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Vegani non si nasce (ma sarebbe meglio)

Leggi un estratto dal libro di Manuel Negro "Vegani: se li Conosci (non) li Eviti"

Vegani non si nasce (ma sarebbe meglio)

«Mi affretto a ridere di tutto per la paura di doverne piangere».
Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais

Da quando sono diventato vegano sono molto più rilassato e tranquillo. Sarà l'erba.

Nonostante la mia serenità però, un dubbio mi accompagna: si può vivere serenamente da vegani in un mondo di onnivori? Usando l'ironia, forse sì. Questa illuminazione mi ha portato a raccontare la mia vita da vegano attraverso l'arte che amo di più, ovvero la comicità.

Sono vegano... e mangio!

La parola «vegano» può suonare strana, infatti finora mi hanno chiamato: vecano, megano, veganiano, veggiano, degano, addirittura un mio amico tamarro mi ha detto: «Pure tu sei come me: vergano». Però non bisogna porre limiti alla fantasia degli altri.

Il termine esatto per definirmi è «vegano», ma vista la confusione vorrei chiarire meglio cosa significa.

Allora, il vegano è una persona che ha fatto una scelta etica per salvaguardare gli animali da ogni tipo di sfruttamento. L'etica vegana rifiuta l'uso di animali per l'abbigliamento, lo spettacolo, l'alimentazione e qualsiasi altro tipo di attività umana. Soprattutto quando mangiamo, almeno tre volte al giorno, non consumiamo più né carne né pesce né derivati animali come latte, latticini, uova e miele.

Ecco, quando lo dico, immediatamente il mio interlocutore assume un'aria spaesata che poi si trasforma in un grande punto interrogativo sul suo volto: «Sì, ma allora cosa «cosa mangi?». «Ma io mangio tantissime cose. Pensa che ieri ho fatto un aperitivo straordinario: ho mangiato un sacco, anche se ho speso troppo. La prossima volta cambio fioraio».

In realtà, la mia alimentazione è ricca di tanti alimenti e molti li mangiano anche gli onnivori. Ma non ditelo troppo in giro per evitare scene di panico, grattate scaramantiche, telefonate all'esorcista più vicino.

Gli spaghetti al pomodoro, per esempio, sono un tipico piatto della cucina italiana: perfetti per un vegano. E anch'io, come il mitico Alberto Sordi in Un americano a Roma quando vedo un bel piatto di spaghetti, non resisto: «Maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo adesso. Maccarone, io me te magno. E sei pure vegano». Anche il risotto ai funghi non mantecato con il burro è ottimo per chi ha fatto la mia scelta.

Quindi sappiate che ci sono tantissimi piatti classici già vegani o che si possono «veganizzare» senza soffrire, semplicemente eliminando qualcosa. Tipo il cuoco.

Non tutti i cuochi, ovviamente, ma solo il cuoco integralista.

Dicesi «cuoco integralista» quello che ha imparato la ricetta in un modo e non la modifica nemmeno di fronte alla morte. E non parlo della sua. Quello che, invece di impegnarsi un minimo, mi propina sempre le solite verdure grigliate, che anche loro mi guardano tristi dal piatto, come a dire: «Povero vegano, pure qui pensano che sei malato. Ci manca solo che ti portino il semolino, due pere cotte e un catetere».

Sempre lui, il «cuoco integralista» che, quando gli chiedo se può farmi, per esempio, un bel risotto non mantecandolo con il burro, risponde: «No, perché poi gli ingredienti non legano». A quel punto non mi resta che andare in un altro ristorante, dove il titolare ha più voglia di legare con i miei soldi.

Tofu, seitan e soia

Oltre ai piatti «veganizzati» e a quello che mangiano anche gli onnivori, ci sono alimenti particolari che apprezziamo soprattutto noi vegani: il tofu, il seitan e la soia. Hanno nomi un po' strani, soprattutto per chi non li ha mai sentiti nominare.

Un giorno ho chiesto a bruciapelo a un amico: «Sai cosa sono tofu, seitan e soia?». «Sì, tre moschettieri giapponesi...».

Dopo avergli ricordato che l'autore de I tre moschettieri non era di Tokyo e non c'entra niente con la cucina, chiarisco che si tratta di ottimi cibi, di cui vado ghiotto. Il seitan si ottiene dal glutine del grano ed è pieno zeppo di proteine; la soia è un legume, indispensabile per ricavare il famoso latte di soia e diversi altri alimenti, tra cui il tofu, una sorta di formaggio ottenuto cagliando appunto il latte di soia.

Vabbè, il tofu al naturale non sa di molto, infatti mio padre assaggiandolo me lo ha confermato.

«Papà, ti piace?».
«No, sa di ruota di scorta della Panda».

Vegani: se li Conosci (non) li Eviti

Vegani: se li Conosci (non) li Eviti

Ma chi sono i vegani? Dei vegetariani «rigidi», per non dire talebani? Dei solitari incalliti o nonostante le scelte di vita draconiane hanno una vita sociale come gli altri, con famigliari, amici, partner e figli? E' vero che passano il tempo a controllare e a giudicare cosa mangiano gli altri, specialisti nel far sentire in colpa chi ancora non ha raggiunto la loro consapevolezza?

A queste e a molte altre domande risponde in modo irriverente l'autore, vegano doc, che dell'autoironia ha fatto la cifra del mestiere di autore e cabarettista: per far sorridere e ridere spiegando che «vegani» non fa solo rima con «marziani». 

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Manuel Negro

Manuel Negro, torinese dopo aver frequentato il centro di formazione teatrale «Teatro delle dieci» a Torino, è approdato al cabaret dove fonde comicità, situazioni di vita con le sue precedenti esperienze di intrattenitore e Dj.

Oltre a calcare il palcoscenico, è autore di testi per il cabaret, la televisione e la radio e per molti comici nazionali (Striscia la notizia, Sogno Comico, RidiRadio, RidiTV, RidiRadioShow, Beppe Braida, Franco Neri, Antonello Costa, Marco&Mauro). Ed è naturalmente vegano.

 

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