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Estratto dal libro “L’arte di comunicare”

di Thich Nhat Hanh 1 anno fa


Estratto dal libro “L’arte di comunicare”

Leggi un’anteprima del libro “L’arte di comunicare”

Indice dei contenuti:

Le chiavi per comunicare con gli altri

Quando ti connetti con te stesso, cominci a en­trare in contatto più profondo con gli altri. Senza il primo passo, il secondo non è possibile. Non dimenticare di dedicare ogni giorno un po’ di tempo a comunicare in solitudine con te stesso.

Tutti noi continuiamo ad avere percezioni er­ronee e sofferenza. Quando comunichiamo con gli altri, dovremmo essere consapevoli anche della sof­ferenza che ancora dobbiamo guarire e delle nostre percezioni. Se riusciamo a essere consapevoli della nostra inspirazione e della nostra espirazione, ricor­deremo che il solo obiettivo della comunicazione compassionevole è aiutare gli altri a soffrire meno. Se ce ne ricorderemo, saremo già riusciti nel nostro intento: staremo già contribuendo a creare più gioia e meno sofferenza.

Accogliere con un saluto

È utile ricordare all’inizio di ogni comunicazione con un’altra persona che in ognuno di noi c’è un Buddha.

Il Buddha” è solo un nome che indica la persona più comprensiva e compassionevole che possa esistere. Potrai chiamarlo con un altro nome, se vuoi, come ad esempio “saggezza” o “Dio”. Possiamo respirare, sor­ridere e camminare in modo tale che questa persona dentro di noi abbia occasione di manifestarsi.

Dove vivo, a Plum Village, ogni volta che si in­contra qualcuno mentre ci si reca da qualche parte, si uniscono le palme e ci si inchina con rispetto a questa persona, perché si sa che in lei c’è un Buddha. Anche se questa persona non assomiglia al Buddha e non si comporta come lui, ha in sé la capacità di amare e di provare compassione. Se sai inchinarti con rispetto e spontaneità, puoi aiutare il Buddha che è in lui o in lei a manifestarsi. Unire le palme e inchinarsi non è un semplice rituale: è una pratica di risveglio.

Mentre sollevi le mani e fai combaciare le palme, inspira ed espira in modo consapevole. Le tue mani formano un fiore, un bocciolo di loto. Se compi questo gesto con intenzione sincera, è probabile che riuscirai a vedere le potenzialità dell’altra persona. Mentre respiri, potrai dire nella mente:

Un loto per te.

Un futuro Buddha.

Quando unisci le palme, in te dovrebbe esserci concentrazione, perciò non stai soltanto eseguendo un gesto meccanico. Il fiore di loto delle tue mani è un’offerta alla persona che hai davanti: quando ti inchini, riconosci la sua bellezza.

Quando sorridi o pronunci un saluto o stringi la mano a qualcuno, nella mente potrai continuare a offrire a tutti un fiore di loto, un segno che vi ricorda che la natura del Buddha è in ciascuno di voi.

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Thich Nhat Hanh, maestro zen vietnamita, poeta e pacifista, è stato proposto nel 1967, da Martin Luther King, per il Premio Nobel per la pace, ed è stato a capo della delegazione buddhista vietnamita durante gli accordi di pace di Parigi. Viaggia regolarmente in America e in Europa per...
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