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Due Rive, un Solo Fiume — Libro

Scienza e spiritualità come linguaggi universali

Anna Benedetta Galazzo




Prezzo: € 18,00


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Descrizione

Due rive un solo fiume è un percorso per capire l'evoluzione delle scienze e della spiritualità e del loro incontro alla luce delle nuove tecnologie.

Questo è un piccolo viaggio che tocca due rive, quella della scienza e quella dello Spirito, due rive unite da molti più ponti di quelli che il nostro sguardo prospettico ci consenta di vedere.

Lo faremo insieme, possibilmente per mano e con la mente aperta alle sorprese. Non è certo il primo scritto sull’argomento, né sarà l’ultimo. Esiste una amplissima letteratura sul tema per tutti i livelli di approfondimento. Il nostro sforzo è quello di fornire uno spiraglio di luce su quello che un nuovo modo di intendere la scienza può offrire ad ogni viaggiatore curioso il cui intuito suggerisce che deve esistere qualcosa di più oltre alla dura materia nel mondo e nell’universo, qualcosa di invisibile ma che potrebbe avere più importanza di quello che si vede. Se questa ipotesi non è riconosciuta, per quanto sfumata e ancora vaga nei suoi contorni, non si perda tempo a leggere queste pagine, non ne trarrete alcuna utilità e servizio.

Sfioreremo solo alcuni argomenti che a nostro giudizio possono donare spunti di riflessione sul presente e sul futuro del nostro pianeta e dei suoi meravigliosi abitanti. Se questi argomenti risuonano nei lettori saranno loro a dover approfondire e creare le connessioni con tutte le specificità che popolano così riccamente il mondo della scienza e con tutti gli strumenti creativi che il regno umano ha a sua disposizione.

Perché a fianco di chi si occupa del dettaglio, oggi più che mai, c’è un estremo bisogno di chi questi dettagli li collega e cerca di trovare un senso più ampio da portare nella vita di tutti i giorni. Per questo ci piace definirci costruttori di ponti, sapendo di impiegare i soli materiali della coscienza, come un semplice artigiano spinto dalla necessità di attraversare il fiume e di lasciare quel collegamento come possibilità anche per altri di accedere alla riva opposta. Stiamo scoprendo che i rapporti tra gli esseri e le entità di qualsiasi grado evolutivo che abitano l’universo sono più fondamentali e determinanti delle cose stesse.

Cosa vuol dire? Beh, significa che tutti gli esseri e le cose stesse si definiscono con una propria identità e con determinate qualità specifiche solo grazie al fatto che interagiscono tra loro, ovvero che si rapportano l’una con l’altra in un rapporto di mutua dipendenza.

Un po' come funziona l’ecologia tanto per fare un esempio, o come siamo diventati quelli che siamo, con tutte le nostre qualità e i nostri limiti, grazie al fatto che abbiamo avuto certi rapporti con genitori, famigliari, amici, colleghi, conoscenti, e tutte le persone ed esperienze che abbiamo incontrato sul nostro cammino e con cui abbiamo scambiato gesti, emozioni, sentimenti, ricordi, progetti e pensieri. Non siamo quelli che siamo solo perché abbiamo un certo patrimonio genetico ma siamo quelli che siamo perché l’ambiente ci ha reso tali attraverso tutte le infinite interazioni che ci offre quotidianamente e a cui la nostra biologia e la nostra chimica rispondono puntualmente.

Dalla nascita della scienza occidentale abbiamo studiato, analizzato, classificato ogni singola unità presente negli ambienti di natura a noi accessibili, e lo abbiamo fatto basandoci su un’illusione che ci ha accompagnato per quasi cinque secoli: la convinzione di poter descrivere l’oggetto delle nostre ricerche come qualche cosa di realmente esistente all’esterno di noi osservatori, come qualcosa di distaccato da noi, che in nessun modo può essere vincolato o condizionato da noi nel momento in cui decidiamo di osservarlo e allo stesso tempo lasciarci totalmente incondizionati da ogni sua possibile influenza.

Abbiamo per secoli studiato e considerato gli enti della natura come separati gli uni dagli altri e in quanto separati li abbiamo considerati come mondi isolati immersi in uno spazio vuoto, privo di informazioni, di energia, di materia, di luce e di forza. Mondi da poter analizzare sotto i riflettori di qualche asettico laboratorio, di qualche radio-microscopio o di qualche telescopio spaziale che viaggia telecomandato nello spazio profondo. In questo però abbiamo perso il senso della Vita, perché qualsiasi cosa che venga separata dalla sua rete di connessioni vitali e invisibili perde in ultima analisi la sua propria vitalità che ne fa qualcuno o qualcosa di vivo.

Scopriamo che il modello del nostro universo meccanico non è più adatto a spiegare la vita, che la vita per essere compresa necessita di un nuovo modello, quello di Organismo.

Un immenso organismo vivente, cosciente ed intelligente che contiene infiniti organismi al suo interno che incessantemente si influenzano reciprocamente creando continue trasformazioni di ordine sempre maggiore, con l’unica finalità di trasformare il Caos in Cosmos.

Abbiamo scoperto con grande sconcerto, grazie allo studio della fisica delle piccole particelle subatomiche prima, ed ora anche della biologia, che tutta questa descrizione oggettiva della natura non è possibile. Abbiamo scoperto che non solo ogni nostra azione ma ogni nostra più remota ed intima intenzione influenza l’ambiente dove ci esprimiamo e facciamo l’esperienza della nostra esistenza e che quello stesso ambiente che abbiamo modificato con i nostri gesti, emozioni e pensieri diventa formativo per tutte le creature che lo abitano, noi compresi.
Vediamo così che le cose si influenzano reciprocamente e continuamente in un flusso costante di trasformazione mirata ad un fine che il più delle volte ci sfugge perché lo osserviamo troppo da vicino, essendone compresi e vedendolo da una prospettiva distorta e miope.

Di questo ci stiamo rendendo conto, quantomeno, di essere osservatori inadeguati a descrivere fedelmente il mondo in cui ci troviamo coi suoi abitanti. Abbiamo capito che l’unica fedeltà a cui possiamo aspirare è quella della nostra coscienza che fa un’esperienza particolare all’interno dell’infinito oceano della coscienza che pervade il cosmo. E stiamo comprendendo che questa coscienza si può sviluppare e trasformare soltanto attraverso l’esperienza dei rapporti con le altre coscienze a tutte le scale. Stiamo comprendendo che alla base dell’universo non c’è la materia ma la coscienza, che in linguaggio moderno potremmo definire come informazione ovvero qualcosa che ha il potere di “formare” persino la materia e persino quella materia cerebrale che ci permette di ragionare sulla scienza, sul senso della vita e di elaborare le più mirabili teorie scientifiche.

Questa coscienza dunque, che si esprime a tutte le scale evolutive possibili, da una particella subatomica ad un supercluster di galassie, dev’essere qualcosa di incredibilmente creativo e che racchiude in se potenzialità infinite. Noi esseri umani siamo come rice-trasmittenti che occupano una posizione precisa nell’evoluzione del cosmo e che sono in grado di ricevere alcune delle infinite trasmissioni di onde che viaggiano nello spazio, trasformare queste informazioni scaricate dallo spazio in esperienze concrete che ci offrono l’occasione di sperimentare quei rapporti che aiutano la nostra piccola ma creativa coscienza umana ad espandersi per contemplare orizzonti sempre più vasti, ricevere trasmissioni a frequenze sempre maggiori ed emettere a suo volta nell’etere onde sempre più qualificate. Così tutto evolve nell’universo della coscienza.

Proprio perché secondo questa visione il fondamento dell’essere è la Coscienza, la nuova protagonista di questa avventura straordinaria, attingeremo alla sapienza eterna, procedendo con una certa dose di apparente discontinuità, lasciando la via maestra della scienza tout court per offrire la visione della Scienza dello Spirito che può ispirare nuovi orizzonti di ricerca e nuove connessioni neuronali a breve, media e lunga gittata.

Se cercate un libro prettamente scientifico questo scritto non fa per voi, l’autore non ne possiede la qualifica. Se invece siete disponibili a lasciarvi condurre in un viaggio su terreni un po' accidentati che di tanto in tanto possono offrire scorci suggestivi e vi stimolano a costruire ponti tra rive in apparenza lontane e a tracciare voi stessi la vostra rotta con il gusto della scoperta, allora questo libro può rappresentare per voi un punto di partenza e una piccola bussola per orientarvi nel vostro percorso.

Un’affermazione della saggezza antica dice “Come in alto, così in basso” ad indicarci che il macrocosmo ed il microcosmo rispondono alle medesime leggi, che esistono degli schemi che si riverberano a tutte le scale dimensionali.

E’ per questo che la Natura è stata sempre la nostra migliore insegnante ed è per questo che osservando il cielo e l’universo racchiuso in una minuscola vita atomica noi possiamo comprendere molto su noi stessi, sulla nostra funzione all’interno dell’organismo maggiore cui apparteniamo, il pianeta, e su quanto sia importante il nostro “dialogo tra la natura e gli Dei” come diceva Goethe, la nostra coscienza come ponte tra la materia e lo Spirito.

Gli antichi greci ci esortavano a conoscere noi stessi per conoscere l’Universo e gli dei perché vale anche il movimento opposto a quello intrapreso dalla scienza occidentale moderna, che partendo dall’osservazione della natura sta adesso arrivando a comprendere la propria coscienza come entità inalienabile nel processo conoscitivo. Gli antichi Greci, ma ancor prima di loro la civiltà egizia e cinese, e prima ancora la antica cultura vedica indiana avevano conoscenze scientifiche molto accurate e sofisticate grazie proprio alla loro capacità di intu-ire ovvero andare dentro

se stessi con la mente intuitiva e astratta per cogliere quelle verità che rivelano la inseparabilità di Spirito e Materia.
Partendo dalla conoscenza di sé stessi arrivavano a comprendere l’universo in tutte le sue dimensioni espressive, dalla concezione degli atomi al movimento degli astri, conoscenza di sé stessi che si traduce oggi con un solo termine: coscienza. Possiamo quindi dire che gli antichi esploravano la realtà attraverso la coscienza, e grazie ad essa conoscevano il mondo.

Per queste filosofie perenni Spirito e materia erano l’espressione di un’unica realtà che si distribuiva in una immensa gamma di frequenze sull’infinita tastiera della manifestazione universale. Tutto era vivo ed animato e il concetto di realtà era molto più ricco e ampio di quello a cui la scienza fondata sul primato della materia ha fatto riferimento negli ultimi tre secoli.

Certamente questo paradigma sviluppatosi in occidente, che da Newton in poi considera l’universo come un gigantesco meccanismo, ha portato un incredibile sviluppo tecnologico, una estrema specializzazione disciplinare e un generale miglioramento delle condizioni materiali di vita dell’umanità nel suo insieme. In questo senso possiamo dire che lo sviluppo è avvenuto a velocità inimmaginabili solo cento o duecento anni fa.
Ma a questo progresso possiamo dire che sia corrisposto un altrettanto esponenziale sviluppo della coscienza? Possiamo affermare che scienza e coscienza abbiano proceduto l’una al fianco dell’altra in un rapporto di mutuo sostegno?

Chiunque osservi il mondo oggi può facilmente trarre le proprie conclusioni. Con questo non vogliamo screditare le molte realizzazioni della scienza negli ambiti sociali, psicologici e fisici che ci hanno permesso di interrogarci oggi sulla coscienza, sulla filosofia e sul destino dell’essere umano, ma il tempo è ora giunto in cui è possibile riunire scienza e coscienza, spirito e materia, cielo e terra, e lo possiamo fare attraverso un radicale cambiamento di paradigma interpretativo della realtà, un cambiamento che è già in atto e che non può più essere differito ulteriormente.

Le due rive sono bagnate da un unico fiume, la Vita, a noi il compito di attraversarla, come su una corda tesa sull’abisso, in bellezza e oscillando.

DUE RIVE, UN SOLO FIUME

Scienza e spiritualità come linguaggi universali

Indice

Introduzione

  • 1. L’inizio, la visione “scientifica” delle filosofie perenni: l’unione di Spirito e materia
  • 2. Il blocco evolutivo medievale e la rinascita dell’uomo e del suo pensiero
  • 3. Il pensiero scientifico, il meccanicismo e il primato della materia
  • 4. La scienza dello Spirito
  • 5. La scienza incontra lo Spirito
  • 6. Differenza tra religione e spiritualità
  • 7. Nuove tecnologie e nuove scoperte: cambiare gli occhiali
  • 8. Risonanze quantico-spirituali generali nel nuovo paradigma
    a. da macchina a organismo - Tutto è energia, tutto è Vita
    b. da separato a interconnesso - Tutto è Uno, la separazione è un’illusione
    c. da incosciente a cosciente - L’universo è un campo di Coscienza e Pensiero
    d. da non responsabile a responsabile - Sono responsabile dei miei pensieri, emozioni, parole
  • 9. Risonanze quantico-spirituali nell’universo infinitamente piccolo
  • 9.1. Onde/particelle: la dualità della materia
  • 9.2. Il Rapporto Osservatore-Osservato
    L’esperimento della doppia fenditura e la coscienza:
    L’Energia segue il Pensiero
  • 9.3. L’entanglement: Tutto è interconnesso
  • 10. Tutto è Uno: l’architettura invisibile dell’unità
  • 11. Altre risonanze scientifico-spirituali:
    a. la legge dei cicli e la vibrazione dell’energia
    b. la legge di analogia e corrispondenza e la realtà olografica
  • 12. L’evoluzione e la coscienza
    - La legge di evoluzione: paradigmi a confronto
  • 13. Lo Spazio, il vuoto e l’etere
  • 14. Ciò che osserviamo lo portiamo alla Vita
  • 15. Il corpo eterico e i campi morfogenetica
  • 16. Vuoto interiore, silenzio e zone neutre
  • 17. Visibile ed Invisibile: cosa e come vediamo.
    I sensi percettivi e la Super-Visione
  • 18. Un solo fiume: la ricostruzione del ponte

Bibliografia

EditoreCampo Base
Data pubblicazioneSettembre 2018
FormatoLibro - Pag 231 - 14,5x21 cm
EAN9791220038171
Lo trovi inLibri: #Percorsi di consapevolezza
MCR-NR 162554


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