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Doveva Morire — Libro

Chi ha ucciso Aldo Moro - Il giudice dell'inchiesta racconta - Nuova Edizione

Ferdinando Imposimato, Sandro Provvisionato


Nuova edizione
(3 recensioni 3 recensioni)


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Descrizione

Il caso più grave nella storia della Repubblica Italiana.

Molti lo volevano chiudere. Questo libro lo ha riaperto con nuove testimonianze e documenti rivelatori pubblicati in appendice. Il giudice Ferdinando Impostato, uno dei magistrati che più si è occupato dell'inchiesta sul rapimento e l'omicidio Moro, e il giornalista Sandro Provvisionato bucano silenzi di anni e mostrano ciò che non era mai stato visto né raccontato.

Un libro di riferimento per capire cosa e davvero successo in quei drammatici giorni di primavera del 1978.


Il giudice dell'inchiesta racconta chi ha ucciso Aldo Moro.

A quasi quarant’anni dal delitto Moro, questo libro rimane il punto di riferimento fondamentale per chi voglia farsi un’idea di quanto successo tra il marzo e il maggio del 1978, quando Aldo Moro fu rapito dalle Br e poi ucciso.

No, nessuna dietrologia. Sembra che oggi in Italia non si possa parlare di Moro se non per dire che non c'è niente da dire. Invece proviamo a mettere insieme tutto quello che sappiamo e soprattutto quello che ancora non abbiamo avuto modo di conoscere. Fatti, documenti, testimonianze sono lì, davanti a noi. Non dietro.

Un magistrato e un giornalista tornano dopo 40 anni sul caso Moro, scoprendo inediti scenari e raccontando la storia dei 55 giorni che vanno dalla strage di via Fani alla morte del presidente democristiano.

Non è vero che non si poteva fare niente: sono state ignorate segnalazioni e bloccati ordini di perquisizione che sarebbero stati decisivi, ci sono adesso le prove che i covi di via Gradoli e via Montalcini volutamente non sono stati scoperti, alla magistratura è stato permesso di operare solo a omicidio avvenuto e chi tra la polizia sarebbe potuto intervenire è stato messo da parte.

In sette occasioni Moro poteva essere salvato, ma nelle stanze del potere qualcuno tramò invece perché venisse ucciso. Ordini di cattura bloccati, i collegamenti provati con la RAF, il ruolo di Cossiga, i verbali del Comitato di crisi nascosti per lungo tempo.

Quarant'anni dopo, uno dei magistrati più impegnati a dipanare gli infiniti misteri del caso, ripercorre i meandri dell'inchiesta che lui stesso cominciò nove giorni dopo la morte dello statista e, ricollocando la sua esperienza in un contesto più ampio di avvenimenti, offre testimonianze e rivelazioni decisive.

Se ad assassinare il presidente furono le BR, i mandanti vanno cercati altrove. Bugie, omissioni, depistaggi, come la scoperta da parte dell'Ucigos della prigione di Moro tenuta nascosta alla magistratura. Anche le implicazioni internazionali contano eccome in questa storia: Kgb, Raf, Stasi e Cia hanno avuto un ruolo, senza togliere naturalmente alcuna responsabilità alle BR.

Moro doveva essere eliminato. Quella di Aldo Moro fu una morte voluta da troppe persone e troppe fazioni, in lotta tra loro.

La sicurezza e la ragion di Stato non giustificano l’immobilismo. E il dolo.

Viene fuori ancora una volta la malattia cronica della nostra democrazia, così fragile da non poter mai essere trasparente. Basti pensare a tutti gli uomini dei servizi segreti e dei corpi dello Stato iscritti alla P2, che in quei mesi stavano nella sala di comando. Coincidenze? Chi vigilava sulla nostra sicurezza attentava anche alla nostra libertà, eliminando un personaggio che sapeva troppe verità, le più imbarazzanti. Questo è il cuore del caso Moro.

Imposimato racconta chi c'era, chi sapeva. 

EditoreChiarelettere
Nuova Edizione2014 - 2018
Data 1a pubblicazioneFebbraio 2008
FormatoLibro - Pag 350 - 13,5x20,5 cm
ISBN8832960354
EAN9788832960358
Lo trovi inLibri: #Storia contemporanea
MCR-NR 170572

Fernando Imposimato, giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo (caso Moro, attentato al Papa, omicidio del Presidente del Csm Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione), si è occupato di processi contro Mafia e Camorra e di sequestri di persona. Eletto... Leggi di più...

Sandro Provvisionato

Sandro Provvisionato è nato a Milano il 15 gennaio 1951, iscritto all'Ordine dei giornalisti del Lazio dal 1972 come pubblicista e dal 1979 come professionista.Ha cominciato la sua attività giovanissimo, collaborando all'ufficio stampa della Fidal (Federazione italiana di atletica... Leggi di più...

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Marco Acquisto verificato

Straordinario

Bello, scritto bene, intelligente. 30 anni dopo è il magistrato che più di ogni altro ha condotto l'inchiesta sul caso Moro, assieme ad un giornalista molto noto, a tornare sulla vicenda. L'ottica è totalmente diversa: non tanto i misteri, quanto il dietro le quinte del potere che davvero ha ucciso Moro. Cossiga e la sua polizia segreta (l'Ucigos), il covo che non si doveva trovare, la prigione che doveva restare segreta, i depistaggi del Lago della Duchessa, la sceneggiata del Comitato di crisi. Moro ucciso perché sapeva troppo. E altro ancora.

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Marco

Acquisto verificato

Straordinario

Bello, scritto bene, intelligente. 30 anni dopo è il magistrato che più di ogni altro ha condotto l'inchiesta sul caso Moro, assieme ad un giornalista molto noto, a tornare sulla vicenda. L'ottica è totalmente diversa: non tanto i misteri, quanto il dietro le quinte del potere che davvero ha ucciso Moro. Cossiga e la sua polizia segreta (l'Ucigos), il covo che non si doveva trovare, la prigione che doveva restare segreta, i depistaggi del Lago della Duchessa, la sceneggiata del Comitato di crisi. Moro ucciso perché sapeva troppo. E altro ancora.

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luca pagni

Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato provano...

Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato provano anche che . Dal 19 aprile 1978 non venne pedinato Teodoro Spadaccini che gestiva la Renault 4 usata per l'assassinio ed il trasporto di Moro. Furono bloccati gli ordini di cattura emessi il 24 aprile 1978 contro pezzi da novanta del terrorismo, di cui molti presenti in via Fani per la strage. Molti documenti scomparvero o vennero manomessi come i documenti e le registrazioni video del processo delle BR a Moro. Andreotti, Zaccagnini e Cossiga sostengono che Moro non abbia mai manifestato timori di sorta, ma tra le carte ritrovate c’è anche un appunto del Sismi diretto al Ministero dell’Interno in cui si accenna alle dichiarazioni del caposcorta di Moro su qualcuno che controllava anche in vacanza i movimenti del Presidente DC. Carmine Pecorelli, vicino ai servizi segreti, alludette sul primo numero di Osservatorio Politico (OP) al possibile sequestro di Moro, prima del marzo 1978 e pure la Polizia sapeva che le BR volevano sequestrare a Roma un politico impo

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luca pagni

rispondere Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato...

rispondere Sandro Provvisionato e Ferdinando Imposimato provano che il sequestro Moro, partito come azione brigatista con l'appoggio della Raf e l'interesse di Cia, Kgb e Mafia, venne gestito dal Comitato di Crisi presso il Viminale.
Secondo Imposimato tutti prendevano ordini da Licio Gelli (Gran Maestro Venerabile della Loggia Massonica Propaganda 2) che contava almeno 52 tesserati nelle strutture di indagine, ed era amico di F. Cossiga e G. Andreotti. Tutti questi dopo il rapimento e la strage in via Fani il 16 marzo 1978, vanificarono le opportunità emerse per salvare Moro. La Polizia giunse alla porta della prigione di via Gradoli 96 per perquisizioni già il 18 marzo 1978 ma all’interno 11 sc. A suonarono il campanello senza irrompere come dall’ordine di perquisire TUTTI gli appartamenti. Imposimato denuncia che alla tipografia dove andava Moretti prima dell'assassinio, in via Pio Foà, l’Ucigos giunse il 28 marzo 2008 senza allertare ne la Procura di Roma ne la Digos, così come quando giunsero a via Monta

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