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Valter Longo: la dieta della longevità

Il ricercatore è conosciuto in tutto il mondo. Dai suoi studi di genetica e sulle persone che hanno vissuto oltre i cent’anni nasce una proposta concreta: la dieta anti-aging.

Valter Longo: la dieta della longevità

In alcuni luoghi del pianeta le persone vivono più a lungo, molto più a lungo. E in buone condizioni di salute. Alcuni ricercatori hanno cercato di carpirne il segreto: tra questi Valter Longo, riconosciuto in tutto il mondo come uno degli scienziati più importanti in questo settore d’indagine.

Si può rallentare l’invecchiamento o è un destino inesorabile? Sì, si può. In primis attraverso le scelte alimentari che facciamo ogni giorno.

Le “zone blu” degli over-100

A seguito della pubblicazione del suo ultimo libro, “La dieta della longevità”, Longo è riapparso sulla scena mediatica internazionale per spiegare a tutti il suo punto di vista. È quello che cercheremo di riportare in questo dossier che abbiamo voluto dedicargli.

Longo ha seguito negli anni i centenari soprattutto di Okinawa e dell'Ecuador ma anche gli italiani tra cui Emma Morano (117 anni e finora la donna più vecchia del mondo), il calabrese Salvatore Caruso (110 anni) di Molochio in Calabria – paesino dove si conta una delle più alte concentrazioni di centenari mai registrate – e quelli sardi della provincia di Nuoro (insieme ad altri gruppi di ricerca).

Sono tutte “zone blu”, come le chiamano gli esperti, cioè piccole aree geografiche in cui si registra una longevità fuori della norma. E attenzione: queste persone superano il traguardo ancora attive – certo non scalano più le montagne, come si suol dire – ma sono autonome e conservano la loro dignità e il gusto di vivere.

Riprogrammare la genetica

Il messaggio base è il seguente.

È vero che i nostri geni possono fare una grande differenza ma i geni si possono istruire e costringere a funzionare in un certo modo rendendoci più longevi e in salute anche dopo gli ottant'anni. Come? Attraverso l'alimentazione e un'attività fisica regolare.

Prendiamo una persona i cui genitori, nonni e bisnonni abbiano vissuto a lungo: sicuramente quella persona parte avvantaggiata. Ma la cosa nuova, emersa da tante ricerche, è che i geni, il nostro DNA, non dettano un destino ineluttabile. I geni sono flessibili e, anzi, possono essere riprogrammati (la chiamano “epigenetica”): bisogna metterli sul “programma longevità”.

Si cambia “canale” facendo delle scelte, anche di tipo alimentare. E conta persino l'aspetto “spirituale” anche se, al momento, le evidenze scientifiche sono minori.

«Dopo aver ascoltato numerose storie – dice il ricercatore – raccontate da centenari credo che sia importante non tanto la spiritualità in sé ma uno scopo nella vita, la voglia di vivere».

L'approccio pescitariano

Valter Longo, che abbiamo avuto il piacere di ascoltare di recente a Milano, propone una dieta che definisce “pescitariana”. Ovvero, sostanzialmente vegana con qualche portata di pesce. Non è un fondamentalista, consente latticini come il feta e il pecorino.

Tutto questo si basa su un'analisi accurata dello stile alimentare delle popolazioni longeve che ha studiato personalmente.

Soprattutto bisogna contenere le proteine, in particolare di derivazione animale, i grassi saturi o trans e gli zuccheri.

Iperprotetti: i Laron ecuadoriani

Entrando più nel dettaglio – ma potete approfondire sul suo libro – zuccheri e proteine “accendono” i geni che accorciano la vita e aumentano il rischio di contrarre cancro e malattie cardiovascolari, ovvero quelle di cui più frequentemente si muore. I nomi tecnici sono Tor-S6K, GH-IGF-1 e PKA.

Per spiegare meglio: Valter Longo è anche noto per aver individuato la mutazione genetica di una popolazione ecuadoriana, i Laron. Gli adulti al massimo raggiungono poco più di un metro d'altezza, sono affetti da nanismo ma stanno benissimo, anche perché risultano quasi immuni dalle malattie per cui si muore ogni giorno nei nostri paesi. Non a caso, quella mutazione genetica dei Laron blocca proprio le vie metaboliche che consentono a zuccheri e proteine di fare danni.

Non rassegnarsi alla genetica

I Laron sono protetti naturalmente dalla genetica ma la domanda è: «E noi che non abbiamo quel corredo genetico dobbiamo rassegnarci?». No, secondo le indagini degli ultimi anni.

Valter Longo non si limita a spiegarle ma propone un piano d'azione, scende nell'arena delle cose pratiche, concrete. L'aveva già fatto con la Dieta Mima-Digiuno, per cui è diventato famoso in tutto il mondo.

Lavori in corso

La “Dieta Mima-Digiuno” è una terapia alimentare tuttora in fase di studio che può essere adottata da persone con malattie anche gravi: da seguire bene, però, accompagnati da una guida esperta. Oppure, qualche giorno di “Mima-Digiuno” si può inserire all'interno del percorso della dieta della longevità.

Tutto questo conta sul sostegno attivo di alcune università mediche di grande prestigio: tra cui Harvard, Mayo Clinic, la Charité di Berlino, l'Università di Leida, l'ospedale San Martino di Genova e l'University of Southern California.

E le statine? Non risolvono il problema

Un radicale cambio di prospettiva: pensiamo al problema del colesterolo alto. Spesso è colesterolo endogeno, prodotto dal nostro organismo: «Curare una persona con il colesterolo alto – spiega il professore – usando farmaci come le statine significa bloccare la produzione del colesterolo. Bisognerebbe invece scoprire perché il corpo ne sta producendo troppo. Limitarsi a bloccarne la produzione è come aggiungere più liquido di raffreddamento a un motore che si riscalda. Raffreddarlo aiuta ma non risolve il problema. Infatti alcuni studi mostrano che le statine non comportano nessuna differenza sul rischio di morte. Sono convinto che la dieta Mima-digiuno diventerà l'approccio standard anche contro il colesterolo alto».

Create Cures e L-Nutra

Un'ultima cosa, prima di passare ai fatti: Valter ha creato la Fondazione no profit Create Cures e sta dando vita a una rete di professionisti che assistano le persone malate. Ha anche fondato una società – la L-Nutra – di cui tiene a precisare di non possedere alcuna azione. Intanto, i proventi del suo libro, che già si annuncia come un bestseller, saranno tutti devoluti nella ricerca. C'è molto lavoro da fare.

Prevenire l'Alzheimer, si può fare a tavola

Le diete della longevità e Mima-Digiuno hanno un ruolo anche nella prevenzione del declino cognitivo legato all'età e della malattia di Alzheimer. Con qualche consiglio in più, anch'esso basato su evidenze scientifiche.

Secondo Longo, infatti, la dieta mediterranea, e soprattutto la dieta della longevità, con un surplus d'olio extravergine d'oliva (1 litro alla settimana) o di frutta a guscio (30 g al giorno) risulta protettiva per il cervello. Un dato emerso da un importante studio svolto a Barcellona.

È possibile che anche il caffè (3-4 tazze al giorno) contribuisca a tenere lontano l'Alzheimer e persino l'olio di cocco: questo alimento è ricco di grassi saturi ma, a differenza degli altri grassi, sono a catena media. Una faccenda biochimica. Ebbene, questi particolari grassi del cocco (40 ml al dì) pare che migliorino le funzioni cognitive nei pazienti colpiti da Alzheimer. Dato interessante sebbene da confermare.   

Chi è Valter Longo?

Classe 1967, è riconosciuto come uno dei leader internazionali degli studi sull'invecchiamento. Nel 2015 la rivista Time lo ha eletto “guru della longevità”.

È professore di Gerontologia e Scienze biologiche nonché direttore dell'Istituto della longevità presso l'University of Southern California a Los Angeles.

È anche direttore del laboratorio di Oncologia e longevità all'Istituto di Oncologia molecolare di Milano.

Articolo tratto da L'Altra Medicina N. 58

 

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La Dieta della Longevità

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In questo libro rivoluzionario Valter Longo condensa tutte le sue scoperte scientifiche e ci spiega come ridurre il grasso addominale, rigenerare e ringiovanire il nostro corpo abbattendo in modo significativo il rischio di cancro, malattie cardiovascolari, diabete e malattie neurodegenerative come l'Alzheimer, istruendoci infine sugli effetti benefici di una periodica dieta di restrizione calorica.

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Valter Longo

Valter Longo, biochimico, è nato a Genova nel 1967 ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei leader nel campo degli studi sull'invecchiamento e le sue malattie con pubblicazioni sulle più autorevoli riviste scientifiche tra cui Nature, Science e Cell. 

E' professore ordinario di gerontologia e di scienze biologiche, e Direttore dell'Istituto di Longevità nella School of Gerontology alla University of Southern California USC, Los Angeles, uno tra i più prestigiosi centri al mondo dedicati esclusivamente all'insegnamento e alla ricerca sull'invecchiamento. E' anche Direttore del Laboratorio di Longevità e Cancro all'Istituto di Oncologia Molecolare IFOM a Milano.

 

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