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La risata della scienza

di J. Allen Hynek 2 mesi fa


La risata della scienza

Leggi un estratto dal libro "L'Esperienza Ufo" di J. Allen Hynek

Durante un ricevimento serale di diverse centinaia di astronomi a Victoria, nella British Columbia, nell’estate del 1968, si sparse la voce che appena fuori dalla sala erano state avvistate strane luci in movimento, degli UFO. La notizia è stata accolta da sporadiche battute e dal suono delle risatine che spesso accompagnano una situazione imbarazzante. Non un astronomo si è avventurato all’esterno, nella notte estiva, per vedere con i propri occhi.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

L'Esperienza Ufo

J. Allen Hynek

Un libro che è un classico degli studi sugli UFO, scritto da un grande scienziato alla guida del progetto americano Blue Book. Un'opera controversa e illuminante su ciò che non è mai stato volutamente raccontato. Perché...

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Erwin Schroedinger, pioniere della meccanica quantistica e filosofo della scienza, ha scritto: “Il primo requisito di uno scienziato è che sia curioso. Dovrebbe essere capace di stupirsi e desideroso di fare scoperte”.

Il mondo scientifico sicuramente non è stato “desideroso di scoprire” il fenomeno UFO e non ha espresso alcuna inclinazione allo stupore. L’atteggiamento quasi universale è stato fortemente negativo. In effetti, la reazione appare del tutto sproporzionata rispetto alla motivazione. Una reazione esagerata ed emotiva come quella generalmente esibita dagli scienziati di fronte a qualsiasi menzione degli UFO potrebbe essere di pertinenza dello psicologo, ed è comunque interessante da osservare. Ho partecipato a numerosi raduni di scienziati, sia formali che informali, in cui il tema degli UFO è stato da me introdotto “innocentemente” per osservare le reazioni.

È stato come mettere un gatto tra i topi, perché è del tutto saltata l'abitudine di “valutare e considerare” che è propria degli scienziati maturi. Niente compostezza: la reazione è stata simile a quella di un gruppo di preadolescenti che guardano un film in cui si mostrano scene che per la loro età non possono apprezzare: risatine soffocate e toccate di gomito, come a difendersi da qualcosa che la scienza non può ammettere. Non ci ho visto soltanto il superbo compatimento verso chi non ha il loro stesso livello di sapere. Vi ho colto anche un sottofondo di profonda incertezza, quasi paura.

Occorre a questo punto distinguere due diverse classi di scienziati che si confrontano formalmente con l’argomento UFO: (1) quelli che trattano il fenomeno con ridicolo e disprezzo, si rifiutano esaminarlo e condannano qualsiasi attenzione gli sia rivolta; e (2) quelli che ammettono — o potrebbero eventualmente ammettere dopo aver valutato l’argomento — che esiste una forte possibilità che gli UFO siano un fenomeno puramente psicologico, cioè generato interamente dall’attività mentale di un singolo individuo o di un gruppo. (Nessuno scienziato che esamini obiettivamente la questione può affermare a lungo che gli UFO sono sempre e soltanto il prodotto di semplici errori di identificazione di oggetti ed eventi normali).

Le opinioni di quest’ultimo gruppo hanno diritto a discussioni serie e dibattiti scientifici, poiché gli scienziati si sono almeno presi la briga di esaminare il problema e, di conseguenza, vanno ascoltati. Le opinioni del primo gruppo, invece, non soddisfano le condizioni del dibattito scientifico perché non vi è stato alcun esame dei dati. Scienziati di buona reputazione hanno fatto il giro del paese pronunciandosi contro il fenomeno UFO ed evitando di rispondere alle domande, mentre sottolineavano orgogliosamente di non aver neppure voluto dare un’occhiata a “tutta quella spazzatura”.

Questa moderna caccia alle streghe, l’antitesi di ciò che l’atteggiamento scientifico rappresenta, è di per sé un fenomeno degno di studio. Se tutto il clamore attorno agli UFO non ha senso, perché un atteggiamento così eccessivo da parte di scienziati affermati e rispettabili? Viene il sospetto che sia una reazione istintiva a una sfida che non sono disposti ad accettare.

Thomas Goudge, un noto filosofo della scienza canadese, scrive: “Una delle sfaccettature più interessanti della questione degli UFO è il suo rapporto con il problema dell’avanzamento scientifico. Secondo me, condizione necessaria per il progresso della scienza è tener conto di (1) osservazioni empiriche realmente nuove e (2) nuovi schemi di spiegazione, inclusi nuovi concetti di base e nuove leggi”.

Goudge sottolinea che, nel corso della storia, qualsiasi “schema di spiegazione” che abbia avuto successo, inclusa la fisica del ventesimo secolo, si comporta come un baluardo che tende a respingere nuove osservazioni empiriche, a meno che non emergano nel quadro dello schema stesso. Così, per esempio, inizialmente la maggior parte degli scienziati e dei fisici era riluttante ad accogliere nel campo della scienza "rispettabile" le teorie ormai accettate sui meteoriti, i fossili, la circolatone del sangue, i batteri e, ai nostri tempi, il fulmine globulare.

Quando un establishment scientifico accetta senza traumi nuove osservazioni all’interno di uno schema consolidato, continua Goudge, “ciò lignifica che tali osservazioni empiriche non sono autenticamente nuove.” Per esempio, un tempo gli scienziati erano pronti a ammettere l’esistenza dei meteoriti, ma non come pietre cadute dal cielo, bensì come pietre che erano state colpite da un fulmine ed erano schizzate in aria. Questa teoria avrebbe permesso l’assimilazione di un nuovo fenomeno nello schema esplicativo accettato del loro mondo fisico. Non potevano ammettere che i meteoriti provenissero dallo spazio. “Da questo”, conclude Goudge, “discende l’attuale punto di vista ‘istituzionale’, che i fenomeni UFO non costituiscono in alcun modo dati scientifici (o comunque non sono utili per la fisica), ma sono soltanto percezioni errate di oggetti ed eventi conosciuti. Ma affermare questo senza alcuna indagine significa rifiutare una condizione necessaria per il progresso scientifico.”

La frase “osservazioni empiriche realmente nuove” è centrale per l’intero problema UFO. O le osservazioni UFO sono “nuove” nel senso che non si collocano nell’attuale quadro scientifico, oppure semplicemente sono errate percezioni cd errate identificazioni. Per questo il fenomeno UFO non è affatto banale, tranne che per quegli studiosi che lo respingono senza neppure esaminarlo.

È probabile tuttavia che molti scienziati concederebbero seria considerazione e impegno al problema degli UFO se fossero correttamente informati del suo contenuto. Purtroppo, quei pochi che cercano di informarsi sull’argomento sono stati costretti finora a rivolgersi unicamente alla stampa generica, ad articoli di tabloid scandalistici e riviste che si occupano di avventura, mistero, sesso e aspetti sensazionali dell’occulto. Fino a poco tempo fa nessun serio periodico scientifico ha ospitato alcuna informazione sugli UFO, anche se è apparsa una bibliografia della “letteratura ufologica” di vario tipo lunga intorno alle 400 pagine. Sembrerebbe che gli UFO siano diventati un oggetto d’interesse prima per i bibliotecari che per gli studiosi.

Gli scienziati non sono l’unico gruppo disinformato sul problema UFO. Come risultato della “cattiva stampa”, tutto il pubblico ha finito per accettare alcune false informazioni al riguardo.

Solo i “fanatici”degli UFO riportano gli avvistamenti

Stranamente, è vero invece l’esatto contrario. I rapporti UFO più coerenti provengono da persone che non hanno mai riflettuto sull’argomento e che generalmente sono sorprese e scioccate dalla loro esperienza. Invece, gli appassionati di UFO e i “credenti” del tipo seguaci di un culto, raramente fanno rapporti e, quando lo fanno, si distinguono per la loro incoerenza.

In questo equivoco cadde un eminente scienziato e collega, il dottor Fred Whipple, direttore dello Smithsonian Astrophysical Observa-tory, con il quale ho lavorato come direttore associato per diversi anni: “Concluderò con il mio commento ormai abituale ai giornalisti che mi chiedono degli UFO. Ovvero: ‘Non faccio dichiarazioni pubbliche sulle convinzioni delle sette religiose’.” (Di fronte ad una tale reazione, ho dato la risposta giusta: “Nemmeno io”).

Gli UFO non vengono mai segnalati da persone con preparazione scientifica

Al contrario, alcune delle relazioni migliori provengono da scienziati e tecnici. Sfortunatamente, tali resoconti sono raramente pubblicati poiché i protagonisti di solito desiderano evitare la pubblicità e quasi sempre chiedono l’anonimato.

Gli UFO sono segnalati da persone inaffidabili, instabili e non istruite

Alcuni rapporti sono in effetti generati da persone inaffidabili, che nella vita quotidiana si esaltano per altre questioni oltre che per gli UFO. Queste persone sono le più propense a segnalare errate percezioni di oggetti comuni. Ma tali testimoni sono i più facilmente identificabili, e i loro rapporti sono rapidamente esclusi da quelli da valutare.

I rapporti a volte sono originati da persone non istruite, ma “non istruito” non implica necessariamente “non intelligente”. Gli specialisti dell’aviazione che si occupano di incidenti aerei hanno scoperto, per esempio, che i migliori testimoni sono gli adolescenti, che non hanno preparazione tecnica ma sono anche senza pregiudizi. Al contrario, le persone di scarso intelletto raramente superano i loro limiti nel redigere una testimonianza scritta, e spesso non sono in grado di mettere insieme un rapporto articolato.

Pochissimi rapporti sono generati da persone mentalmente instabili. Lo psichiatra Berthold Schwatz ha esaminato 3.400 pazienti psichiatrici senza trovare esperienze legate agli UFO’. La sua osservazione c confermata da molti colleghi, i quali hanno rilevato che vi è una quasi totale assenza di esperienze UFO tra i loro pazienti (che hanno, per inciso, poco o nessun interesse per la questione).

Gli UFO sono sinonimo di “omini verdi” e di visitatori provenienti dallo spazio

Non si sa che cosa siano gli UFO. Rifiutarsi di ammettere il fenomeno partendo dal presupposto che gli UFO non potrebbero essere altro che “visitatori spaziali”, significa respingerlo soltanto sulla base di una convinzione personale non comprovata.

L’obiettivo principale di questo libro è aiutare a chiarire questi equivoci presentando dati piuttosto che dando, ex cathedra, una dichiarazione pontificale sulla natura degli UFO. Prima di andare avanti, sarà utile — anzi, essenziale — definire il più rigorosamente possibile ciò che il termine “UFO” significa in questo libro. Non deve essere necessariamente una definizione complessa.

Possiamo definire gli UFO come la percezione, descritta in una testimonianza, di un oggetto o di una luce visti nel cielo o sul suolo, di cui apparenza, traiettoria e comportamento dinamico e luminoso in generale, non suggeriscono una spiegazione logica e convenzionale, e che non solo è sconcertante per i testimoni, ma rimane non identificato anche dopo un attento esame di tutte le prove disponibili da parte di persone tecnicamente in grado di fornire un’identificazione in base al buon senso, se questa è possibile.

(Ad esempio, ci sono molte migliaia di persone che non saprebbero riconoscere il pianeta Venere, ma i rapporti UFO originati da questo brillante oggetto nel cielo serale o mattutino, non ingannano un astronomo.)

Usando questa definizione, posso affermare categoricamente che le mie ricerche negli ultimi anni mi hanno reso convinto dei seguenti punti:

  • 1) Segnalazioni di avvistamenti meritevoli di studio esistono al di fuori delle dichiarazioni di “pazzoidi”, fanatici religiosi, membri di culti e appassionati di UFO;
  • 2) Un gran numero di avvistamenti vengono prontamente identificati da persone competenti come errate percezioni di oggetti ed eventi noti. Quindi devono essere eliminati da qualsiasi studio volto a determinare se esistano effettivamente osservazioni empiriche di tipo nuovo;
  • 3) I restanti rapporti su UFO non identificabili potrebbe rientrare in una delle seguenti categorie;
    • a) Quelli che hanno diffusione globale, provenienti da località separate tra loro come il Canada settentrionale, l’Australia, il Sud America, l’Europa e gli Stati Uniti;
    • b) Quelli fatti da persone competenti, responsabili, psicologicamente normali, cioè da osservatori credibili secondo tutti gli standard comunemente accettati;
    • c) Quelli che contengono termini descrittivi che nel loro complesso non delineano alcun evento fisico, oggetto o processo noto, o che non sono riconducibili ad alcun evento o processo psicologico;
    • d) Quelli che non possono essere descritti in termini che si applicano a eventi fisici e/o a eventi psicologici, oggetti, processi e così via, che siano noti.

Nei capitoli che seguono verranno presentati i dati a sostegno di queste affermazioni.

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Un libro che è un classico degli studi sugli UFO, scritto da un grande scienziato alla guida del progetto americano Blue Book. Un'opera controversa e illuminante su ciò che non è mai stato volutamente raccontato. Perché...

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J. Allen Hynek (1910-1986) è stato astrofisico e professore universitario di astronomia. Nel 1952 fu assegnato dall’US Air Force alla guida del Progetto Blue Book per l’osservazione scientifica degli avvistamenti UFO, ruolo che ricoprì fino al 1969. Da allora scrisse...
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