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Tutto è Perfetto - Estratto dal Libro "Io Sono Me"

Leggi in anteprima un brano estratto dal libro "Io Sono Me" di Arcangelo Miranda

Tutto è Perfetto - Estratto dal Libro "Io Sono Me"

La frase tutto è perfetto ha creato una quantità di danni inenarrabili nel settore cosiddetto spirituale ed è divenuta vessillo di individui depressi e irresponsabili.

Dire che il mondo è perfetto e non agire è da imbecilli e porta come conseguenza il fatto che non serve fare nulla poiché le cose vanno già bene così; ma in un universo, se non c'è un continuo apporto di energia tale da produrre un lavoro in grado di far cambiare le cose, non ci può essere riconoscimento progressivo del sé.

La frase tutto è perfetto è propria di un individuo che ha maturato dentro sé il vedere le cose senza alcun giudizio emozionale. La compassione non è coinvolgimento emozionale, ma è sempre una spinta ad agire per trasformare le cose disarmoniche in armoniche.

Ciò che è veramente perfetto è il meccanismo con cui accadono le cose e quindi di come ci ritroviamo il futuro; l'abilità dell'individuo sta nel fatto di riuscire a spezzare le catene di quegli eventi che gli massacrano la vita.

Ammettiamo che, per liberarti da una situazione, fuggissi via da una persona idiota: la perfezione della vita ti farà ottenere la stessa identica e precisa quantità di idiozia-specchio sotto altre forme e da altri terminali, siano essi persone, eventi, luoghi, tempi o cose.

Ciò significa che, entrando dal panettiere, giudicheresti il suo comportamento idiota rispetto a un qualcosa che, in quel momento, le forze equilibratrici della vita ti ripresenterebbero innanzi agli occhi in risposta alla quantità di idiozia che tu giudichi.

Questa discussione ci porta all'aberrazione più potente, quella del giudizio, rappresentata dall'Apostolo Giuda nella storiella simbolica chiamata Vangelo.

Esiste una innumerevole serie di filosofie che pongono attenzione sulla questione del 12: i 12 apostoli, le 12 fatiche d'Ercole, le 12 costellazioni, le 12 tribù d'Israele e così via; perché questo 12 è così ricorrente?

Per comprendere questa cosa possiamo far riferimento ad una scena del mito cristico, quella in cui il personaggio, inventato a fini letterari col nome di Gesù, tra la moltitudine della folla sceglie 12 personaggi ai quali, ad un certo punto del percorso, dice "dove IO vado, voi non potete venire".

Chi sono i 12? Essi rappresentano le 12 aberrazioni fondamentali, quelle che rendono un essere spirituale un umano prigioniero della materia. La scelta dei 12 significa che, se si lavora su quelle 12 aberrazioni fondamentali, tutta la folla delle miriadi di aberrazioni conseguenti viene meno.

E proprio in questo modo lavora una Scuola di Illuminazione che tende all'ascensione.

Un individuo che esprime il suo Sé materiale senza lavorare sulle 12 aberrazioni fondamentali, morirà con il corpo fisico, ma avendo terminato la sua missione materiale, non avrà necessità di rinascere su questo piano ed è quindi libero dal ciclo delle nascite e delle morti.

Diversamente, se mentre si è in vita e si realizza il sé materiale si riescono a sradicare anche le aberrazioni fondamentali, ecco che l'individuo non ha più necessità di morire e può ascendere nella dimensione superiore, trasformando il suo corpo fisico in quello di luce. Questa impresa è davvero così titanica che è appunto chiamata le 12 fatiche d'Ercole.

Ma torniamo ai nostri simbolici 12 apostoli: il personaggio di Giuda rappresenta il Giudizio, Tommaso l'inevitabilità della morte, Pietro la dualità (colui che porta rancore verso l'altro sesso) e così via.

Qual è il più importante degli apostoli e quindi l'aberrazione fondamentale su cui lavorare?

È il giudizio, quella relativa al nome Giuda.

Infatti tutte le filosofie dicono di non giudicare e da qui, come abbiamo detto all'inizio, nascono i problemi di apatia.

La mancanza di giudizio di "Tutto è perfetto" si riferisce all'abilità dell'individuo di essere sereni pur non essendo felici innanzi ad una contrarietà (Gesù pianse alla morte dell'amico Lazzaro) e proprio la mancanza di felicità diviene la spinta ad aggiustare le cose.

La mancanza di giudizio è l'abilità a rimanere in uno stato come se le cose fossero perfette e non perché lo siano: questo è star di fronte alle cose e vederle nella loro vera natura, senza essere risucchiati nei vortici emozionali della faccenda. Ciò non significa non agire, come erroneamente crede la maggior parte delle persone depresse che riempiono il settore spirituale.

Molti mi dicono che la realtà è un sogno che possiamo cambiare quando vogliamo, ma nessuno si rende conto, causa l'aberrazione del salvatore, che se non mettiamo lì un punto di operatività, le cose non cambiano, poiché è solo l'emozione di una esperienza diversa che fa cambiare il nostro punto di vista sulle cose.

Questa stupida e vana speranza che le cose cambino da sole sottende l'attività maligna del salvatore secondo cui le cose, se siamo buoni e onesti, arriveranno da sole: questo non è possibile perché l'universo non funziona sulle speranze, ma sul lavoro e richiede energia per i cambiamenti.

Si potrebbe dire che l'assioma dell'universo fisico sia che chi di speranza vive, disperato muore; ciò significa che gli inattivi e gli speranzosi credono che questo sia un sogno e non si rendono conto che è un incubo.

 

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Nato nel 1964, Arcangelo Miranda ha sviluppato i suoi interessi per oltre venti anni nel settore dell’alta tecnologia; in possesso di più titoli di studio in campi diversi tra loro e di profonde conoscenze nel settore scientifico, unitamente alla necessità di esprimere il suo sentire ed alla voglia di capire come il mondo funzionasse, ha cercato sempre più il contatto con il proprio essere.

“Questa realtà è solo un sogno di cui siamo convinti!”: questo è ciò che è alla base della sua scoperta e dell’esperienza di questo autore che si preannuncia tra i più profondi e chiari nell’odierno panorama editoriale esoterico e gnostico. Abbandonato il settore tecnologico, ha dedicato la sua vita ad informare gli altri sull’illusione di Maya. Attualmente risulta essere uno dei pochi autori esoterici viventi.

Queste sono le sue parole per una rapida rivisitazione di un aspetto della sua vita:
Sin da piccolo mi guardavo intorno ed avvertivo che questo mondo era strano e le cose che emozionavano gli altri non avevano effetto su di me: conoscenti ed amici mi consigliavano di indossare quella marca di vestiti, acquistare quel tipo di auto, mettere al polso quel tipo di orologio o di creare un certo tipo di situazione. Li sentivo sinceri e felici delle loro emozioni, ma qualcosa non mi suonava bene pur avendo provato i loro consigli; pensarmi che avrei trovato un buon lavoro, una brava ragazza, che mi sarei sposato con un mutuo-casa ventennale e dopo i figli avrei avuto una pensione che mi avrebbe portato alla tomba….beh, non l’ho mai sentito vero e provavo sconcerto ed un senso di vuoto.

All’età di 14 anni ebbi la certezza che su questo pianeta vivono individui molto speciali e mi misi in cerca di questi personaggi per mezzo di libri e ricerche. Ero un sognatore ed a volte, confrontandomi con gli altri mi vedevo fuori realtà. Ma cos’è la realtà? Possiamo dire che ciò che è nelle nostre fantasie più profonde non sia realtà pur se non ancora manifesta?

Dai 20 anni sono stato per altri venti alla guida di un'attività che ho creato da piccolo e che ho realizzato da giovane, ma la sua caratteristica era che racchiudeva tutte le caratteristiche degli altri lavori e, come risultato, la mia mente era sempre in funzione nel senso più negativo del termine. Il mio ruolo di sognatore era sempre più violato e non mi sentivo felice.

Verso i 25 anni ho attraversato la mia più profonda crisi mistica e da li in poi si è avviato il cambiamento: venni a contatto con fonti di vera conoscenza grazie alle quali mi accorsi che tali verità erano ben occultate agli occhi del mondo, ma non perché qualcuno non le volesse diffondere, ma perché le persone non avevano occhi per vedere. Volevo trovare le risposte alle domande di sempre: Chi sono,? Da dove veniamo?, Dove andiamo?

Dopo anni di ricerche, a settembre 2000, mentre ero negli U.S.A., all'età di 36 anni mi è capitato qualcosa di straordinario per cui la mia Ricerca ha avuto fine ed è iniziato il grande Viaggio. Da quel momento non mi sono più fermato; ma è anche vero che con una sempre maggiore assunzione di responsabilità aumentava l'amore con cui mi relazionavo agli altri poiché il senso di responsabilità avrebbe gravato maggiormente sulla mia anima se avessi approfittato dei miei poteri e della mia conoscenza. La mia mente si schiariva un po' alla volta, la mia anima si alleggeriva ed ero sempre più in contatto con il mio spirito, con la mia Personalità Fondamentale, ciò che è IO SONO.

Finalmente avevo aperto il mio cuore al mio essere e scoprii che, come si vede nel film Matrix, questa realtà è una prigione della mente che ci hanno messo davanti per illuderci che questa vita è tutto quello che c’è al punto tale che credendo che non ci sia altro, siamo portati a rimanere in prigione, in una prigione della mente senza sbarre ne carcerieri. Ma in verità c’era molto, ma molto di più… Nei vari millenni, Esseri straordinari che hanno transitato su questo pianeta lo hanno scoperto.

Avevo deciso di far conoscere queste cose ad altri: come fare?

Nel 2005 mi ritrovai in possesso del testo originale IO SONO DIO e lo presentai ad una manciata di editori seri; mi rispose Roberto Romiti, il direttore della B.I.S. (casa editoriale oggi acquisita dalla Macro Edizioni) probabilmente l'unico editore di argomentazioni di carattere spirituale laureato in fisica e quindi in grado di comprendere e di dare valore a ciò che avevo scritto: nacque così la TRILOGIA DELL'IO SONO, un magico mix di esoterismo e di meccanica quantistica di altissimo livello: un testo praticamente unico.

Seppur con poche parole, questa è la mia storia, ma la cosa importante è che ora di certo non avrei il tempo di sviluppare quei consigli esclusivamente materialistici sulla vita che i miei amici, tanti anni fa, si sforzavano di darmi poiché sono troppo impegnato ad essere felice.

 

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