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In nome del padre e della madre: il legame archetipico tra famiglia e malattia

Conferenza gratuita di Antonio Bertoli

Antonio Bertoli



Venerdì 12 Settembre 2014 ore 20.45
Palazzo del Ridotto - Piazza Almerici 1, CESENA (FC)


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Che cos’è la malattia e perché si scatena? La nuova medicina di Hamer ne ha descritto il decorso e l’innesco dal punto di vista biologico, ma l’essere umano non è solo biologia: è anche e soprattutto psiche. La malattia è sicuramente la soluzione biologica di un conflitto psichico, come afferma la nuova medicina, però essa prende il sopravvento solo quando non possiamo attingere a ciò che ha fondato l’umanità, a ciò che l’ha differenziata per sempre dall’animale esclusivamente biologico che era stata fino ad allora. Sono infatti lo psichismo, la cultura e la creatività a contraddistinguere l’essere umano rispetto a tutte le altre specie.

Insieme alla biologia e a tutto il suo repertorio di soluzioni, la trasmissione ereditariaconsegna anche questa tappa fondamentale dell’evoluzione – la scoperta della psiche –perché è stata la più vincente e significativa del nostro percorso. Insieme all’archetipo biologico, dunque, la vita trasmette anche l’archetipo psichico.

Questa risorsa fondamentale viene spesso offuscata o repressa dal modello genealogico che ogni famiglia trasmette ai suoi membri nel susseguirsi delle generazioni. L’archetipo psichico diventa così un anelito a cui si tende per la propria realizzazione e autenticità, impedite dalla fedeltà inconscia al modello psico-genealogico. Ciò innesca una lotta interiore che deve necessariamente trovare una soluzione: di ciò si incarica quella parte di noi che ha più storia e repertorio di soluzioni alle spalle, la biologia, che interviene però con i suoi mezzi e secondo le sue proprie ragioni – come ha ben dimostrato la nuova medicina.

Quello che fa pendere la bilancia da una parte o dall’altra è il sistema familiare, che detta obblighi e divieti di base: l’obbligo di essere una donna o un uomo in un certo particolare modo; il divieto di essere quello che siamo. Questo codice di legge familiare nega e offusca l’autenticità, che altro non è se non la libera espressione dell’archetipo psico-antropologico, che ci costituisce tanto quanto quello biologico. La malattia è dunque il ricorso forzato alla biologia in carenza di archetipo psichico, a causa di una fedeltà inconscia al modello psico-genealogico trasmesso dalla famiglia.

La famiglia ci genera sia fisicamente che psichicamente: ci dà natura e cultura, biologia e umanità. Per questo essa è quanto mai determinante per comprendere un individuo nella sua essenza: essa fornisce sia l’impronta e l’appartenenza biologica che quella psico-antropologica, vale a dire l’identità che costituisce ogni individuo.

uesto accade da sempre. Ogni figlio/a l’ha ereditata dai suoi genitori, che a loro volta l’hanno ricevuta dai propri, quest’ultimi da altri genitori e così di seguito: linee di trasmissione ereditaria che si chiamano genealogia. Si tratta di genealogia archetipica, però, non di mera e storica ascendenza genealogica. È su questo punto che si gioca tutta la questione, su questa differenza e al tempo stesso integrazione della genealogia individuale – soggettivo-familiare – con la genealogia archetipica della specie, sia biologica che antropologica, che l’appartenenza a una precisa e specifica famiglia ci fa confondere con la nostra genealogia tout court. Come se i geni e la trasmissione ereditaria fossero solo della nostra famiglia e non della specie. Come se il modello archetipico appartenesse solo alla famiglia. Anzi, come se fosse solo la famiglia.

Così il padre archetipico diventa il padre genealogico, nei figli, e anche il padre genetico e biologico. Così l’uomo della cultura e il maschio della natura diventano il padre e il maschile genealogico e genetico, come la donna della cultura e la femmina della natura diventano la madre genealogica e genetica. E così scompare l’archetipo psico-antropologico e con esso le sue caratteristiche più salienti ed evolutive, sostituito da quello genealogico, che è invece puramente individuale e storico.

Prendere coscienza dei contratti psicologici che ci vincolano al sistema familiare e al suo modello transgenerazionale – contratti firmati col sangue –significa recuperare quell’autenticità che ha fatto dell’essere umano un portatore di cultura e di creatività. Vuol dire ritrovare la nostra autenticità e la nostra vera presenza.

RelatoriAntonio Bertoli
OrganizzatoreAssociazione La.Ri.Co.
DataVenerdì 12 Settembre 2014 ore 20.45
LuogoPalazzo del Ridotto - Piazza Almerici 1, CESENA (FC)

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Piazza Almerici, 47521 Cesena FC, Italia

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Antonio Bertoli

Antonio Bertoli, è stato poeta e scrittore, uomo di teatro e performer. Si è da sempre occupato di poesia e di arte e della loro interazione con la società, la conoscenza, la psicologia del profondo e la guarigione. Dopo Gurdjieff e la scuola di autoconoscenza di Silo, ha incrociato la... Leggi di più...

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