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Una fiamma sempre viva

Come abbiamo progettato e costruito l’originale stufa ad accumulo della Fattoria dell’Autosufficienza

Una fiamma sempre viva

«Scalda anche da spenta» è uno tra i primi commenti ricevuti a costruzione finita: l’originale stufa ad accumulo che vedete in queste pagine si inserisce nella ristrutturazione in bioedilizia del primo nucleo in pietra locale e calce naturale della Fattoria dell’Autosufficienza.

Colpisce subito l’inconsueta forma a doppia fiamma voluta espressamente come simbolo rappresentativo e connotativo della Fattoria.

“La fiamma”, localizzata nel grande salone comune, diviene da subito punto di attrazione, riferimento e aggregazione attorno alla quale si svolgono incontri e momenti didattici e conviviali all’interno delle molteplici attività della Fattoria.

Nel progettare la stufa è stata spesa molta attenzione nel non facile compito di rendere percettivamente leggera e morbida questa grande stufa, alta 3,4 m e di oltre 3000 kg complessivi di peso.

Che cos’è e come funziona

Conosciuta anche come Stube, stufa Tirolese, Kachelofen o più correttamente Kachelgrundofen, è una stufa a massa termica interamente costruita in materiale refrattario pregiato secondo le più avanzate tecniche di fumisteria.

Sfruttando l’antico principio dell’ipocausto romano è dotata di un nucleo refrattario molto spesso, dove avviene la combustione e dal quale si snoda un articolato giro di cunicoli chiamato “giro dei fumi” (in questo caso lunghi 8 m) dove scorrono i fumi caldi che rilasciano progressivamente il loro calore ai refrattari.

A tutto questo, senza mai toccarsi, a non meno di 2 cm di distanza viene ad aggiungersi un altro strato di materiale refrattario che va a costituire la forma definitiva della stufa.

Le due “vasche” lavorano in maniera “sinergica” tra loro nell’accumulo del calore che viene rilasciato lentamente per le 24 ore successive, senza bisogno di aggiungere legna.

  

I vantaggi della stufa a massa

I vantaggi di questo tipo di riscaldamento sono molteplici, particolarmente adatti per la Fattoria dell’Autosufficienza, così come per tutte ristrutturazioni di case in pietra e per i nuovi interventi di edifici ecologici a basso consumo, e si distingue per:

  • benessere abitativo: lavorando principalmente per irraggiamento dà la sensazione di avere “il sole dentro le mura di casa”, che nel caso specifico, essendo in pietra, contribuiscono a un ulteriore accumulo di calore;
  • salute: grazie all’irraggiamento non crea, come gli altri sistemi di riscaldamento, movimenti convettivi dell’aria, non solleva polveri e acari, non secca e impoverisce la qualità dell’aria interna. Il non plus ultra per chi soffre di asma o ha problemi respiratori. Come i raggi del sole, inoltre, l’irraggiamento penetra a fondo nel corpo, dando una piacevole sensazione di benessere e riduzione di stress durante le buie e fredde giornate invernali. Non a caso questo tipo di riscaldamento è ultimamente utilizzato nei nuovi ospedali e case di cura in Austria e non solo nei centri benessere;
  • risparmio: la legna è da secoli la fonte energetica più a basso costo, e per questa stufa il consumo di legna è bassissimo, il più basso tra gli impianti a legna, rispetto al volume dell’ambiente da scaldare. In questo specifico caso solo una carica al giorno da 14 a 29 kg a seconda della temperatura esterna;
  • ecologia: è un sistema di riscaldamento eco-compatibile: la legna è l’unica fonte di calore rinnovabile di cui disponiamo attualmente;
  • efficienza: si avvicina al 90% di rendimento per un ciclo termico completo. Scalda quindi non solo quando il fuoco è acceso, come avviene per le stufe in ghisa o a pellet, ma durante tutto il lungo ciclo tra una carica di legna e l’altra, che generalmente è tra le 12 e le 24 ore;
  • low tech & autonomia: la totale assenza di componenti elettrici garantisce alla stufa di funzionare sempre anche in assenza di elettricità. Non risente inoltre, nel tempo, dei fisiologici malfunzionamenti di componenti elettroniche essendone priva, e la rende particolarmente adatta allo spirito della fattoria dell’Autosufficienza, e alle situazioni off-grid in genere;
  • low-maintenance: la cenere va rimossa dalla camera di combustione solo un paio di volte a stagione. I giri dei fumi e la canna fumaria generalmente si puliscono ogni 15 anni, per cui tempi e costi di manutenzione sono quasi nulli;
  • design: è una stufa artistica costruita su misura dopo un’attenta fase di progettazione e calcolo secondo le normative italiane vigenti e le più stringenti norme UNI austriache. L’aspetto “custom made” rende queste stufe particolarmente adatte a risolvere ogni situazione, anche la più difficile, cosa che le stufe convenzionali generalmente prefabbricate non possono garantire. Il design è unico e amplifica la bellezza dello spazio divenendone protagonista: in questo particolare caso è volutamente organico;
  • durata: se utilizzate in maniera corretta funzionano per moltissimi anni e si tramandano di generazione in generazione; nelle zone Alpine ci sono tutt’ora stufe ad accumulo ancora funzionanti che risalgono al XVIII secolo;
  • costo: il rapporto qualità prezzo la rende altamente vantaggiosa se si pensa che oltre a tutti i benefìci sopra elencati può sostituire interamente l’impianto/i di riscaldamento caldaia e l’impianto a parete o pavimento.

Le stufe ad accumulo, se progettate correttamente, possono essere costituite da più piani e riscaldare interamente un’abitazione per più ambienti e livelli diversi.

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 42

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