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Acqua: quale bere per la tua salute

di Romina Rossi 3 mesi fa


Acqua: quale bere per la tua salute

Conoscere le proprietà dell’acqua ci permette di sapere quale bere quando non siamo in forma

Parafrasando Shakespeare, si potrebbe dire che siamo fatti della stessa sostanza dell’acqua. Siamo fatti di acqua, in effetti. Il corpo di una persona adulta è composto per il 65% di acqua, circa 45 l.

Di questi, il 70% è acqua intracellulare – contenuta nelle nostre cellule – il restante 30% è invece acqua extracellulare. Se il contenuto di acqua nella cellula scende sotto il 50% i processi vitali si paralizzano, spesso anche in modo irreversibile. Oltre alle cellule anche gli organi sono tutti in contatto con l’acqua e ognuno di essi, per una funzione o per l’altra, dipende dall’acqua per il corretto funzionamento.

Tutto l’organismo è, in sostanza, acqua-dipendente. Se beviamo poco, come spesso succede in terza età, la pressione arteriosa si alza, i vasi sanguigni diventano meno elastici per un maggiore deposito di zuccheri e colesterolo. Il corpo, quindi, non riesce più a espellere le sostanze tossiche.

Il ruolo dell’acqua nel nostro organismo

Per il nostro organismo l’acqua è un messaggero della massima importanza. Da essa ne ricava tutte le informazioni con le quali è mantenuto in vita il corpo, così come dati relativi alle patologie o ai fattori nocivi che disturbano le normali funzioni provocando le malattie.

Allo stesso tempo, le funzioni che l’acqua svolge all’interno del nostro fisico sono:

  • regolazione dell’equilibrio idrico,
  • regolazione della pressione osmotica,
  • regolazione del bilancio energetico,
  • eliminazione di scorie,
  • trasporto dei nutrienti.

Per sopperire a tutte queste funzioni biologiche ed organiche, l’uomo beve in media circa 25.000 l di acqua nel corso della propria vita.

Dall’acqua dipende la nostra salute

Alla luce di tutte queste informazioni, è chiaro che l’acqua che beviamo non è una cosa da poco. Tralasciando l’annosa e mai risolta questione se sia meglio bere acqua del rubinetto o acqua in bottiglia, nella scelta dell’acqua che beviamo quotidianamente, dovremmo tenere in considerazione alcuni parametri, che possono fare la differenza per la nostra salute.

Si tratta di:

  1. valore pH: indica la concentrazione di ioni di idrogeno e la quantità di protoni. La scelta del pH è di fondamentale importanza perché, invecchiando, l’organismo tende a ossidarsi e quindi a diventare più alcalino. Per contrastare questo fenomeno sarebbe meglio introdurre un’acqua leggermente acida, dato che un pH alcalino non farebbe che aumentare il processo di ossidazione e quindi di invecchiamento cellulare. Il valore del pH più appropriato varia fra i 6,4 e 6,8. Se l’acqua ha un pH inferiore a 6 rischia di causare disturbi gastrointestinali, mentre superiore a 6,8 contribuisce all’invecchiamento precoce. 
    Sebbene il sangue abbia un pH che oscilla fra i 7.35 e i 7.45, il pH dell'ambiente interno della cellula umana (citoplasma) oscilla fra i 6.4 e 6.8. Nel caso quindi di un'acqua con pH inferiore a 6.4 o superiore a 6.8 deve procedere a riequilibrare l'acidità dell'acqua cellulare (effetto tampone), che nel momento in cui il liquido passa le pareti della cellula, comporta un inutile spreco di energia.
    Inoltre, secondo Luis Claude Vincent il valore pH ideale di un'acqua da bere deve muoversi nell'intervallo 6.0-6.8, cioè leggermente acido. Questi valori sono gli stessi indicati dalla Società internazionale di Bioelettronica e sono determinanti per la scelta dell'acqua da usare in diverse terapie e quella da utilizzare comunque tutti i giorni per raggiungere o mantenere un ottimo stato di salute.
    Considerando questi due aspetti risulta evidente che il pH ideale dell'acqua per l'uomo europeo è di 6.4-6.8.
  2. ubicazione della sorgente: un’acqua proveniente da una sorgente di alta quota ha più probabilità di essere pura e incontaminata rispetto a una sorgente a bassa quota;
  3. presenza dei nitrati: è bene che siano assenti o in numero molto basso (sotto 5 mg/l). Una volta ingeriti, i nitrati formano le nitrosamine, che sono considerate potenzialmente cancerogene; 
  4. scelta del materiale delle bottiglie: in genere il vetro è l’unico contenitore che consente una conservazione igienicamente impeccabile. La plastica, oltre a essere un materiale più impegnativo per il benessere del nostro pianeta, non garantisce la stessa igiene. Prova ne è anche il fatto che l’acqua in bottiglie in plastica si conserva per 6-9 mesi, mentre in vetro fino a 2 anni. In plastica o in vetro, l’acqua conservata in bottiglie non dovrebbe mai essere esposta alla luce diretta del sole e a temperature elevate. Il contatto prolungato alla luce fa aumentare il pH dell’acqua, che si ossida e perde una delle sue qualità fondamentali;
  5. residuo fisso: questo dato, espresso in milligrammi, indica la quantità di Sali minerali inorganici contenuta in 1 l di acqua. Indica cioè il residuo secco che rimane dopo l’evaporazione di 1 l d’acqua a 180 °C. Si tratta di un valore compreso fra 500 e 1500 mg/l. In base al tipo di residuo fisso l’acqua si divide in oligominerale, medio minerale e magnesiaca. E non si tratta di una distinzione solo etimologica, ma anche di una scelta che può aiutarci a mantenere il nostro stato di salute.

Vediamo di capire più nel dettaglio le differenze fra i tre tipi di acqua e quando usarle:

  • oligominerale: è l’acqua più “leggera”, con un residuo fisso fra 50 e 500. mg/l. Contiene in genere pochi Sali minerali per la conformazione delle rocce da cui sgorga. Questo tipo di acqua viene assorbita molto velocemente nell’intestino e altrettanto velocemente viene eliminata. Facilita la diuresi e la depurazione del corpo, per cui può essere indicata se abbiamo bisogno di pulire i reni, come nel caso di renella, calcoli renali o cistite;
  • medio minerale: con residuo fisso compreso tra i 501 e i 1500 mg/l. Essendo a più lento assorbimento, la medio minerale è indicata se dobbiamo fare una pulizia interna, eliminare tossine o altre sostanze dannose. Può andare bene per chi ha l’intestino regolare;
  • minerale: il residuo fisso è oltre i 1500 mg/l. In caso di stitichezza è questa l’acqua più indicata. Essendo più ricca di minerali, permane più a lungo nel tratto digerente, aiuta a formare una massa fecale più morbida e a spostarla fino all’espulsione;
  • magnesiaca: ha un residuo fisso di 4-5 g/l. È molto ricca di minerali. È particolarmente indicata in caso di stipsi, anche grave. Non abusatene perché può creare diarrea, dolori di pancia e altri disturbi.

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Ultimo commento su Acqua: quale bere per la tua salute

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Alessandro

Assurdo! Tutto al contrario!!!

Ma vi rendete conto di quello che avete pubblicato (e mi riferisco a macrolibrarsi)? Il sangue umano ha un Ph di 7.35/7.45, cioè alcalino e deve rimanere in questo ambito. L'ossidazione cellulare acidifica e non alcalinizza. Più si avanza con l'età e più l'organismo tende all'acidosi, per questo motivo l'acqua che beviamo dovrebbe essere ALCALINA e non ACIDA! Voglio credere che ci sia stato un'errore di stampa, tanto più che alla fine dell'articolo pubblicizzate dei libri che promuovono l'acqua alcalina e l'acqua con limone (altamente alcalini).

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