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Neonato con reflusso? Ci pensa l’osteopata

di Katia Bernuzzi 1 anno fa


Neonato con reflusso? Ci pensa l’osteopata

Rigurgiti, agitazione, difficoltà a dormire: niente paura! Suggerimenti per genitori in crisi.

Se avete a che fare con un neonato che soffre di reflusso la vostra vita di genitori potrebbe essere un poco (molto!) più complicata di quella di altri felici e riposati “colleghi”.

Munitevi di voglia di osservare, riportate la mente alla grande gioia provata quando vi hanno dato la nuova creatura tra le braccia, ma soprattutto non focalizzatevi sul momento in cui tutto questo passerà. Pensate piuttosto che avete tra le mani un’occasione imperdibile per conoscere il vostro bambino e voi stessi.

E’ vero, il pupo in fasce non parla, ma sa bene, più di voi probabilmente, cosa sia l’istinto.
A suo modo, soprattutto nei primi mesi, vi può dire molto.

In caso di reflusso il primo messaggio è che il suo corpo rifiuta qualcosa. Nella situazione più evidente e di immediata comprensione rilascia il latte subito dopo la poppata - con getti più o meno intensi -, nel caso più complesso soffre di un reflusso silente. Più insidioso perché più difficile da identificare.

Reflusso nei neonati: come riconoscerlo

Alcuni sintomi di reflusso nei neonati:

  • piccole boccate di latte a distanza di una, due o più ore dalla poppata,
  • strani versetti emessi dalla bocca,
  • respiro quasi affaticato (simile a quando noi adulti ci siamo fatti un’indigestione),
  • pianto e lamento quando cercate di metterlo in orizzontale nel lettino,
  • difficoltà a dormire, agitazione,
  • ruttini continui tra una pasto e l’altro,
  • raffreddori frequenti.

Insomma, se vi si mostra come uno di quei pupi difficilmente gestibili, prima di catalogarlo tra i bambini “non angelici” cercate di capire se con pianti e agitazione non vi stia dicendo altro: per esempio che ha difficoltà con i pasti.

Se il reflusso non è particolarmente pronunciato la vostra vita sarà un poco più complessa di quella di molte altre coppie, se invece la faccenda è più “ingarbugliata” il vostro bimbo avrà difficoltà a crescere. Questa è la discriminante tra reflusso gastroesofageo (RGE) e malattia da reflusso (MRGE, definizione elaborata dalla North American Society for Pediatric Gastroenterology and Nutrition).

Neonato con reflusso: come aiutarlo?

In entrambi i casi una delle prime azioni che si possono intraprendere, dopo aver parlato del problema col pediatra di fiducia, è rivolgersi ad un osteopata pediatrico.

Diversi studi dimostrano che il trattamento manipolativo osteopatico delle patologie pediatriche può essere una terapia complementare efficace e sicura.

Grazie alla manipolazione l’osteopata provvede al trattamento delle strutture muscolari, viscerali e fasciali. Se il reflusso del vostro bimbo è legato ad un problema prettamente meccanico, il beneficio sarà evidente in breve tempo.

Se il problema non fosse solo di incontinenza del cardias, per esempio, ricordate che l’osteopatia è una disciplina olistica che considera l’individuo nella sua globalità. Secondo i suoi principi ogni parte costituente la persona (psiche inclusa) è dipendente dalle altre, e il corretto funzionamento di ognuna assicura quello dell’intera struttura, dunque, l’equilibrio psicofisico e il benessere.

In epoca neonatale il trattamento osteopatico svolge una regolarizzazione del ritmo sonno/veglia e anche della digestione delle poppate, evitando così coliche gassose o vomito a getto.

La bontà e la qualità dell’approccio osteopatico è tale per cui professionisti del settore sono ormai di casa in molte Pediatrie, Neonatologie e Neuropsichiatrie di ospedali italiani. Presso la Poliambulanza di Brescia, per esempio, al Meyer di Firenze, al Bambin Gesù di Roma o al Niguarda di Milano, solo per citarne alcuni.

L’osteopata promuove sul vostro piccolo un vero e proprio meccanismo di auto-guarigione fondato su una conoscenza dettagliata dell’anatomia umana, della fisiologia e dei processi patologici. Queste competenze, unite ad una profonda conoscenza dei metodi clinici classici e tradizionali, servono per identificare il disequilibrio del bimbo e quindi procedere al trattamento e alla normalizzazione.

Va detto che spesso in un piccolo che soffre di reflusso gastroesofageo si sommano più nodi da sciogliere. Non è da escludere, quindi, che in qualità di genitori dobbiate prendere in seria considerazione alcuni altri aspetti della quotidiana gestione del nuovo nato.

Ma di questo parleremo nella prossima puntata: > Strategie quotidiane per un lattante con reflusso

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