingesse ogni giorno con le radici al sottosuolo, finirebbe prima o poi per morire. Ebbene,noi siamo come gli alberi, possiamo addirittura dire di essere i loro diretti discendenti.

Quindi, se vogliamo essere “vivi” dobbiamo attingere dalla terra. Come? E poi, cosa dovremmo attingere dalla terra, visto che non siamo fatti esattamente come gli alberi?

Basterebbe togliersi le scarpe ogni tanto, anche d’inverno, per camminare scalzi sulla terra fresca del proprio giardino o in riva al mare.

Potrebbe sembrare un’assurdità soprattutto se si pensa di doverlo fare d’inverno, ma in realtà aiuta a scaricare la tensione ma nello stesso tempo carica di energia, come la batteria del nostro cellulare (mi viene da dire... perché lui si e noi no?).

Rigenerarsi continuamente in modo semplice e naturale si associa alla pratica del buon senso.

E’ possibile che basti cosi poco per vivere meglio? Sì, si potrebbe incominciare a provare ricavando nella quotidianità spazi che servono a riscoprirsi nella vera e propria natura. Il corpo ringrazierà e la mente vi farà un monumento.

Siamo i custodi di noi stessi. I sistemi colossali che sono governati da regole, possono portare l’individuo a pensare di poter fare ciò che si vuole del mondo e di noi stessi.

In realtà l’errore sta proprio nel credere di poter scegliere in questo senso, in quanto, nell’ottica del tutto, si agirà sempre secondo natura.

Per concludere: se nello sforzo di controllare le nevrosi si annidasse anche la forza accompagnata dal grande desiderio di poter rimanere se stessi, ogni tanto, nonostante tutto ciò che ci circonda, si potrebbe incominciare ad intraprendere un cammino di salute e di benessere che definirebbe la nostra epoca, sia come sviluppo in termini di qualità della vita, sia in termini di rapporti sociali.

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Teresa Scalici è laureata in Scienze dell’Educazione V.O.. La sua passione è la scrittura, orientata a dare consapevolezza sulla necessità che ogni individuo ha di condurre una vita sana ed equilibrata.
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