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VaccinarSI VaccinarNO

L’esperienza di una mamma tra dubbi e certezze

VaccinarSI VaccinarNO

Quando mi è stato chiesto di scrivere un articolo sui vaccini inizialmente ne sono stata entusiasta, ma poi, riflettendoci meglio, è sorta una certa ansia da prestazione. In questo periodo l’attenzione è alta e le risorse per informarsi adeguatamente sono tante, quindi cosa ancora potrebbe interessare e aiutare veramente?

La risposta è stata “l’esperienza diretta”.

Il mio rapporto con i vaccini nasce come per tutti voi nell'infanzia, personalmente nei miei ricordi c’è la punturina alle scuole elementari e un’altra alle medie che chiamerei anche anti-rosolia e anti-tetanica, di altre piccole iniezioni di microrganismi viventi non ho più memoria.

Il rapporto con i farmaci o similari a quel tempo era fortunatamente molto sporadico, ma il mio interesse negli anni è sempre cresciuto fino a portarmi all'università di Farmacia e poi tirocinante presso la Farmacovigilanza Ospedaliera; lì tornarono a bussare alla mia porta i vaccini, e lo facevano quotidianamente, in forma cartacea, accompagnati da nomi come “reazione avversa”, “febbre alta”, “ponfi”, “rash cutaneo”.

La mia mente mai stanca di informazioni ha iniziato a porsi domande e dalle domande stesse sono iniziate le ricerche, fatte inizialmente di vaghe richieste ai medici sono sfociate nel ricercare la fonte delle informazioni fino ad arrivare a coloro che hanno “inventato” i vaccini e al perché. E così conobbi Edward Jenner e Louis Pasteur e il suo assistente Claude Bernard che uno dopo l’altro fecero enormi ricerche e sperimentazioni sui vaccini di vaiolo, colera, carbonchio ecc…

Nel frattempo,io, attraverso lo studio della Naturopatia imparavo a collegare gli organi e le reazioni enzimatiche in un contesto più olistico, in un corpo fatto di cellule ed emozioni.

Ma torniamo alla fonte e a quello che succedeva nel 19esimo secolo e giù di lì. Senza tediarvi con termini tecnici e date storiche vi voglio raccontare solo due cose: i vaccini di allora venivano prodotti coltivando le sostanze  batteriche o virali su un organismo animale o su particolari organi dell’animale stesso (reni,cervello di scimmia, ventre di pecora, cervello e midollo spinale di coniglio e di cane, ecc.); oppure altri venivano coltivati su derivati di prodotti animali come uova di pollo o di anatra. Pensate che le cose siano cambiate? No… a questo sono state solo aggiunte sperimentazioni su tessuti o cellule umane e sperimentazioni ottenute con la manipolazione genetica.

Appresa questa informazione rimasi un attimo scioccata in quanto gli animali sono grandi portatori di virus latenti che nel loro corpo risultano inoffensivi in quanto tipici del loro patrimonio genetico, ma se introdotti in un’altra specie, ad esempio umana, possono passare dallo stato di latenza a quello di virulenza.

Quindi il terreno di coltura del virus o del battere non è quello in cui l’agente tossico verrà poi somministrato. E questo cosa può comportare? Che il vaccino può contenere - oltre agli agenti patogeni della malattia da cui si vuole immunizzare - anche altri agenti patogeni derivanti dal terreno in cui viene preparato, i cui effetti indesiderati presto o tardi si potranno manifestare in modo dannoso.

Queste informazioni si sanno dal lontano 1895 quando Pasteur in punto di morte affermò "Claude Bernard aveva ragione, il terreno è tutto, il microbo è nulla".

E non mi fermo qui, infatti la mia ricerca arrivò fino al significato spirituale delle malattie infantili e del perché venissero prese solo da alcuni soggetti in fase di medesima esposizione.

Quello che compresi fu che le malattie infantili sono null'altro che il manifestarsi di un evento evolutivo fondamentale per la crescita fino all'età adulta, in modo che il nostro corpo ereditato possa essere strumento di crescita animica-spirituale. Vi faccio un esempio che capita spesso: dopo una malattia infettiva accade di frequente che casi di enuresi notturna, attaccamento a ciucci, squilibri emozionali, paure ecc.. spariscano insieme all'esantema o ai sintomi della malattia stessa.

La mia idea era più che formata: se avessi mai avuto un figlio non lo avrei vaccinato. Il tempo passò, accaddero molte cose, e così arrivò la piccola Celeste e da quel momento non sono più stata responsabile solo della mia salute ma anche della sua.

La mia scelta che fino a qualche tempo prima era limpida e decisa vacillò enormemente di fronte all'insistenza e l’ansia dei nonni, alle lettere mandate dall'AUSL, alle voci di bambini non accettati in scuole o asili se non vaccinati... Aiuto! Da mettersi le mani nei capelli! Io decisi di rimettere la testa tra i libri e approfondire ulteriormente la situazione.

Grazie alla pediatra di mia figlia che ascoltò e comprese i miei lunghi discorsi, grazie a COMILVA che con scientificità mi diede risposte esaurienti, la decisione fu presa e fu NO. No per almeno il primo anno di vita di mia figlia in quanto le volevo lasciare il tempo di creare liberamente il suo bagaglio immunitario. La vedevo così piccola e indifesa, mi ricordo che mi posi questa domanda “ma se ancora non è pronta ad ingerire del cibo solido come può avere la forza di combattere una gang di virus?“

Un anno dopo le lettere dell’AUSL si accumulavano e l’insistenza dei miei genitori diventava ingombrante, un viaggio in oriente era alle porte e così cedetti alla prima dose di antitetanica e solo a quella: non volevo vaccini multipli. Decisi per il sì e solo per l’antitetanica; mettere il corpo di mia figlia allo sbaraglio di batteri multipli contemporaneamente non mi sembrava sensato. Inoltre, abitavamo in campagna dove zappe e utensili arrugginiti facevano parte della nostra vita quotidiana.

Alcuni preparati omeopatici aiutavano il corpo di mia figlia e contemporaneamente per osmosi lenivano la mia ansia (Sulfur 200 ch prima del vaccino e Thuja 200 ch dopo). Ma ahimè, ponfi, agitazione e febbre alta non mancarono per la piccola Celeste. Questa è stata la sua unica esperienza con le vaccinazioni.

Leggendo queste righe avrete già immaginato se sono pro o contro vaccini e probabilmente avete ragione, ma quello che vorrei trasmettere attraverso questo articolo è un assoluta richiesta di auto-informazione da parte di ogni singolo genitore.

Non fermatevi alle voci, indagate voi stessi, fatevi un'opinione propria, e se la scelta verterà sul vaccinare sì assolutamente, sì dopo un anno, no mai, sì solo alcuni e separati, sappiate che in ogni caso state prendendo una decisione per la salute dei vostri figli.

E’ vero, li vorremmo sempre in perfetta salute, ma ciò non è possibile, anzi qualsiasi cosa potrebbe accadergli nella vita e sfortunatamente vaccini contro la sfiga non sono ancora stati inventati.

Sicuramente un lato molto importante di questa scelta è la nostra serenità, in quanto la protezione che dà un genitore in equilibrio emotivo e in vera relazione con il proprio figlio ha una forza curativa immensa, che va oltre il corpo, le immunità e la reattività.

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Vaccini sì o vaccini no? Fare una scelta consapevole oggi è molto difficile. Ricevi quotidianamente innumerevoli informazioni dai giornali, nazionali e locali, dalle radio, dalla televisione e da internet sull'importanza di vaccinare i tuoi figli e di farlo secondo il calendario stabilito dall'ASL e dell’efficacia dei vaccini antinfluenzali. È molto importante che tu possa avere tutte le conoscenze per scegliere liberamente. La salute è tua e non sei obbligato di metterla nelle mani di altre persone, soprattutto quella dei tuoi bambini. E quindi devi chiederti: 

Che cosa sono i vaccini? Come sono nati? Cosa contengono? Come vengono somministrati? Quanto sono efficaci e quanto sono deleteri? Che collegamenti ci sono tra i vaccini, l’autismo e altre malattie?

In questo libro gli scienziati Stefano Montanari e Antonietta Gatti forniscono le risposte a tutte queste domande presentando le loro ricerche in laboratorio su 28 diversi vaccini.

Ma non solo, in queste pagine vengono descritti le immunità di gregge, la durata della copertura, l’efficacia dei vaccini, gli antibiotici presenti, la mancanza di studi con gruppo di controllo, i vaccini militari, le correlazioni con i casi d’autismo, gli esavalenti, le autorizzazioni facili, la propaganda, l’insabbiamento dei dati negativi, la risposta individuale, l’immunità naturale, l’innocuità di molte malattie infettive, le false epidemie, l’influenza degli interessi dell’industria farmaceutica e molto altro ancora.

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Margherita Gradassi

Margherita Gradassi si laurea in ISF università di Farmacia, Diploma in Naturopatia presso Istituto Rudy Lanza con specializzazione in Iridologia Naturopatica e psicosomatica, Floriterapia di Bach e Australiana e Tecniche di massaggio Orientali.

Formazione in bio-feedback “Life-System” col Dott. Baldari, Formazione in MRT col Dott. Bodo Khooler.

 

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