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Niente più capricci

  1 anno fa



Scopri 4 linee guida per risolvere le situazioni difficili che si creano con i tuoi bambini senza ricorrere a urla e sgridate

Tuo figlio fa i capricci e non sai come risolverli? I capricci non sono capricci e prima ti allontanerai dall’idea che siano comportamenti eccentrici, egocentrici, isterici, e inspiegabili, e prima ti sarà facile risolverli alla radice.

I capricci manifestano un disagio e un bisogno

Quelli che sembrano capricci sono sempre manifestazioni di un disagio o di un bisogno profondo che tuo figlio ha in quel momento.

Per esempio quando ti capita di arrabbiarti, lo fai per partito preso o perché hai la sensazione di avere un motivo valido? Quando alzi la voce o ti innervosisci c’è qualcosa più forte di te per cui non riesci a fare a meno di comportarti così? Per tuo figlio è la stessa cosa.

Ogni volta in cui insiste, piange, non vuole fare questo o quello, sembra “lagnarsi”, in verità, come accade a te quando ti innervosisci, ha un motivo per farlo, sente davvero un disagio interiore.

Considerare questi atteggiamenti di tuo figlio semplici capricci non fa che peggiorare la situazione perché rischia di farti entrare in reazione (cioè arrabbiarti, innervosirti, spazientirti) e in generale rischia di farti mettere in campo delle soluzioni del tutto inappropriate che con il tempo peggiorano la situazione perché tuo figlio non si sente compreso e perde la fiducia nei tuoi confronti.

Torna un attimo indietro con la memoria e ti accorgerai che anche tu avevi un buon motivo da piccolo per essere triste e per non voler fare una determinata cosa.

Le strategie risolvi-capricci

Dietro a questi atteggiamenti apparentemente incomprensibili dei bambini si nasconde la vera causa: c’è un nodo emotivo che sta scatenando i comportamenti esterni definiti erroneamente “capricciosi”.

Ecco le 4 linee guida risolvi-capricci:

  • Se possibile, non entrare in reazione: rabbia, impazienza, nervosismo fanno sentire tuo figlio non compreso e tendono a far aumentare i “sintomi” dei capricci. Se ti arrabbi è difficile riuscire a mantenere un controllo lucido della situazione.
  • Chiediti «Perché mi dà così fastidio? Perché mi sto arrabbiando?»: se vuoi un antidoto per la rabbia è importante domandarti da dove arriva. Di certo c’è anche per te un motivo valido e di solito non riguarda mai tuo figlio. Forse ti arrabbi perché ti infastidisce non essere ascoltato, forse perché odi il disordine in generale e tuo figlio ti ha appena detto che non vuole sistemare i giochi, forse ancora perché sei molto stanco e frustrato e non sopporti che qualcuno di contraddica o ti faccia perdere tempo, anche se si tratta di tuo figlio. Domandarti l’origine della tua rabbia, assumertene la responsabilità, accogliendoti e senza giudicarti è un ottimo modo per ridimensionare la situazione.
  • Chiedere al bambino: «Amore, che cosa è successo?» cercando di non colpevolizzare e di non giudicare: se tuo figlio si sente compreso tenderà a rilassarsi e a vedere in te una risorsa anziché un giudice. Dato che il motivo profondo c’è sempre, è molto più efficace trovarlo e risolverlo invece di urlare, accusare o punire. In fondo tuo figlio ha solo bisogno di qualcuno che lo capisca, che lo aiuti a risolvere il problema e che accolga le sue emozioni.
  • Ascoltare la motivazione del bambino e risolverla nella pratica: se tuo figlio ne fosse stato capace, come spesso accade, avrebbe risolto da sé. Se invece, con i capricci, richiede le tue attenzioni, vuol dire che ha bisogno del tuo aiuto, che è in preda alla sua frustrazione, al suo disagio. L’ideale è che tu possa aiutarlo a risolvere il problema, trova una soluzione o cercatela insieme sia che si tratti di riordinare, oppure di un gioco rotto, sia che si tratti di un vestito da mettere piuttosto che un altro o di uscire. Se proprio non puoi assecondarlo, come spesso accade, non avere remore nel dire di no e nel sostenere le tue regole (che, se hanno senso, sono fondamentali): sii fermo, non cambiare idea ma fallo con calma, sorridendo e sdrammatizzando senza dimenticarti di continuare ad accogliere i suoi sentimenti. In questo modo per tuo figlio sarà più facile accettare i no e le regole e nello stesso tempo sentirsi compreso e amato.

Articolo tratto da Vivi Consapevole 41

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