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Wayne W. Dyer - Introduzione - Le Vostre Zone...

Introduzione al libro "Le Vostre Zone Erronee" scritto da Wayne W. Dyer

Wayne W. Dyer - Introduzione - Le Vostre Zone Erronee

Un conferenziere aveva deciso di dimostrare una volta per tutte a un gruppo di alcoolizzati che non esiste flagello peggiore dell'al­cool. Sul palco, aveva davanti a sé due recipienti pieni di un liqui­do incolore, apparentemente identici. Disse che uno conteneva acqua schietta, l'altro alcool non diluito. Mise un vermetto in uno dei recipienti, e tutti videro che, dopo aver galleggiato un poco, esso si dirigeva verso la parete del vaso e poi si arrampicava lino all'orlo. Il conferenziere allora lo prese e lo mise nel reci­piente pieno d'alcool. Davanti agli occhi di tutti, il verme si disin­tegrò. "Ecco" disse l'oratore. "Quale morale se ne può trarre?". Dal fondo della sala si udì distintamente una voce: "Che se bevi alcool ti vanno via i vermi".

Questo libro contiene una quantità di "vermi", nel senso che leggerai e percepirai esattamente quello che vuoi sentir dire, e che si basa su molti valori e pregiudizi che sono anche i tuoi, su convinzioni e vicende personali che sono anche le tue. Scrivere un libro sul comportamento che procura sconfitte e fallimenti, e sui modi di superarlo, significa urtare delle suscettibilità. Se ti guardi a fondo con l'occhio di chi è propenso a cambiare, può anche darsi che tu ti dica che, si, ti sta a cuore cambiare; ma il tuo modo di fare spesso ti smentisce.

Cambiare, costa. Se sei come la mag­gior parte della gente, ogni fibra del tuo essere opporrà resistenze all'arduo impegno di eliminare i pensieri che corroborano quei sentimenti e stati d'animo e comportamenti che procurano la tua perdita. Malgrado i suoi "vermi", ritengo però che questo libro ti piacerà. A me piace, e l'ho scritto con piacere. i Se, da una parte, io non sono del parere che la salute mentale vada trattata con molta disinvoltura, dall'altra non ritengo nem­meno che se ne debba parlare in maniera troppo austera e gre­mendo il discorso di un gergo arcano. Ho cercato di evitare le spiegazioni complicate, in gran parte perché io stesso non credo che "essere felici" sia una faccenda complessa.

La condizione sana è secondo natura, e i mezzi per conseguirla sono alla portata di ognuno. Ritengo che gl'ingredienti che, in giusta dose, compongono l'efficienza siano il lavoro sodo, il pen­siero lucido, il buon umore e la fiducia in se stessi. Non credo alle formule astruse, e nemmeno credo che serva esplorare il tuo pas­sato per poi scoprire che con rudezza ti hanno insegnato ad an­dare al gabinetto e che qualcun altro è responsabile della tua infelicità.

Questo libro delinea un modo gradevole di raggiungere la feli­cità, il quale conta sul tuo senso di responsabilità verso te stesso e sul tuo impegno con te stesso, oltre che su una certa qual avidità di vivere e desiderio di essere tutto ciò che decidi di essere in un dato momento. È un modo piuttosto semplice, basato sul buon senso. Se sei sano, felice, potresti sorprenderti a considerare che questo libro avresti potuto scriverlo tu. E avresti ragione. Non hai bisogno di una qualificata esperienza di consultorio né di un dottorato in una delle professioni di supporto, per comprendere i principi dell'efficienza nella vita. Non li si apprende in un'aula o da un testo. Li si apprende avendo a cuore la propria felicità, il proprio benessere, e dandosi da fare. A ciò io mi applico ogni giorno, mentre contemporaneamente aiuto altre persone a com­piere di queste scelte.

Ciascun capitolo del libro è scritto come se si trattasse di una seduta di consultorio. Tale criterio mira a lumeggiare il maggior numero di circostanze, e a suggerire il maggior numero di pos­sibilità, per aiutarsi da soli. Una particolare "zona o fascia psico­logica erronea", o tipo di comportamento autodistruttivo, viene esplorata; si esaminano poi gli antecedenti storici di quel com­portamento nella nostra cultura (perciò in te). Lo scopo princi­pale è quello di aiutarti a capire perché vi ci sei intrappolato.

Ven­gono quindi descritti minutamente certi comportamenti specifi­ci. Questi, in fondo, si riducono ad atti quotidiani che possono sembrare perfettamente accettabili, ma che in realtà nuocciono alla tua felicità. Non diamo esempi tratti dalla casistica clinica delle turbe emotive gravi; parliamo, piuttosto, dei messaggi ne­vrotici che quotidianamente noi tutti inviamo. Dopo uno sguar­do ai comportamenti di questa "zona" procediamo all'esame delle ragioni per cui si persiste in un comportamento che non ren­de felici. Ciò comporta lo studio abbastanza spietato del sistema psicologico eretto dal soggetto per sostenere e mantenere il suo comportamento autodistruttivo, invece che per eliminarlo.

Que­sta parte tenta di rispondere a domande quali: "Che cosa ottengo con questo mio modo di comportarmi?", e "Perché persisto, se mi nuoce?". Pur nella diversità dei contenuti noterai certamente che, alla resa dei conti, i messaggi si assomigliano. Scoprirai che le ragioni per seguitare a tenere un comportamento nevrotico so­no abbastanza costanti, e più o meno sempre le stesse. Essenzial­mente, è più sicuro attenersi a un modo di reagire che oramai si conosce, benché sia autodistruttivo. Inoltre, se non modifichi i tuoi atteggiamenti, hai eliminato le difficoltà inerenti al fatto di dover cambiare e assumerti le tue responsabilità.

Questo torna­conto in termini di sicurezza e autoprotezione, sarà messo in evi­denza dal principio alla fine del libro. Comincerai a capire che il tuo sistema di mantenimento psicologico funziona nel senso di tenere ogni biasimo lontano da te e di tenere a bada ogni occasio­ne di cambiare. Ma il fatto che siano sempre uguali le ragioni alla base dei vari comportamenti autodistruttivi, facilita la crescita to­tale. Una volta eliminate quelle ragioni, ti sentirai automatica­mente liberato dalle tue "zone erronee".

Ogni capitolo si conclude con l'indicazione di alcune strategie atte ad eliminare il comportamento autodistruttivo. Tale struttu­ra corrisponde esattamente a quella di una seduta di consultorio: esplorazione della difficoltà e della fascia in cui essa emerge alla superficie, esame del comportamento autodistruttivo, approfon­dimento delle ragioni del comportamento, strategie concrete per eliminare la zona tormentosa.

Questo criterio, potresti trovarlo noioso, qualche volta, dire che si ripete. Buon segno: segno che i tuoi pensieri hanno un effetto. Da molti anni sono terapista. So che i pensieri efficaci, quelli che alterano il comportamento autodistruttivo, non ven­gono così, solo perché una cosa è stata detta. Una osservazione profonda va ripetuta, e ripetuta, e ripetuta ancora. Solo quando sarà stata pienamente accettata e compresa, si comincerà a cam­biare comportamento. Per questo su certi temi ho dovuto batte­re, riprendendoli più volte nelle pagine del libro - proprio co­me su di essi si ritorna ripetutamente in successive sedute di con­sultorio.

Due temi fondamentali si snodano lungo il libro. Il primo at­tiene alla tua capacità di compiere delle scelte intorno alle tue emozioni. Comincia a esaminare la tua vita alla luce delle scelte che hai fatto, o che non sei stato all'altezza di fare. Ciò ti addossa tutta la responsabilità di quello che sei e di ciò che provi. Diventa­re più felice e più efficiente significherà acquisire una maggiore consapevolezza delle scelte che puoi fare, tu sei la somma delle tue scelte, e io sono abbastanza "avanzato" da ritenere che, con una congrua dose di motivazione e di sforzo, tu possa essere tutto quello che vuoi.

Il secondo punto su cui si insisterà in queste pagine è un invito a curarsi del tempo presente. Più volte ricorrerà questa frase. Il vivere nel presente ha una parte essenziale nell'eliminazione delle reazioni sbagliate e nella costruzione della felicità. Vi è un solo momento in cui puoi avere una qualsiasi esperienza, e quel mo­mento è adesso. Vi è, invece, chi butta via il tempo a soffermarsi su esperienze passate o future. La trasformazione del presente in una realizzazione totale è la pietra di paragone dell'efficienza nel­la vita, e tutti i comportamenti autodistruttivi non sono virtual­mente altro che tentativi di vivere in un momento diverso da quello presente.

Sulla scelta e sull'attenzione al presente sarà posto l'accento in quasi ogni pagina del libro. Se leggerai attentamente, comincerai ben presto a porti domande che non ti si erano mai affacciate alla mente. "Perché poi sarei inquieto proprio adesso?", e "Come potrei impiegare meglio, ora, il mio tempo?": così si interroga la persona che sta abbandonando gli atteggiamenti autodistruttivi per andare verso la felicità e la fiducia in se stessa.

Il libro termina con un breve ritratto della persona che, sbaraz­zatasi di tutte le sue "zone erronee", vive oramai in un mondo di emozioni controllato, anziché dall'esterno, dall'interno.

Le venticinque domande elencate qui di seguito sono state for­mulate per misurare la tua capacità di scegliere la felicità e l'ap­pagamento. Leggile e, con tutta l'obiettività di cui sei capace, valuta te stesso e il modo in cui vivi nel presente. Le risposte posi­tive indicano padronanza di sé e scelte efficaci.

 

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Wayne W. Dyer

Wayne W. Dyer (Detroit, 10 maggio 1940 – Maui, 29 agosto 2015) psicologo, è noto per le sue opere divulgative. In America era molto popolare, oltre che per le sue opere scientifiche, anche per l'attività di psicoterapeuta; si è dedicato particolarmente alla divulgazione sul tema del pieno sviluppo della personalità.

Nei primi testi come "Le vostre zone erronee" Wayne Dyer ha puntato l'attenzione sul potenziale insito in ogni essere umano insegnando in modo chiaro e semplice, come diventare veramente padroni di se stessi e come sfuggire al ruolo di vittima che sempre qualcuno ci vuole imporre.

Wayne Dyer affermava che il cambiamento può iniziare fin da subito e che è possibile sprigionare tutte le energie, i talenti, i desideri che risiedono in noi e che normalmente non siamo consci di possedere. Dyer invitava a coltivare due atteggiamenti fondamentali per poter crescere ed evolvere: abbandonare le vecchie convinzioni e bandire il dubbio.