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Avvento 2016
Idee Regalo

Un’idea che trattiene la mente...

Leggi in anteprima il capitolo 2 del libro "Ma Chi Ti Credi di Essere?" di Tiberio Faraci

Un’idea che trattiene la mente...

«Segui ciò che ti rende felice e l’universo aprirà porte per te
dove c’erano solo muri»
J. Campbell

In ogni caso, le esperienze vissute durante la crescita stabilizzano il grado di difficoltà/facilità o di amore/paura, che sono gli ingredienti più importanti tra quelli che contribuiscono all’alchimia delle nostre relazioni future! Eppure crescere potrebbe essere assolutamente divertente. Anche se, ovviamente – e molti di noi l’hanno constatato – la situazione vissuta in famiglia, a volte, può divenire innegabilmente difficile, dando vita in certi casi persino a esperienze drammatiche. Poi, com’è ovvio, ci sono miriadi di vie di mezzo e galassie di possibilità. Le nostre convinzioni ci vincolano a rispettare limiti che non sarebbero più attuali se solo fossimo disposti a tenerne conto. Roselle diceva che una credenza non è un’idea trattenuta nella mente, ma è un’idea che trattiene la mente! E analizzando Peter Pan non volevo certo affermare che alle donne non capiti talvolta di comportarsi da “Alice nel Paese delle Meraviglie”. Ma, rispetto alle ragazze, sono sicuramente più numerosi i ragazzi che vorrebbero i vantaggi dell’essere adulti senza doversi fare carico di alcuna responsabilità progettuale.

Ma come riuscire a vincere la frustrazione che deriva da comportamenti più o meno autorizzati a contenerci? Come risolvere in maniera stabile le contaminazioni tossiche delle disapprovazioni a cui eravamo obbligati a sottostare? Intanto può essere utile, per sdrammatizzare, considerare che questi ricordi sono più frequenti di quanto non si creda. Realizzare che non siamo i soli a essersi confrontati con simili limitazioni allevia la sofferenza e il carico con cui ci eravamo raffrontati. Ma non possiamo comunque sottovalutare il fatto che, talvolta, anche alcune differenze piccole possono produrre danni grandi e apparentemente (se non addirittura oggettivamente) irreparabili. Uno banale è il non essere stati o il non sentirsi riconosciuti.

Mia mamma mi chiamava spessissimo con il nome di mio fratello. Ma questo non accade solo nelle relazioni parentali. Una volta in una fiera del libro a cui partecipavo incontrai una mia cliente, la quale mi presentò la moglie del suo unico figlio.

Io ricordavo che, nel corso delle sedute, la signora si era lamentata spesso del loro rapporto.

Di fatto non arrivava a comprendere come mai la nuora fosse sempre così acida con lei. In quell’occasione però, assistendo alle loro dinamiche, mi accorsi che si rivolgeva frequentemente a lei usando un nome diverso da quello con cui mi era stata presentata. Quando le chiesi il motivo di ciò, la nuora, sorridendomi, guardò seccata la suocera e mi disse che quello era il nome della ex fidanzata “storica” del figlio. Sentirsi chiamare spesso con un nome che non è il nostro, ci proietta in una condizione di “passiva non accettazione”; di fatto ci pone agli antipodi del riconoscimento. Più volte, in altri miei lavori, mi è capitato di ricordarvi quanto, per tutti noi, sia importantissimo essere amati, ma anche quanto lo sia essere riconosciuti.

Quando questo non accade, invece di intaccare la nostra autostima, l’ideale sarebbe riuscire a:

1. Non dare così tanta importanza a quello che capita, riuscendo a mantenersi comunque centrati;
2. Sottrarsi, se possibile, dall’influenza di quelle “energie grigiastre” che derivano da queste disfunzioni comportamentali che ci ritroviamo a dover subire, senza lasciarsene toccare; in parole povere (ma essenziali), come diciamo noi, dobbiamo riuscire a “scansarci”;
3. Comprendere che, se ciò che ci viene offerto non corrisponde a un regalo gradito, possiamo sempre ignorarlo, lasciandolo nelle mani di chi ce l’ha porto;
4. Agire in direzione di quello che vorremmo veder arrivare, comportandoci con conseguente determinazione;
5. Aumentare le possibilità di far accadere le cose che vogliamo, impegnandoci di più;
6. Agire, per non focalizzarsi così sulla delusione e sulla frustrazione subìte;
7. Rifiutare il senso di impotenza.

Questi i modi sicuri per non scivolare nell’avvilimento e per uscire da esso.

E se la caduta fosse invece già avvenuta? Quali pensieri oggi potrebbero aiutarti ed essere risolutivi per uscire da una situazione che non ti piace? Lo sai che almeno tre tra i tuoi pensieri attuali possono rivelarsi così elevati da poter assolutamente risolvere quella situazione che ti fa sentire così fragile e che in questo momento ti sembra essere senza vie d’uscita?

Prova allora a contattarli e a formularli ora! Subito! Ti garantisco che anche solo uno tra questi contiene già in sé, se ben interpretato, tutto l’occorrente per lasciare dietro di te il problema che ti preoccupava, e ciò in modo definitivo! Non dovrai neppure parlarne mai più!

Ti sembra troppo facile? Fino a ieri situazioni di questo tipo ti avrebbero tenuto in scacco a lungo?

«Gli esseri umani sono dotati di memoria come della capacità di dimenticare; sono ambedue facoltà utili. Forse, il potere di dimenticare è persino più importante: senza di esso, le persone si dispiacerebbero della perdita di milioni di genitori e parenti delle vite precedenti e anche delle offese e delle ferite che hanno subìto in questa vita. Fortunatamente, il potere di dimenticare aiuta per tutto questo. Spesso si ricordano solamente le cose che hanno impressionato, perché significative, come le nascite, i matrimoni, i debitori ecc. La tragedia è che la gente dimentica la cosa che più determina l’andamento della vita terrena, la chiave verso la felicità e la liberazione; l’uomo non può permettersi di dimenticare queste domande: “Chi sono io?”, “Dove sto andando?”, “Da dove vengo?”, “Quali sono la natura e lo scopo di tutto questo?”. Venite al mondo con la domanda: “Chi sono io?” e andate via con la risposta: “Io sono Dio!”»

Il collegamento tra il passato e il presente sei tu, e sempre da te dipende quanto spazio lasci al passato! Scrivi ora, se puoi, 10 domande esistenziali a cui non sai trovare risposta. La prima che ti consiglio è questa: “Quanta energia di quelle che ti servono oggi sei disposto ancora a sacrificare al passato? E quanta al presente?”.

Da questa decisione alchemica nasce il tuo futuro! In condizioni normali, la prima occasione in cui abbiamo avvertito quella sensazione di abbandono totale nella fiducia è avvenuta nell’energia di nostra madre. Ma a volte è proprio tra quelle braccia che abbiamo incontrato per la prima volta l’inadeguatezza! Tra queste due possibilità (il divario tra quello che abbiamo incontrato e quello che ci avrebbe davvero rassicurati) ci siamo ritrovati a essere indirizzati e plasmati. Infatti, avere percepito come normali o meno sentite, oppure stentate (se non addirittura negate) quelle sensazioni, magari all’inizio della nostra vita, o comunque durante la nostra crescita, ci ha permesso di muoverci nel mondo al momento giusto (o di percepire di non essere all’altezza di saperlo/poterlo fare).

Questo ci ha donato, quando tutto ha funzionato nel migliore dei modi, sensazioni indimenticabili e indelebili, che hanno contribuito alla costruzione di quegli uomini e quelle donne sereni che forse siamo diventati. Oppure, se ciò non è avvenuto, siamo divenuti esperti nello scegliere i momenti sbagliati e i partner meno adatti, le relazioni più inutili e gli scenari più scoloriti. E se così fosse, il tuo posto giusto, il tuo posto sicuro è quello che andremo a crearci!

Lo troverai tra le pagine che seguiranno, perché è ora che tu lo raggiunga, dato che lì sei atteso da molto tempo dalla parte migliore di Te, e da tutto quello che dicevi di volere raggiungere!

Ma Chi Ti Credi di Essere?

Ma Chi Ti Credi di Essere?

Occorre accettare tutto quello che non possiamo cambiare, che è già accaduto, o che ha a che vedere con il volere di altri, anche se questo volere non corrisponde a ciò che noi desideriamo.

Ma non dobbiamo arrenderci mai di fronte ai risultati che è nelle nostre capacità poter migliorare.

Se vedi qualcosa che ti sembra possibile, credici e impegnati con tutte le forze affinché i tuoi desideri si realizzino.

Ma se non ci crediamo non riusciremo mai a incidere davvero in modo positivo nella nostra vita e vivremo solo di riflesso grazie ai successi e alle decisioni altrui.

Se invece ci crederemo saremo noi alla guida della nostra vita e otterremo i sogni che abbiamo sempre desiderato.

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Tiberio Faraci

TIBERIO FARACI opera in Svizzera dal 1978. Da sempre si occupa di crescita personale e di attività filantropi­che: ha infatti sommato esperienze pluride­cennali operando con associazioni diverse, attente all'ascolto delle persone in difficol­tà. È Life Counselor membro del "Comitato Italiano Sicool", riconosciuto N.B.C.C. (National Board for Certified Counselor) ed E.A.C. (Association European Counselor), riconosciuto dall'Istituto Ricerche di Gruppo Svizzero. È Personal Coach e Rebirther Professionale. È Tutor alla Scuola Superiore Europea di Rebirthing e Docente dell'Istituto Ricerche di Gruppo di Lugano. È socio dell' Associazione Psicologia Generativa. Ha pubblicato dieci libri, tra cui Innamorati di Te tradotto in dieci lin­gue e in Braille, presente in Paesi come Francia, Repubblica Ceca, Lituania, Argentina. Ha collaborato al fianco dei più im­portanti nomi della crescita personale internazionale.

 

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