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Introduzione - Elohim

di Mauro Biglino 2 anni fa


Introduzione - Elohim

La rappresentazione per immagini - di cui il fumetto è una forma espressiva -ancor prima della scrittura è stata il mezzo di comunicazione dell'uomo, perché nasce da un istinto diretto, visivo, naturale e immediato, cioè non-mediato nel suo essere vissuto e nelle forme in cui veniva e viene formalizzato.

Essa relazionava l'uomo alle sue scene di quotidianità e rappresentava il mezzo col quale egli poteva ricordarle, raccontarle e condividerle; era un tramite, uno strumento contemporaneamente concettuale e materico, utilizzabile in ogni momento: una forma di espressione istintiva che divenne una "quasi necessità".

Hugo Pratt definisce il fumetto "letteratura disegnata" e Will Eisner lo vede come una forma di "arte sequenziale" e in effetti è la rappresentazione sequenziale di uno schema raggruppato di emozioni, di esperienze e di azioni, che una mente concepisce sotto forma di immagini capaci di interagire spesso ben più delle parole con un lettore che si perde piacevolmente nei flussi delle vignette. Il fumetto può vivere di vita propria quando narra vicende ideate dall'autore - e in questo senso è letteratura disegnata - oppure diviene strumento funzionale quando illustra e insegna, come ad esempio fa quando viene utilizzato per rappresentare visivamente azioni e movimenti da compiere oppure per divulgare contenuti di altri testi.

Questa immediatezza ed efficacia comunicativa erano ben conosciute anche da coloro che si preoccupavano di trasmettere i temi e gli insegnamenti biblici in forme immediatamente comprensibili per tutti.

Le illustrazioni contenute nelle vetrate gotiche, ad esempio, sono spesso identificate nel loro insieme proprio col temine di Biblia pauperum, cioè "Bibbia dei poveri": erano un mezzo di comunicazione diretto e facile, disponibile per tutti, capace di veicolare i contenuti biblici con immagini facilmente leggibili e comprensibili anche dagli appartenenti alle classi incolte e addirittura dagli analfabeti.

Ma l'espressione latina ancora prima indicava una raccolta di immagini che nel medioevo rappresentavano scene della vicenda di Gesù affiancate dai passi profetici anticotestamentari che, secondo la tradizione cristiana, contenevano anticipazioni e prefigurazioni della vita del Cristo. L'invenzione di questi testi costituiti da immagini è tradizionalmente attribuita a Sant'Oscar (IX secolo d.C).

Per precisione va detto che il nome di Biblia pauperum pare essere stato aggiunto successivamente a un manoscritto nella libreria WolfFenbuttel. L'origine del nome non è certa: la spiegazione più diffusa vuole che quelle immagini fossero la Bibbia di coloro che non avevano ricevuto un'istruzione e, non potendo leggere, dovevano apprendere le vicende della storia della salvezza attraverso la loro rappresentazione visiva.

Questo problema non si pone oggi, ma il fumetto porta con sé alcuni vantaggi: immediatezza comunicativa, efficacia, sollecitazione emotiva ma soprattutto libertà creativa. Essendo esso una forma di narrativa per immagini, non è soggetto alle leggi che necessariamente regolano la saggistica: il fumetto lascia spazio alla creatività dell'autore che si sente libero di inserire chiavi interpretative e situazioni di cui non potrebbe scrivere in un saggio, che richiede ben altra consistenza documentale.

Questo è un vantaggio non da poco: la narrativa accetta e incamera tasselli di un mosaico appositamente realizzati che non potrebbero trovar fondata collocazione in un lavoro di saggistica.

Efficacia, immediatezza, coerenza di fondo e libertà creativa sono dunque le caratteristiche di questa collana che liberamente ricostruirà una storia basata sull'Antico Testamento.

Una storia la cui verità è ancora sfuggente; il lettore potrà quindi percorrere le vie della sua fantasia, o della sua personale ricerca, per contribuire liberamente a definirne i contorni, sapendo che i contenuti non compariranno nella successione lineare tipica dei testi che intendono insegnare, ma in una congerie di episodi che presenteranno di volta in volta ambienti, eventi e storie, con l'obiettivo di fornire dati e spunti di curiosità e riflessione anche riprendendo, arricchendo e approfondendo i temi, in volumi e tempi successivi.

Inoltre mi sarà consentita un'annotazione finale apparentemente polemica, ma in realtà molto realistica.

Nel fumetto la finzione è dichiarata, nei trattati di teologia la finzione è presentata sub specie veritatis, ma ogni uomo sa che di Dio nessuno sa nulla e tutti coloro che ne parlano a vario titolo non fanno altro che formulare ipotesi: proprio come in questo fumetto.

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